June, 21st - evening

47 6 9
                                        

Izuku si ritrova con le spalle al muro in un momento. Il respiro è accelerato, come il suo cuore, e un brivido d'adrenalina lo percorre da parte a parte.

Katsuki è davanti a lui. Lo osserva attentamente, quasi lo perfora con i suoi meravigliosi occhi scarlatti, sempre attenti, sempre scrutanti. Il suo viso sporto verso il proprio, e il suo respiro umido e caldo che lo accarezza.

Averlo così vicino è davvero una benedizione divina, e non può fare a meno di pensarlo costantemente, anche ora che vuole staccarsi da lui. Sarà l'effetto della seconda canna della giornata?

    — Ti va di... studiare?

Izuku batte lentamente le palpebre. Si sente un deficiente, non riesce più a stare per più di cinque secondi concentrato. — S-sì, se ti va certo.

    — Mh. — è quel che dice Katsuki, e qualcosa nel suo sguardo sembra placarsi. — Vieni, andiamo in camera mia.

    — Perché è sempre camera tua e mai camera mia?

Katsuki, che aveva fatto giusto due passi, si volta lentamente e con un sopracciglio inarcato. — Io non ci sto in camera tua con mille figures di All Might a fissarmi. Mi mettono i brividi e perdo la concentrazione.

Izuku ride con leggerezza, ma insieme si dirigono comunque verso la camera di Katsuki. Nessun bisticcio, ma silenzio. Izuku sembra circondarsi di una pace rarefatta ma che persiste a presiedere ogni momento della sua giornata.

Katsuki gli apre la sua stanza, Izuku entra. Entrambi si siedono alla scrivania perfettamente pulita e ordinata, prendono i loro libri e iniziano a lavorare. Izuku inizia a sottolineare mezzo libro, e Katsuki lo riprende, aiutandolo nel suo lavoro.

Le ore passano. È il momento di cenare. Katsuki invita Izuku a scendere con lui per aiutarlo a cucinare, e insieme si mettono all'opera. Izuku resta più che altro a guardare, perché Katsuki non tollera nessuno nella sua cucina... ma in qualche modo ci riescono, ce la fanno. Il loro Chicken Katsu con riso e curry è pronto, ed è perfetto.

Essendo che tutti sono impegnati a studiare, non c'è nessuno (e le barrette energetiche e gli energy drink sono misteriosamente spariti). Hanno uno spazio enorme tutto per loro.

Eppure preferiscono cenare nella cucina, seduti alla penisola.

Katsuki si gusta il cibo, bollente e piccante, e sembra quasi non reagire. L'unico segnale che dà a vedere quanto il piccante lo colpisca è proprio il rossore che sale dal suo collo e avvolge la sua testa. Rossore che sparisce appena inizia ad abituarsi alla sensazione. Izuku invece non fa che bere acqua.

Katsuki lo guarda di soppiatto. Sembra divertito. Sembra sorridergli con un pizzico d'affetto. — Altre spezie, nerd?

    — No... acqua, acqua! — gli fa cenno di passargli la bottiglia, ma Katsuki la allontana di nuovo. Izuku gli mette subito il broncio, la bocca schiusa e la lingua che di poco sporge.

Gli occhi di Katsuki osservano la sua espressione. Delicata, disperata, desiderosa, bisognosa. Viso arrossato, occhi lucidi, pupille dilatate nella penombra della stanza, il tramonto alle loro spalle che fa scivolare della luce rossastra dalla finestra. Il suo cervello elabora l'immagine, e lentamente, anche se non convinto, gli restituisce l'acqua.

Izuku si disseta solo dopo il secondo bicchiere d'acqua.

    — Vedi? Te lo avevo detto che avevo un piano per farti bere tutti i tuoi due litri d'acqua.

    — Ma questo è una tortura! — si lamenta Izuku, ancora imbronciato ma in un modo che lo intenerisce e gli ruba la volontà. Katsuki deglutisce.

𝐋𝐄𝐖𝐃, 𝐒𝐓𝐔𝐏𝐈𝐃 𝐓𝐄𝐗𝐓𝐒 || 𝐁𝐀𝐊𝐔𝐃𝐄𝐊𝐔Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora