Mi sveglio che è da poco sorto il sole. Sono avvolta dal lenzuolo e da Dom, che mi russa debolmente contro il collo, stringendomi a sé come un bambino col suo peluche. Gli poso un bacio delicato sulla guancia. È così carino quando dorme. Ma, del resto, lo è sempre.
Non voglio svegliarlo, però sto morendo di caldo, nonostante sia nuda. Facendo piano, gli sollevo il braccio e rotolo di lato. Lui inspira forte e si gira dall'altra parte. Non posso resistere. Mi chino a baciargli una spalla. Si muove.
«La sveglia più bella del mondo» farfuglia, girandosi. I suoi occhi azzurri mi fissano, assonnati e luminosi.
«Buongiorno! Dormito bene?» gli chiedo, accarezzandogli i capelli scarmigliati.
«Benissimo» risponde in tono allusivo, forse riferendosi alla nostra meravigliosa notte d'amore.
«Anch'io.» Mi avvinghio a lui. «E nessuno ci vieta di...»
«Mamma mia, sei insaziabile!» esclama.
«Scusami, hai ragione.» Arrossisco.
«Ma adoro questo lato di te» sorride. «Assieme a tutti gli altri, ovviamente.»
Sorrido. «Quest'isola mi mancherà...»
«Possiamo sempre tornarci insieme» propone.
«Ci torneresti ancora?»
«Con te? Sempre.»
Decolliamo dall'aeroporto di Lord Howe alle cinque e dieci di pomeriggio. Faremo solo un unico volo di quasi due ore e mezza a trentamila piedi sopra l'oceano, senza scali.
Per tutto il tempo ascolto la musica o parlo con Joss e Claire, sedute al mio fianco. È stata una vacanza, cioè... una gita meravigliosa. Non vedo l'ora di tornare a Lord Howe, un giorno. E pensare che, all'inizio, non volevo nemmeno andarci!
Alle sette e mezza di sera, il comandante annuncia l'inizio dell'atterraggio. La costa australiana si delinea all'orizzonte, illuminata dal tramonto. Tutto sommato, sono contenta di tornare a Sydney.
Atterriamo al Kingsford Smith e prendiamo subito la direzione dell'uscita.
«È diverso dall'ultima volta, eh?» mi fa Dom.
«Molto» sorrido. Ed è vero. Sento di avere un'espressione molto più felice, rispetto a un mese fa. Mi sento più felice.
I genitori ci stanno aspettando all'uscita, attorniati da decine di autisti che reggono cartelli e tablet con i nomi delle persone che sono venuti a prendere. Mi chiedo se, fra tutti i nomi, ci sia quello di qualche americano trasferitosi come noi. Se non fossi così introversa, la prima cosa che gli direi sarebbe: "Andrà tutto bene; non è la fine del mondo!" Dom ne sarebbe fiero.
Corriamo incontro ai nostri genitori e li abbracciamo stretti.
«Come stai, tesoro?» Mia madre ha quasi le lacrime agli occhi.
«Oh, mamma, è stato bellissimo!» Detesto ammetterlo, ma anch'io ho gli occhi lucidi.
«È andato tutto bene, piccolo?» Beth guarda Dom apprensiva. Certo, non deve essere stato facile mandare cinque giorni su un isolotto tropicale un figlio malato di fibrosi cistica.
«Non puoi neanche immaginare quanto, mamma!» risponde lui. «Non vedo l'ora di raccontarvi tutto!»
«Puoi farlo stasera» puntualizza Dan. «Vi va di andare a mangiare al ristorante tutti insieme, per festeggiare il vostro ritorno?»
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I LIVED
ChickLitQuando Hetty scopre che deve trasferirsi in Australia, il mondo sembra letteralmente crollarle addosso. A sedici anni, introversa, solitaria, senza amici, e con il divorzio dei genitori alle spalle, per lei la vita non è mai stata una bella esperien...
