GRACE
La prima notte è passata tranquilla. Non ho ricevuto visite "strane" e nonostante io non abbia cenato, mi sento bene. Alla fine ho ceduto e ho lasciato cadere il mio abito in un angolo, seppur sconfortata, per indossare un pigiama in seta nero che ho trovato nell'armadio. La taglia è perfetta. Rabbrividisco al solo pensiero di Jude che fa compere immaginandomi in tutti i vestiti che sono appesi nella cabina. Quell'uomo incute timore ed è angosciante. Ha un non so che di sinistro che lo rende cupo... cattivo. Il sole emerge da dietro le nuvole, regalandomi una vista carica di buone speranze. Al centro del giardino è posta una fontana priva di acqua; non l'ho notata quando ieri sera sono arrivata qui ma d'altronde, come avrei potuto? Una sorta di labirinto la circonda, rendendola misteriosa e affascinante ai miei occhi. Vorrei uscire dal balcone per godere dei raggi del sole sul mio viso ma sento che se lo facessi, finirei per ammalarmi nuovamente. Fa freddo. Non avrei mai immaginato che avrei passato il Natale rinchiusa in una gabbia d'oro. Mi sento terribilmente sola e sconfortata. Jason mi starà cercando? I miei genitori sanno che non mi trovo più a Chicago? Spero solo non siano troppo in pena, soffrirei nel saperli così.
Un tocco pesante sulla porta attira la mia attenzione. Il cuore prende a battermi più velocemente, angosciandomi. Mi stringo in un abbraccio mentre attendo, impaziente, che faccia la sua entrata.
«Non ci posso credere», balbetto, strabuzzando gli occhi.
Capelli biondi gellati in modo impeccabili, passo sicuro, dopobarba che mi dà il voltastomaco e sorriso beffardo in volto.
«Tu», è l'unica cosa che riesco a bisbigliare. I miei occhi si riempiono di lacrime mentre le mie gambe tremano alla sola vista di Ryan nella stanza.
«Già. È stato più facile di quanto pensassi», ammette fiero.
«Perché?»
«Perché non mi piace perdere, Grace. E non mi piace che Jason White ottenga sempre tutto dalla vita», muove un passo nella mia direzione. «Jude è il compagno perfetto in questo progetto, detesta suo fratello a tal punto da non battere ciglio, qualsiasi cosa io gli ordini di fare», sghignazza.
Continua ad avanzare e per ogni passo nella mia direzione, ne muovo uno indietro. Finché non mi ritrovo con le spalle al vetro della finestra che dà sul terrazzo. Continuo a fissarlo, inerme, mentre il fiato mi si fa sempre più corto. Ho una paura fottuta. Jude ha stabilito che nessuno mi metterà mai le mani addosso. Perché penso che Ryan farà ben a meno di seguire quanto da lui detto?
«La prima volta che ti ho vista ho pensato che tu fossi un fiore splendido», prende una pausa, «ma appassito». Alzo un sopracciglio, stupita. Vorrei chiedere il perché ma sento che il suo sarà un vero e proprio monologo.
«Così bella ma così dannatamente sola, alla costante ricerca dell'approvazione di quell'uomo da quattro soldi. Hai accettato in silenzio ogni sua punizione pur di assecondarlo e guardati ora», continua, mentre sfiora il mio braccio adagio con un dito. «Sola e smarrita in un posto dimenticato da Dio con degli uomini che ti mangerebbero viva, se solo potessero. Assaporare un pezzo della tua pelle sarebbe il paradiso per loro».
Rabbrividisco. Il solo tocco fa salire le lacrime nelle mie palpebre.
«Sadico», bisbiglio, con le lacrime che premono per scendere giù.
Sorride compiaciuto.
«Sarà. Ma è quello che pensano ed è quello che io penso».
Mi ritrovo con il suo petto contro il mio. Il suo alito caldo sfiora le mie labbra, costringendomi a ruotare la testa nella direzione opposta pur di non guardarlo in faccia.
«Lui non ti troverà», sussurra, «abbiamo così tanto tempo a disposizione da passare insieme e io non vedo l'ora», continua, poggiando le sue sporche labbra sull'angolo della mia bocca.
Rimango impalata. Non riesco a muovere nessun muscolo. La voce sembra aver abbandonato il corpo e le corde vocali implorano di sprigionare l'urlo che le incatena.
Sola.
Ryan indietreggia, fermandosi a guardarmi dalla testa ai piedi. Mi scruta come se cercasse qualcosa. Non so bene cosa.
«Claire aveva ragione, questa è la taglia perfetta per te», conclude soddisfatto.
Torno con lo sguardo su di lui, scioccata. Cosa ha appena detto? Claire? Non posso crederci.
Quanto in là si può spingere la cattiveria dell'essere umano?
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Fate or chance? #2
RomanceSi può davvero sfuggire al destino? Grace Johnson ha sognato per tutta la vita di poter lavorare per la White Enterprise. Ha studiato molto per farlo e una volta entrata nell'azienda, ha dovuto affrontare diverse difficoltà. Una su tutte: Claire St...
