Cap.5 La musa

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JASON

Non ho mai odiato così tanto me stesso come in questi giorni.

Non l'ho protetta

Sapevo che il pericolo l'avrebbe raggiunta e non ho fatto nulla per evitarlo. Sono un'idiota, cazzo. Un fottuto idiota. Le utenze della casa secondaria sono state riallacciate mesi fa quindi non so se Jude abbia portato effettivamente Grace lì o se, semplicemente, la casa sia stata data in affitto. Vorrei fiondarmi in quella maledetta residenza e controllare io stesso ma non posso fare passi avventati; ho agito da stupido una volta e mi è costato caro, non rischierò ancora. Non quando c'è in ballo la vita della persona che più amo al mondo. Spero che i federali portino novità nel minor tempo possibile. Ogni minuto passato in quest'ufficio, mi lacera dentro. Ogni minuto passato lontano da lei, mi lacera dentro. Ucciderò chiunque abbia osato anche solo sfiorarla con un dito. Vedo nero. Solo ed esclusivamente nero. Ho dimenticato la bellezza del bianco, della luce. Questo perché l'unica persona in grado di portare colore nella mia vita, non c'è più. Strano scherzo del destino, no? Jason White che vede solo ed esclusivamente un colore diverso da quello che gli è stato "assegnato". La vita si diverte a prendermi per il culo.

«Signor White, mi perdoni. I soci italiani l'attendono in sala riunioni», la voce di George mi riscuote. Da quando Grace è stata portata via, George si occupa anche di questo. Non vuole che qualcun altro prenda il posto di Grace e ad essere onesti, anche io non lo voglio.

Mi alzo, chiudendo il bottone della giacca e sistemando i polsini della stessa. Ho una pessima cera; devo radermi, tagliare i capelli e il mio viso implora pietà. Non dormo più. La mia unica fonte di sostentamento è il caffè. Non potrei rimanere sveglio, altrimenti. Mangio il minimo e indispensabile e nel tempo libero, mi crogiolo sui ricordi che ho di lei, con lei. Mi manca terribilmente. E sono così incazzato.

Porca puttana, Jude. Dovevamo regolare i conti tra di noi. Perché mettere in mezzo lei? Bastardo figlio di puttana. Non te lo perdonerò mai.

Mi dirigo a passo svelto nella sala riunioni. Il lavoro non si è fermato, purtroppo. E per quanta voglia io abbia di mandare tutto a fanculo, non posso farlo. Grace non vorrebbe. La collezione natalizia sembra aver preso il decollo: tutti la bramano, tutti pagherebbero oro per l'esclusiva. Ho scelto gli italiani perché sono i soci più fedeli che abbia mai avuto fino ad ora. Lo meritano prima degli altri e io, li accontenterò.

«Buongiorno, signori», dico, entrando a grandi falcate nella stanza.

Si alzano in piedi, salutandomi in modo allegro. Ricambio a stento, accomodandomi subito. Voglio che tutto questo finisca presto, non sono in vena.

«La signora Stuart non presenzierà oggi?», chiede Mauro Rossi, uno di loro, imitandomi.

«No...», vengo interrotto dal rumore della porta che si apre. Ci voltiamo tutti in direzione della stessa e rimango scioccato alla vista di Claire, in carne e ossa, davanti a noi. Sfoggia il suo sorriso migliore mentre a passo svelto entra nella stanza, trascinando dietro di sé una scia di sguardi predatori e sorrisi maliziosi.

Brutta stronza

Un moto di rabbia improvviso anima il mio stomaco, facendolo contorcere su sé stesso. Ha la faccia tosta di sfidarmi con quegli occhi colmi di veleno che si ritrova. Lascia ondeggiare i capelli all'indietro mentre siede al capo del tavolo, difronte a me. Le dodici persone divise ai nostri lati sembrano aver percepito l'aria di sfida che aleggia su di noi; ci guardano un po' sconvolti, un po' curiosi.

«Stavate parlando forse di me?», afferra un fascicolo dalla borsa, adagiandolo sul vetro del tavolo.

La guardano adoranti, giurerei di aver visto della bava uscire dalle loro bocche.

Meschini

Se solo sapessero di che pasta è fatta questa donna, non penserebbero a sprecare neanche un minuto del loro tempo con lei.  La vedo accavallare le gambe, lasciando intravede la giarrettiera rossa posta sotto il suo tailleur da duemila dollari. Sa cosa sta facendo e sa di avere tutti gli occhi puntati addosso; la trasparenza del vetro le permette di giocare con i pensieri indulgenti degli uomini che siedono al mio fianco. Sembrano attratti come mosche sul miele. O forse dovrei dire sulla merda. Uno di loro, sfacciatamente, poggia una mano sulla patta dei pantaloni, accarezzandosi il membro da sopra. Che schifo. Sono inorridito da tanta meschinità.

«Hai finito, Claire? Dovremmo lavorare qui», interrompo quello sporco giochetto, portando l'attenzione di tutti su di me.

Sghignazza in risposta, mostrandomi i denti gialli saturi di tabacco. Il solo guardarla mi dà il vomito, mi chiedo come facciano gli uomini a portarsela a letto. È una fottuta ciminiera vivente.

«Sto lavorando, Jason», passa la lingua sul suo labbro inferiore, inumidendolo.

Subdola. La strozzerei.

«Il tuo lavoro da escort non è contemplato tra queste mura», l'insulto apertamente, guadagnandomi un'occhiataccia dei presenti, lei compresa.

Sta per aprire bocca quando viene interrotta da uno dei soci.

«Signor White, posso sapere se ha già in mente qualcosa per la collezione primaverile?»

La sua domanda mi coglie impreparato. Vorrei poter rispondere di sì ma mentirei e non sono in grado di portare avanti un lavoro su delle bugie. Non sono Claire, io.

«Non ancora», ammetto, «ma avrete presto la bozza tra le mani e valuterete se e quando acquistare i prodotti».

«Ammesso che la sua musa ispiratrice torni a casa», m'interrompe lei, sorridendo nuovamente.

Stringo un pugno facendo appello a tutto il mio autocontrollo affinché non lo scaraventi sul tavolo, riducendolo a mille pezzi. Se prima avevo il presentimento che lei fosse coinvolta in questa storia, ora ne ho la conferma. E nessuno potrà sottrarla dalla mia ira una volta terminata questa stupida riunione.

«La mia musa è già al sicuro, non preoccuparti», rilancio, godendomi l'espressione spaesata comparsa sul suo viso.

A quanto pare Jude e Ryan non l'aggiornano su tutto.

La consapevolezza prende il posto della rabbia, lasciando spazio alla lucidità. Devo giocare bene le mie carte se voglio avere Grace nuovamente tra le mie braccia.

E inizierò proprio da Claire.

Senza Jude e Ryan nei paraggi, ho più possibilità di torchiarla e di cavarne qualcosa.

Nessuno fotte con Jason White. Nessuno.

Fate or chance? #2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora