Cap.38 Verity

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JASON

Rientro a casa che è ormai sera. Dalla cucina proviene un profumo di verdure stufate e pollo fritto. Nonostante sia ormai quasi estate, Elly insiste tanto nel voler cucinare verdure calde a Grace per assicurarle un pasto "corretto e salutare" al giorno. Ovviamente, rientro anche io in questo suo piano di "sopravvivenza".

Mi sono cambiato in azienda prima di rincasare motivo per cui sembra non accorgersi di nulla.

«Ciao», dico con tono caldo, avvicinandomi alla penisola. «Come sta Grace?»

«Sto bene»

Mi volto nella sua direzione e rimango estasiato nel vederla in piedi, nel suo abito a fiori, scalza e priva di trucco. Ha i capelli raccolti in una coda e al contrario di quando ho lasciato casa stamattina, i suoi occhi brillano. Sono leggermente gonfi, è vero; tuttavia, sembra stare molto meglio di qualche ora fa.

«Amore mio», dico, avanzando nella sua direzione. «È bello vederti in piedi ma non dovresti sforzarti».

«Sto bene, tesoro», mi accoglie tra le sue braccia dolcemente, «tu come stai?»

Una fitta di dolore invade il mio fianco nel momento in cui mi chino maggiormente per arrivare alla sua altezza. Nonostante Grace sia alta un metro e settanta, i venti centimetri di differenza si fanno sentire. Soprattutto quando è completamente scalza.

«Jason?»

Il suo tono di voce preoccupato mi fa capire che il mio lamento soffocato non è passato inosservato.

«Dobbiamo parlare», il mio tono di voce è più basso del solito, «andiamo in camera».

Gli occhi di Grace saettano spaesati sul mio viso; brillano ma questa volta per la paura e per l'angoscia. Mi fa male il cuore nel vederla ancora una volta priva della sua stabilità e serenità. Quando siamo arrivati a tutto questo?

Saliamo le scale lentamente; lei mi cammina avanti mentre mantengo il passo, rimanendo abbastanza indietro da assicurarmi di poterla sorreggere qualora non ce la faccia. I suoi quasi otto mesi di gravidanza si fanno sentire e persino una cosa così semplice come salire le scale diventa complicato.

Entra nella camera velocemente e molto lentamente si siede al bordo del letto, osservandomi.

Mi avvicino a lei, inginocchiandomi e afferrando le sue mani tra le mie. Le bacio lentamente, stringendole poi in una morsa delicata. Grace respira velocemente, osservandomi ma senza pronunciarsi.

«Oggi è successa una cosa», non sono mai stato privo di coraggio come in questo momento, «una cosa che non ti farà piacere sentire».

«C-c-cosa è successo?», balbetta appena, il suo tono già basso e quasi spezzato.

«Abbiamo trovato l'uomo che ti ha importunato in questi mesi», dico piano, accarezzandole le dita.

Le labbra di Grace si schiudono in un dolce sorriso che, purtroppo, sembra non arrivare anche agli occhi.

«È un male questo?», chiede, sistemandosi un po' meglio sul letto.

Prendo un lungo respiro, temporeggiando appena sulla risposta da dare. Devo dirle tutto, non merita altre bugie. Se vogliamo ricominciare da capo, dobbiamo farlo nel modo giusto. Il passato non rappresenterà più un problema per noi.

«Non è un male, anzi», porto delicatamente il peso sui talloni, accovacciandomi ai suoi piedi. «L'abbiamo trovato nel vecchio edificio appartenente alla White Enterprise fuori Chicago. L'ha fatto per amore, ci credi? Lui era davvero innamorato di Claire e quella stronza manipolatrice è riuscita a fargli fare tutto ciò che voleva».

Fate or chance? #2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora