JASON
Con l'imminente uscita della nuova campagna, l'ufficio è in visibilio. George è in preda a delle crisi isteriche un momento sì e l'altro pure, Grace fatica a mantenere i ritmi a causa della gravidanza e io mi sento esausto e sfinito. Fisicamente e psicologicamente. Non ricordavo fosse così pesante essere a capo del mondo. O quasi. La Royals&Fashion, al contrario, è stata puntuale nell'inviarmi quello che è il loro progetto definitivo per quanto riguarda il lancio dei miei rossetti. Qualora lo approvassi, i nostri brand lavorerebbero ufficialmente insieme.
«Vediamo di che pasta siete fatti», dico, aprendo il contenuto dell'email.
Mi ritrovo davanti il primo piano di una donna bellissima, affascinante, sensuale.
«Ma io ti ho già vista», blatero tra me e me, concentrandomi con lo sguardo su quello della ragazza ripresa in video.
Un uomo le bacia candidamente il collo, allunga le mani sul suo corpo, la possiede senza sfociare nell'erotismo sfrontato e poco consono al contesto. Mi piace. Mi piace tremendamente il fatto che nonostante lui sia convinto di avere il controllo, in realtà, è in lei che risiede. Mi piace che abbiano pensato a questo per rappresentare al meglio quelli che sono i miei rossetti. Nello specifico il red passion è stato ideato con l'intento di rappresentare la donna alpha, forte, indipendente e intraprendente. La donna che non ha bisogno di un uomo per brillare perché brilla da sé. La donna che attira, non insegue. Ecco perché mi piace il fatto che abbiano rappresentato lei immobile, lusingata e alle prese con le avance di un uomo che cade ai suoi piedi e non il contrario. L'idea di poter abbattere in qualche modo gli stereotipi di genere, mi rende ancora più orgoglioso del lavoro svolto. Per la creazione di questa tonalità ho impiegato, assieme al mio team, ben tre mesi. Tre lunghissimi mesi alla ricerca della nuance perfetta; non troppo chiaro, non troppo scuro, non troppo freddo, non troppo caldo. Insomma, la via di mezzo perfetta che non ammette margine di errore.
«Ottimo lavoro», dico fiero, stoppando la riproduzione del video.
«Signor White, gli italiani sono arrivati», George fa capolino dalla porta, attirando la mia attenzione.
Gli italiani, giusto. Avevo completamente rimosso quest'incontro dalla mia mente. Maledizione. Da quando hanno scoperto che Claire non lavora più con noi, mi stanno con il fiato sul collo. Come se il buon andamento dell'azienda dipendesse da quella donna.
Abbottono la giacca e a passo svelto mi dirigo verso la sala riunioni, seguito da George. Inizio a pensare che forse dovrei tagliare fuori un po' di nomi dalla mia agenda.
«Buongiorno signori, è un piacere avervi qui», dico, accomodandomi a capo del tavolo.
Gli uomini si alzano in segno di saluto, sedendosi subito dopo.
L'odore acre di colonia scadente invade le mie narici, stuzzicando il mio nervosismo. Detesto quando succede; perché si ostinano a indossare profumi sottomarca per provare ad attirare l'attenzione altrui? L'unica cosa che hanno fatto, ora, è farmi perdere la pazienza.
Respira, Jason. Respira. Concentrati su altro.
«Posso sapere il perché di questa visita?», chiedo, incrociando le mani sul tavolo.
Qualcuno deglutisce, qualcun altro sposta lo sguardo altrove. È tensione questa? Cosa diavolo sta succedendo?
«Ecco, signor White...», prende la parola l'uomo seduto dall'altro capo del tavolo, «avremmo alcuni dubbi per quanto riguarda la nuova collezione», dice tutto d'un fiato, incatenando i suoi occhi ai miei.
Paura, sconforto, frustrazione. Questo è quello che vedo.
«Dubbi?», chiedo, un po' troppo ironicamente, forse.
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Fate or chance? #2
RomanceSi può davvero sfuggire al destino? Grace Johnson ha sognato per tutta la vita di poter lavorare per la White Enterprise. Ha studiato molto per farlo e una volta entrata nell'azienda, ha dovuto affrontare diverse difficoltà. Una su tutte: Claire St...
