Due

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I ragazzi erano finalmente tornati da Roma, Beatrice non vedeva l'ora di riabbracciare India e Carlotta, raramente le tre ragazze avevano trascorso più di due giorni senza vedersi. Fabio e Hans avevano deciso di organizzare una cena per commemorare i trionfi ottenuti. Era il primo vero trofeo che i ragazzi avevano vinto vestendo la maglia della vecchia signora.

Beatrice brillava di gioia, circondata dagli amici e da Andrea, il cui sguardo la seguiva con un'intensità che le faceva vibrare l'anima.

Mentre la serata procedeva, Andrea e Beatrice si ritrovarono spesso intrappolati in sguardi intensi e conversazioni che le facevano venire le palpitazioni. Ogni volta che i loro occhi si incontravano, era come se una scossa elettrica li attraversasse, risvegliando emozioni nascoste e un desiderio crescente. Il mondo intorno a loro sembrava svanire, lasciandoli soli in una bolla di attrazione. Andrea non riusciva a smettere di notare ogni dettaglio di Beatrice: il suo sorriso che illuminava la stanza, la sua sensualità,la curva delicata del suo collo, il profumo dolce che emanava. Ogni gesto, ogni parola, sembrava un invito silenzioso che lui trovava impossibile ignorare. Beatrice, dal canto suo, sentiva la presenza di Andrea come una fiamma vicina, il suo sguardo intenso la avvolgeva in un abbraccio invisibile che le faceva tremare le gambe e le accendeva i sensi. L'attrazione tra loro cresceva ad ogni istante, rendendo l'aria carica di aspettative e tensione.

India e Carlotta, sedute dall'altra parte del tavolo, scambiavano sguardi compiaciuti mentre osservavano la chimica palpabile tra i loro amici.

"Bea, stai sbavando, smettila." prese parola India.

"Che?" rispose lei guardando in cagnesco l'amica.

"Ogni volta che guardi Andrea." disse Carlotta con un sorriso malizioso.

India annuì con un cenno d'approvazione. "Sì, sembra quasi che tu voglia saltargli addosso qui e ora, e lui non è da meno, non la smette di fissarti!"

Beatrice non poté fare a meno di ridere di fronte alla schiettezza delle sue amiche. "Ma che state dicendo? Siete impazzite?"

"Ah, Bea, non ci puoi nascondere niente," disse India con un sorriso complice. "Si vede chiaramente che c'è qualcosa di sospetto."

"Credo che abbiate bisogno di un oculista."

Beatrice si trovò a pensare, mentre sorrideva alle battute delle due, che Andrea fosse davvero un bel ragazzo. Era consapevole di non avere la testa per una storia seria al momento, e immaginava impossibile fantasticare su una possibile situazione futura con Andrea. Dopo tutto, con la sua fama da calciatore, sicuramente avrebbe avuto dietro una fila di ragazze mozzafiato. Eppure non poteva negare la scintilla di attrazione che provava quando erano insieme, anche se si erano visti solo un paio di volte. Non era più una ragazzina, aveva imparato a scindere attrazione fisica e sentimenti. Un'avventura con Andrea non sarebbe stata da disprezzare, certo, ma l'idea di rovinare quell'equilibrio speciale del gruppo, qualora la cosa avesse preso una brutta piega, le sembrava impensabile. Si svegliò quasi come se si stesse rimproverando e si sforzò di rimuovere quei pensieri dalla mente, concentrandosi sul presente e sul divertimento della serata.

Beatrice non poté fare a meno di notare Andrea avvicinarsi a lei con passo svelto e sicuro. "Ciao, Bea," disse con un sorriso amichevole.

"Ciao, João Cancelo," rispose Beatrice, ridendo.

Andrea prese una posa da uomo sicuro di sé, con un ghigno sulle labbra. "Magari," rispose, facendo un gesto esagerato con le mani. I suoi occhi scintillavano di vivacità e un'aura di energia positiva sembrava circondarlo.

"Come va, ti stai divertendo?" chiese con un tono leggero, dimostrando un interesse sincero per il benessere di Beatrice.

"Molto, avevo bisogno di staccare un po'," rispose Beatrice, sentendosi improvvisamente più rilassata. La tensione della giornata sembrava dissolversi, sostituita da una sensazione di calma e conforto.

"Come va con lo studio? Visto che hai saltato la finale a Roma, spero che ne sia valsa la pena," disse Andrea con un sorriso giocoso, ma anche con un'ombra di preoccupazione genuina nel suo sguardo.

Beatrice rise, sentendosi un po' imbarazzata. "Ehi, non farmi sentire in colpa, vi ho seguiti da casa," disse, cercando di sdrammatizzare la situazione.

"Sto scherzando, non te la prendere," rispose Andrea con un'espressione rassicurante. "Però, per farti perdonare, potresti venire allo stadio sabato, è l'ultima partita del campionato."

"Lo terrò in considerazione," Le sue parole erano cariche di una promessa implicita, ma anche di una leggera sfida.

"Non basta come risposta, dovevi dire sì," disse Andrea, con tono insistente.

"Vorrei laurearmi a luglio, ho quasi finito la tesi, ma manca l'ultimo esame, quindi caro João, ci penserò," disse Beatrice con un sorriso compiaciuto, pronunciando il nome di Andrea con enfasi per sottolineare il tono scherzoso della loro conversazione.

"Che stronza, di sabato non si studia, è fatto per riposarsi, sono sicuro che non aprirai mezzo libro." disse alzando gli occhi al cielo.

"Piano con le offese, altrimenti mi metto a piangere," disse Beatrice, fingendo un'espressione offesa mentre metteva una mano sul cuore.

Andrea scosse il capo, ancora sorridendo.

"A tal proposito, complimenti per la convocazione in nazionale, te lo meriti," Aggiunse con un tono sincero e orgoglioso.

"Brava cambia pure discorso, comunque grazie, sono davvero felice, darò il massimo," rispose Andrea. Il calore delle sue parole lo avvolse, donandogli una sensazione di appartenenza e supporto.

"Ne sono certa, speriamo di rivivere le emozioni del 2021," rispose a sua volta guardando negli occhi di Andrea con fiducia, per poi alzarsi dal divanetto in pelle.

"Lo spero con tutto me stesso, ah Bea, non volevo sembrare insistente prima, pero mi farebbe davvero piacere se tu venissi,"

Beatrice arrossì leggermente, colta di sorpresa dall'affermazione così diretta da parte del ragazzo.

"Va bene, João, verrò." rispose lasciando uscire un sospiro rassegnato.

Andrea la osservò mentre si allontanava, con un sorriso tenero sulle labbra. Era felice che Beatrice avesse accettato di venire alla partita. C'era qualcosa in lei che lo attraeva irresistibilmente.

Quella sera qualcosa si smosse. Sapeva di non poter giocare con il fuoco. India l'aveva avvertito.La sua mente era pervasa da una singolare combinazione di emozioni contrastanti: desiderio e cautela, passione e ragione. Ma più di ogni altra cosa, voleva andare in fondo, esplorare ogni sfumatura di quella connessione che sentiva crescere dentro di lui. Era pronto a lasciarsi trasportare dall'impulso del momento, desideroso di scoprire fino a che punto sarebbe arrivato.

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Ciao a tutti come va?

Che idea vi siete fatti dopo i primi tre aggiornamenti?

Spero che il capitolo vi piaccia.

Vi ringrazio come sempre per il supporto.

Alla prossima.
Vi abbraccio🫂.
Eli🫀

Andrea Cambiaso- AC27La tua prossima ossessione. Scoprilo ora