La luce calda della lampada da scrivania illuminava i libri aperti e le penne sparse sul tavolo di Beatrice. Stava cercando di studiare, ma la concentrazione era l'ultima cosa che le riusciva quella sera. Andrea, comodamente seduto sul divano, la osservava di tanto in tanto con quel sorriso che sfiorava l'ironia. Tra un messaggio sul telefono e uno sguardo distratto, sembrava quasi che si stesse godendo lo spettacolo di lei che cercava di essere diligente.
"Sei proprio concentrata, eh?" disse lui, con un sorrisetto divertito mentre la fissava con occhi maliziosi.
Beatrice sollevò lo sguardo dai libri, fingendo una smorfia seccata. "Concentrata su quanto tu sia fastidioso mentre cerco di studiare."
Andrea scoppiò a ridere, avvicinandosi a lei e poggiando il telefono sul tavolino. "Non sono fastidioso, sto solo cercando di rendere questa serata più interessante. Vuoi che ti aiuti a studiare?"
"Non so quanto tu possa essere utile," rispose Beatrice, alzando un sopracciglio, ma con un sorriso complice.
"A meno che tu non voglia insegnarmi l'arte di distrarre le persone."
Beatrice ridacchiò e si alzò dalla sedia, stiracchiandosi. Sentiva la tensione nelle spalle e nella schiena accumulata dopo ore di studio. "Sai cosa? Mi arrendo. Non riesco proprio a concentrarmi," ammise con un sospiro, lanciando uno sguardo verso i libri. "Vengo di là a sedermi con te. Magari il divano è più confortevole del tavolo pieno di appunti."
Andrea si allungò un po', allargando le braccia per invitarla a raggiungerlo. "Vieni qui allora. Facciamo finta che io sia più interessante dei tuoi libri."
Beatrice scosse la testa con un mezzo sorriso e, senza pensarci troppo, si lasciò cadere accanto a lui, affondando nel morbido cuscino del divano. L'atmosfera si fece subito più rilassata, ma con quella familiarità c'era anche una piccola tensione latente che Beatrice non poteva ignorare.
"Non hai idea di cosa sia successo l'altra sera..." iniziò Beatrice, con un tono da gossipista navigata, appoggiandosi a lui con un'aria misteriosa.
Andrea la guardò, divertito e curioso. "Uh-oh, chi è il più incline al gossip tra i nostri amici?"
Beatrice lo guardò stupita, poi scoppiò a ridere. "Ma che domanda è? Sei tu, Andrea! Sei tu quello che ama spettegolare."
Andrea si finse offeso, ma la loro complicità era palpabile. "Non è vero! Solo quando ci sono notizie succose."
Beatrice trattenne una risata, ma subito si morse il labbro. Sentì una leggera tensione nel petto, un nervosismo che non riusciva a scrollarsi di dosso. Decise di non aspettare oltre.
"Beh, mercoledì dopo aver visto la partita, con India abbiamo deciso di fare una passeggiata, tutto normale, ci stavamo godendo la serata, quando chi vediamo spuntare da dietro l'angolo?"
Andrea si avvicinò di più, fingendo di pendere dalle sue labbra. "Chi? Racconta!"
Beatrice fece una pausa drammatica, poi lo guardò con occhi più seri di quanto volesse ammettere. "Elena."
Andrea sollevò un sopracciglio, sorpreso. "Elena?"
"Sì, proprio lei," rispose Beatrice, cercando di mantenere il tono leggero, anche se sentiva una leggera tensione crescere dentro di lei. "Era tutta gentile con India e poi, ovviamente, non ha resistito a fare una delle sue battutine."
Andrea appoggiò la schiena al divano, incrociando le braccia sul petto. "Che cosa ha detto?"
Beatrice lo guardò, cercando di mantenere quel tono scherzoso, ma una punta di fastidio filtrava nel suo sorriso. "Beh, ha insinuato che io fossi solo il tuo 'nuovo passatempo'. Come se tu cambiassi ragazza ogni due mesi."
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Andrea Cambiaso- AC27
FanfictionAndrea, un affermato calciatore sia della Juventus che della nazionale Italiana, e Beatrice, una talentuosa studentessa all'Accademia delle Belle Arti, si incontrano "casualmente" durante un concerto a Torino. Tra sguardi intensi, sorrisi rubati, le...
