Il sole stava appena iniziando a sorgere mentre Andrea e Beatrice lasciavano Torino alle loro spalle, pronti per una giornata che prometteva di essere speciale. Il cielo era limpido, di quel blu tenue che annuncia una giornata luminosa. L'auto di Andrea scivolava lungo l'autostrada, con la musica di Tedua che riempiva l'abitacolo, accompagnando il ritmo delle loro emozioni.
Beatrice si era sistemata comoda nel sedile del passeggero, i piedi scalzi poggiati sul cruscotto, mentre il vento le scompigliava dolcemente i capelli. Andrea, al volante, cantava a squarciagola, e Beatrice non poteva fare a meno di ridere e unirsi a lui. La loro complicità era palpabile, ogni nota, ogni parola era un pezzo di loro, della loro storia.
"Sei stonato," lo prese in giro Beatrice, ma con affetto.
"Ma ti piace lo stesso," ribatté Andrea, lanciandole uno sguardo complice.
"Non lo ammetterò mai," rispose lei ridendo.
"Vedremo se ti piace ancora quando ti canterò qualcosa a Genova," scherzò Andrea, continuando a canticchiare.
La strada scorreva veloce sotto di loro, mentre lasciavano il Piemonte e si avvicinavano alla Liguria. Man mano che si avvicinavano a Genova, l'aria sembrava cambiare. Il profumo del mare iniziava a farsi sentire, e Beatrice chiuse gli occhi, assaporando quel momento.
Arrivarono a Genova in tarda mattinata. L'emozione di Beatrice cresceva man mano che si avvicinavano alla casa dei genitori di Andrea, ma lui le teneva la mano, rassicurandola con la sua presenza. Quando finalmente parcheggiarono davanti alla casa accogliente con un piccolo giardino curato, Beatrice sentì una lieve trepidazione. La madre di Andrea, li stava aspettando sulla porta, con un sorriso caloroso che fece subito sentire Beatrice la benvenuta.
"Finalmente siete arrivati!" esclamò, abbracciando prima il figlio e poi Beatrice. "Bea, è un piacere rivederti."
"Anche per me," rispose Beatrice, cercando di nascondere l'imbarazzo.
"Dai, entrate, ho preparato qualcosa di buono per voi," disse, guidandoli in casa.
La cucina era invasa da un delizioso profumo di cibo appena preparato,aveva cucinato piatti tipici genovesi, con cura e amore, per far sentire Beatrice accolta e a casa. Mentre si sedevano a tavola, il fratello di Andrea, Alberto, entrò nella stanza con un sorriso radioso.
"Ehi, la coppia d'oro è qui!" esclamò Alberto, abbracciando Andrea e poi salutando Beatrice con un bacio sulla guancia.
"Ciao, Bea! È un piacere rivederti," disse Alberto, il suo tono caloroso e sincero.
"Ciao, Albe! Anche per me," rispose Beatrice, colpita dalla calda accoglienza.
Durante il pranzo, la conversazione fluiva leggera e allegra. Parlavano della partita, dei progetti futuri e delle storie divertenti della famiglia. Beatrice si sentiva sempre più a suo agio, notando come la trattassero con affetto e familiarità, come se fosse già parte della famiglia.
Dopo il pranzo, mentre Andrea e Alberto discutevano animatamente di calcio con il padre, Elisa e Beatrice rimasero sole in cucina. Elisa si avvicinò a Beatrice, prendendole dolcemente la mano.
"Sai," iniziò con un tono confidenziale, "ho sempre saputo che tu e Andrea sareste tornati insieme."
Beatrice la guardò sorpresa. "Davvero? Come faceva a saperlo?"
Elisa sorrise, accarezzandole la mano. "Una madre sa queste cose. Ho visto come parlava di te, come i suoi occhi si illuminavano ogni volta che faceva il tuo nome. Sapevo che eravate destinati a ritrovarvi, perché l'amore vero trova sempre la strada."
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Andrea Cambiaso- AC27
FanfictionAndrea, un affermato calciatore sia della Juventus che della nazionale Italiana, e Beatrice, una talentuosa studentessa all'Accademia delle Belle Arti, si incontrano "casualmente" durante un concerto a Torino. Tra sguardi intensi, sorrisi rubati, le...
