Due mesi dopo...
India e Greta si erano praticamente autoinvitate a casa di Beatrice quella mattina. "Non possiamo lasciarti sola ad aspettare," aveva detto Greta con tono fermo. E per quanto Beatrice avesse cercato di protestare, alla fine si era arresa. La verità era che, nonostante il suo carattere forte, la presenza delle sue amiche le dava una sensazione di calma che altrimenti non sarebbe riuscita a trovare.
Le tre erano insieme in salotto, un ambiente intimo e luminoso, dove ogni dettaglio parlava di Beatrice: i libri disposti in ordine maniacale sulla libreria, le candele profumate che riempivano l'aria con una delicata fragranza di vaniglia, i morbidi cuscini sparsi sul divano. Ma in quel momento, l'atmosfera sembrava sospesa. Una sorta di tensione aleggiava nell'aria.
Beatrice era distesa sul divano con le gambe sollevate su un cuscino. Cercava di apparire serena, ma le sue mani, che accarezzavano il pancione con movimenti nervosi, raccontavano un'altra storia. Aveva superato la data del termine da qualche giorno, e il silenzio che accompagnava ogni ora sembrava diventare sempre più pesante. Ogni tanto, una contrazione leggera le strappava un'espressione di disagio, ma lei si sforzava di sorridere, come per convincere le altre — e forse anche se stessa — che tutto fosse sotto controllo.
India era seduta sulla poltrona accanto, sfogliando distrattamente un libro. Di tanto in tanto le lanciava un'occhiata preoccupata, trattenendosi dal fare per l'ennesima volta la stessa domanda: "Sei sicura di sentirti bene?"
Greta, invece, si era impossessata dell'altro divano. Si sedette con una tazza di tè tra le mani. Il liquido nella tazza si era ormai raffreddato, ma continuava a rigirarla, come se quel semplice gesto potesse darle un qualche tipo di conforto. La piccola Camilla dormiva beatamente nel passeggino accanto a lei.
Beatrice fu la prima a rompere il silenzio. "Davvero, ragazze, sto bene. Mamma mi chiama ogni mezz'ora, e Alberto tiene in costante aggiornamento la famiglia Cambiaso. Mio fratello, come ben sapete, ha minacciato di lasciare tutto e tornare se non rispondo subito ai suoi messaggi. Ho tutto sotto controllo."
"Sì, certo," rispose Greta, con un tono che tradiva scetticismo. "E io non sono nervosa al punto da aver perso l'appetito." Lo disse proprio mentre si infilava una manciata di cereali in bocca, il che fece ridere India.
Ma la leggerezza del momento fu interrotta da un'improvvisa espressione di sorpresa sul volto di Beatrice. Le sue mani si mossero istintivamente verso la pancia, mentre un misto di stupore e paura le attraversava il viso.
"Ragazze..." La sua voce fu un sussurro tremante, ma bastò per farle scattare entrambe in piedi. "Credo che... mi si siano rotte le acque."
Il silenzio calò nella stanza. India e Greta si guardarono, e per un lungo istante sembrò che il tempo si fosse fermato. Poi Greta si riprese, afferrando il telefono. "Ok, chiameremo Andrea. Respira, Bea, respira."
Beatrice annuì, cercando di mantenere la calma. "Non c'è fretta, non ancora. Dovrei avere ancora un po' di tempo prima che—"
Un'altra contrazione, più forte della precedente, la fece sussultare. Si aggrappò al bracciolo del divano, il viso contratto dal dolore.
India era già accanto a lei. "D'accordo, basta parlare. Ti portiamo in clinica."
Greta provò a chiamare Andrea, ma il telefono squillò a vuoto. Ci riprovò, con lo stesso risultato. "Niente. È agli allenamenti, hanno sicuramente i cellulari nello spogliatoio, accompagno Camilla da mia madre e arrivo, nel frattempo cerco di avvisare almeno Federico o qualcuno dello staff," disse, mordendosi il labbro.
***
Tre ore più tardi, Andrea varcò le porte della clinica come un uragano. Aveva guidato insieme a Federico, con il cuore che sembrava battere a mille. Entrò nella sala d'attesa, dove Greta e India lo aspettavano.
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Andrea Cambiaso- AC27
FanfictionAndrea, un affermato calciatore sia della Juventus che della nazionale Italiana, e Beatrice, una talentuosa studentessa all'Accademia delle Belle Arti, si incontrano "casualmente" durante un concerto a Torino. Tra sguardi intensi, sorrisi rubati, le...
