Quarantadue

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Beatrice sedeva sul bordo del letto, avvolta dal silenzio della stanza che sembrava soffocarla. Tra le mani stringeva la piccola ecografia, quella foto in bianco e nero che racchiudeva un segreto e, con esso, tutto un universo che non sapeva come confessare. La luce del pomeriggio filtrava dalla finestra, disegnando ombre morbide sul pavimento, ma il mondo esterno sembrava lontano, troppo distante per toccarla.

Ricordava la voce della ginecologa che le spiegava, con tono professionale, i primi segni di quella nuova vita che cresceva dentro di lei, un'essenza fragile e impalpabile, eppure già così potente. Si era sentita piccola, sommersa dalla vastità di quell'esperienza, e allo stesso tempo immensa, come se racchiudesse un universo intero nel proprio corpo. La rivelazione della sua gravidanza l'aveva travolta come un'onda, lasciandola senza respiro.

Aveva immaginato di dirlo subito ad Andrea. Aveva visto nella sua mente quella scena, in cui correva da lui con gli occhi pieni di lacrime, le mani tremanti, e gli mostrava l'ecografia mentre sussurrava la notizia incredibile. Ma la paura l'aveva bloccata, un'ombra nera che aveva oscurato quella gioia nascente. E se Andrea non fosse stato pronto?Se avesse visto quel bambino come un ostacolo, un legame troppo grande e troppo precoce per entrambi? Erano giovani, erano solo all'inizio della loro vita insieme... e se lui non fosse stato capace di capire? Se avesse visto quella gravidanza come un errore?

Quattro giorni prima, Andrea era tornato dalla trasferta, e, come promesso, aveva organizzato una serata speciale per festeggiare il ventiduesimo compleanno di Bea.Aveva curato ogni dettaglio, cercando di farla sorridere in tutti i modi. Beatrice si era lasciata cullare dalla sua dolcezza, mentre, con il cuore colmo di emozioni, cercava di godersi quella serata perfetta. Ma anche in quel momento, non aveva avuto il coraggio di parlare. Sentiva il segreto bruciare dentro di sé, ogni risata trattenuta, ogni abbraccio come una promessa che non riusciva a mantenere.

Ora, mentre osservava la piccola immagine sfuocata, Beatrice si sentiva sommersa da emozioni contrastanti. Accarezzò con il pollice i contorni di quella minuscola forma, come se potesse percepirne la presenza, come se il suo tocco potesse trasmettere a quella vita nascente tutto l'amore e la paura che la stavano consumando. E senza neanche rendersene conto, le sue labbra si mossero in un sussurro dolce, una confessione mormorata a quella creatura piccolissima che già riempiva i suoi pensieri.

"Piccolino... lo so, sarà strano, ma parlarti è l'unico modo per trovare il coraggio," mormorò, sentendo la voce tremare. "Papà è... lui è tutto per me. È sempre stato capace di capire i miei silenzi, di starmi accanto anche quando non trovavo le parole. Ma questa volta... questa volta ho paura." Una fitta di emozione le chiuse la gola, e si fermò, raccogliendo i pensieri, cercando di trovare una stabilità in mezzo al caos. "E se lui non volesse tutto questo? Se pensasse che è troppo, che siamo troppo giovani? E se fosse troppo per lui?"

Le sue mani tremavano lievemente mentre stringeva l'ecografia, come se quella fosse l'unica ancora di salvezza. In quel momento, Beatrice sentiva la sua vita scivolarle tra le dita, senza riuscire a capire se quello che provava fosse speranza o paura. Proprio allora, il suono della chiave nella serratura la riportò bruscamente alla realtà: Andrea era appena rientrato.

Sentì un'ondata di ansia attraversarla. Si asciugò in fretta le lacrime, posando l'ecografia sul comodino, e cercò di ricomporsi. Andrea entrò nella stanza e, con il suo solito sguardo attento, notò subito qualcosa. Non c'era bisogno di parole: la conosceva fin troppo bene. Si fermò sulla soglia, scrutandola con un'espressione carica di preoccupazione e dolcezza.

"Amore, hai pianto?" chiese, con un tono gentile e cauto, come se non volesse infrangere quel momento delicato. Le si avvicinò, e Beatrice sentì che non avrebbe potuto più nascondere nulla. Ogni sua difesa sembrava crollare sotto lo sguardo di lui, che era allo stesso tempo dolce e indagatore, e che le faceva capire quanto fosse fragile in quel momento.

Andrea Cambiaso- AC27La tua prossima ossessione. Scoprilo ora