Il giorno tanto atteso, o forse tanto temuto, era finalmente arrivato. Bea si trovava all'aeroporto, circondata dai suoi affetti più cari. La madre, India e Fabio erano lì con lei, mentre Andrea le teneva stretta la mano.
L'aria era carica di un silenzio pesante, come se nessuno volesse rompere il momento per paura che ogni parola potesse rendere tutto più reale.
Bea osservava la folla intorno a loro, cercando di distrarsi, ma i suoi pensieri tornavano sempre lì, alla partenza imminente, al distacco che stava per affrontare. I volti familiari attorno a lei, che le avevano dato forza fino a quel momento, ora sembravano parte di un altro mondo, un mondo che stava per lasciare.
Sua madre fu la prima a parlare, con una voce incerta. "Tesoro, sei pronta?" chiese, cercando di sorridere nonostante le lacrime che brillavano nei suoi occhi.
Bea annuì, anche se dentro di sé si sentiva tutto fuorché pronta. Si voltò verso sua madre e la abbracciò forte. "Grazie, mamma. Grazie per tutto," sussurrò, stringendola più forte. Le mani della madre tremavano leggermente, ma Bea sapeva che era solo perché cercava di trattenere le lacrime. "Sei forte, Bea. Lo sei sempre stata," rispose la donna, accarezzandole i capelli come faceva quando Bea era piccola. "E sei pronta per affrontare tutto questo."
Poi arrivò il turno di India e Fabio. India si avvicinò con il suo consueto sorriso, anche se questa volta era carico di emozione. "Non fare quella faccia, Tata," disse con un tono allegro, ma gli occhi rivelavano il contrario. "Sei mesi passeranno in un lampo, e poi tornerai da noi più brillante che mai."
Bea ridacchiò leggermente, cercando di alleviare la tensione. "Lo so, Tata. Ma mi mancherete tanto."
India la abbracciò stretta. "Verremo a trovarti non temere"
Fabio si avvicinò subito dopo, e Bea lo accolse con un abbraccio caloroso. "Ehi, ti terrò d'occhio. Se qualcuno a Barcellona ti dà fastidio, fammelo sapere," scherzò, ma il suo tono era serio, protettivo come sempre. Bea apprezzava quella sua presenza costante, quasi paterna. "Grazie Mire. Sei un amico incredibile."
Dopo i saluti, rimase solo Andrea.Lui le teneva ancora la mano, ma non aveva detto nulla fino a quel momento, il suo volto serio, ma negli occhi c'era una dolcezza infinita, una comprensione profonda. Non c'era più nulla da spiegare, nulla da chiedere. Solo il peso del tempo che li separava dal momento del loro saluto.
Bea abbassò lo sguardo, incapace di sostenere il suo. Il calore della sua mano nella sua le dava un piccolo conforto, ma allo stesso tempo faceva sembrare la separazione ancora più crudele. Si sentiva come se il tempo fosse una morsa, stringendoli sempre più forte, costringendoli a separarsi.
"Non pensavo sarebbe stato così difficile," sussurrò Bea, la voce incrinata da un dolore che stava cercando di reprimere. Le sue parole si persero tra il rumore delle persone che passavano, ma Andrea le sentì come un pugno nello stomaco.
Annuì lentamente, tirandola un po' più vicina. "Lo so," rispose, quasi in un soffio. "Nemmeno io."
Il peso di quella confessione, di quel "nemmeno io", calò tra loro come un'ombra. Erano sempre stati bravi a nascondere le loro paure, a far finta che tutto potesse funzionare, che il loro amore fosse abbastanza forte da sopportare tutto. Ma ora, qui, di fronte all'addio, la realtà li colpiva con tutta la sua forza.
Bea si costrinse a sollevare lo sguardo verso di lui. Gli occhi di Andrea erano fissi sui suoi, pieni di un affetto che faceva male. "Non voglio piangere," disse, ma già sentiva le lacrime bruciarle gli occhi.
"Voglio vederti sempre così... come sei adesso, con questo sorriso dolce." Rispose lei.
Andrea non disse nulla. Si limitò ad accarezzarle il viso con delicatezza, come se le sue mani potessero assorbire tutto il dolore che lei stava provando. Il suo tocco era leggero, ma parlava di un amore che andava oltre le parole, oltre la distanza, oltre il tempo. "Sei così bella," mormorò infine, con un filo di voce, quasi temendo di spezzare quel momento. "Ogni volta che ti guardo... mi chiedo come ho fatto a essere così fortunato."
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Andrea Cambiaso- AC27
FanfictionAndrea, un affermato calciatore sia della Juventus che della nazionale Italiana, e Beatrice, una talentuosa studentessa all'Accademia delle Belle Arti, si incontrano "casualmente" durante un concerto a Torino. Tra sguardi intensi, sorrisi rubati, le...
