Il sole era alto nel cielo azzurro e limpido quando Bea si avvicinò alla Continassa. Il cuore le batteva forte nel petto, una miscela di emozione e nervosismo. Finalmente avrebbe rivisto Andrea, dopo tre settimane di lontananza. La strada che portava al campo di allenamento era familiare, ma quel giorno sembrava diversa, quasi magica.
Andrea aveva trascorso molti giorni in ritiro con la squadra, lontano da tutto e da tutti, immerso in allenamenti intensi e strategie di gioco. Ma ora era tornato e Bea non vedeva l'ora di abbracciarlo. Parcheggiò l'auto e scese, cercando con lo sguardo tra i volti dei giocatori e dello staff che uscivano uno dopo l'altro.
Eccolo, finalmente. Andrea apparve sulla soglia del centro di allenamento, alto e slanciato, con i capelli spettinati e un sorriso che brillava più del sole di mezzogiorno. Appena la vide, il suo viso si illuminò ulteriormente, come se il mondo intero fosse scomparso lasciando solo loro due.
"Bea!" gridò lui, correndo verso di lei a grandi falcate.
"Andre!" Rispose Bea, incapace di trattenere l'entusiasmo.
Si incontrarono a metà strada, e Andrea la sollevò da terra in un abbraccio stretto. Bea affondò il viso nel collo di lui, inspirando il suo profumo familiare. Le loro labbra si incontrarono in un bacio lungo e appassionato, un bacio che parlava di tutte le parole non dette e di tutti i momenti mancati. La mano di Andrea si posò sulla schiena di Bea, tirandola più vicina, mentre le sue dita le sfioravano la pelle, accendendo una scintilla di desiderio in entrambi.
"Sono così felice di vederti," sussurrò Andrea, tenendola ancora stretta.
"Io di più," rispose Bea, accarezzandogli il viso. "Sei stato via così a lungo."
"Ma ora sono qui," disse lui, guardandola negli occhi con una tenerezza infinita. "E non voglio più lasciarti."
Presero l'auto e si diressero verso casa di Andrea, parlando di tutto e di niente, godendosi semplicemente la compagnia reciproca. Una volta arrivati, si misero subito a preparare il pranzo insieme, ridendo e scherzando come non facevano da tempo.
Andrea affettò le verdure mentre Bea si occupava della pasta. La cucina era un luogo di complicità e risate, un rifugio dove il tempo sembrava fermarsi. Mentre il sugo sobbolliva lentamente, Andrea si avvicinò a Bea e la abbracciò da dietro, baciandole dolcemente il collo.
"Ti sono mancato?" chiese lui, con un tono malizioso.
"Per niente," rispose Bea, girandosi per baciarlo di nuovo.
"Non sai mentire piccola B, mi dispiace."
Improvvisamente, il suono del campanello interruppe il momento. Bea guardò Andrea, sorpresa. "Aspettavi qualcuno?"
"Veramente no," rispose lui, con un sorriso enigmatico. "Vai tu ad aprire, per favore."
Bea si avvicinò alla porta e la aprì, trovandosi davanti una donna con un sorriso affettuoso. "Ciao Andr...no decisamente non sei Andre," disse ridendo.
"Buongiorno," rispose Bea, leggermente sorpresa.
"Bea chi è?" Disse Andrea prima di recarsi alla porta.
"Mamma," Esclamò. Andrea si avvicinò e la abbracciò.
La donna tirò uno schiaffo affettuoso sulla spalla del figlio. "È mai possibile che io debba sapere da Fabio che siete rientrati dal ritiro?"
"Hai ragione, sono un po' distratto ultimamente, lei è Beatrice, la...una mia amica,"
La madre di Andrea sorrise, guardando Bea con occhi pieni di calore. "Finalmente ci conosciamo, Bea. Andrea mi ha parlato tanto di te."
"È un piacere anche per me conoscerla,"
"Bene, mamma vieni andiamo a pranzare, abbiamo preparato qualcosina al volo,"
"Con molto piacere," rispose la donna. "È bellissima," bisbigliò all'orecchio del figlio provando a non farsi sentire.
Dopo il pranzo, i tre decisero di fare un giro per Torino. Il sole estivo rendeva la città ancora più affascinante, con le sue piazze vivaci e le strade piene di gente. Si fermarono a prendere un gelato in una piccola gelateria artigianale. Beatrice aveva una strana sensazione, un leggero disagio che non riusciva a spiegarsi. Mentre Andrea era in fila, lei rimase a chiacchierare con la madre di lui.
"Andrea è un bravo ragazzo,"disse la madre di Andrea, guardando Bea con un sorriso affettuoso. "Sono felice di vederlo sorridere così tanto. È merito tuo, sai, pensavo che non si sarebbe più lasciato coinvolgere...dopo la sua ultima storia."
Bea arrossì leggermente e abbassó lo sguardo.
"Anche io sono felice di vederlo sorridere. Mi è mancato molto mentre era via, mentirei le dicessi qualcosa in merito alla sua situazione passata,perché ancora non me ne ha parlato e non voglio forzare la mano, quando sarà pronto poi...ma posso parlare per me, non farei nulla per farlo stare male, non è nella mia indole..."
"Lo so tesoro, sei una brava ragazza, si vede...e grazie, grazie perché so che ti prendi cura di lui."
Andrea impiegó più tempo del previsto a tornare con i gelati. Quando finalmente arrivò, Bea gli chiese se fosse tutto ok.
"Sì, tutto a posto," rispose lui, ma c'era qualcosa nel suo tono che la metteva a disagio.
La madre di Andrea si voltò verso di lui, scrutando la distanza. "Ma quella non è Elena?" chiese, indicando una figura femminile poco lontana.
Bea rimase interdetta. Elena era la ex di Andrea, e la sua presenza lì non poteva essere una coincidenza. Andrea sembrò irrigidirsi per un momento, prima di scuotere la testa.
"Non ha importanza." Disse cercando di rassicurarle.
Ma per Bea, la sensazione di disagio non faceva che aumentare. Si guardò intorno, cercando di riprendere il controllo delle sue emozioni, mentre il gelato si scioglieva lentamente nella sua mano.
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Ciao a tutti come va?
Mi scuso per il ritardo ma è stata una settimana un po' così...
spero possiate comprendere. 🙏🏻
Vi ringrazio come sempre per il supporto.
🤍🤍🤍
Alla prossima.
Vi abbraccio🫂.
Eli🫀
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Andrea Cambiaso- AC27
FanfictionAndrea, un affermato calciatore sia della Juventus che della nazionale Italiana, e Beatrice, una talentuosa studentessa all'Accademia delle Belle Arti, si incontrano "casualmente" durante un concerto a Torino. Tra sguardi intensi, sorrisi rubati, le...
