La vigilia di Natale del 1899, nelle Cotswolds, in Gran Bretagna, qualcuno depone una cesta di fronte alla porta del cottage di un'umile sarta, Deirdre. La cesta contiene una neonata che la donna decide di allevare e di chiamare Gardenia. La piccola...
La mia vacanza a Londra volgeva al termine. Quello sarebbe stato l'ultimo giorno in compagnia di Fiona, poi, l'indomani all'alba, io e Gladys avremmo fatto ritorno a casa. Malinconia ed eccitazione si mescolavano dentro di me: da una parte, avrei desiderato restare in quella città, ma, dall'altra, desideravo ardentemente rivedere Peter.
Fiona, quella mattina, mi propose di fare compere: sapeva che volevo acquistare dei regali per i coniugi Barrington e per Edward e Peter. Uscimmo a piedi e ci recammo a Oxford Street, dove ci fermammo in diversi negozi. Ero affascinata da tanta merce, da tanta abbondanza.
Acquistai della seta pura per Lady Elizabeth e una cravatta per Lord Barrington. Scegliere un dono per Edward e Peter, invece, si rivelò più complicato. Fiona mi suggerì di entrare in una libreria. Sebbene i due giovani possedessero un'immensa biblioteca, era pur vero che non dovevano aver letto i libri appena pubblicati.
La libreria mi conquistò e senza che me ne rendessi conto, rimasi a guardare i volumi esposti per un'ora intera. Alla fine, scartai le nuove edizioni e scelsi Il conte di Montecristo per Peter e David Copperfield per Edward. Ero sicura che quelle opere mancassero sugli scaffali della loro sala lettura.
Rincasai soddisfatta, immaginando il momento in cui Peter avrebbe scartato il suo regalo. Per il pranzo, Fiona si superò: ci fece preparare un gustoso pasticcio di carne con patate al forno e, per dessert, il Christmas Pudding, sebbene non fosse Natale. Sapeva che ne vado ghiotta.
Avrei sentito molto la mancanza delle sue sollecite attenzioni. Temevo il confronto con Lady Elizabeth al mio ritorno a palazzo. Sapevo che aveva biasimato la mia decisione di partire e, di certo, doveva aver criticato aspramente la scelta di fermarmi da sua sorella per un'intera settimana.
Dopo il pasto, Fiona notò il mio sguardo assente:
- Che ti accade, Gardenia? – mi chiese dolcemente.
- Nulla, mi dispiace lasciarti. – confessai.
- Puoi tornare da me quando vuoi, lo sai. – mi confortò.
- Desidero ritrovare Peter, ma temo un po' questo ricongiungimento. – aggiunsi.
- Non angustiarti, vedrai, le cose si chiariranno tra voi. – promise.
Nel pomeriggio, ricevemmo l'inattesa visita di Margareth Beckingsdale, vicina di casa di Fiona. Aveva preparato una torta di mele che desiderava condividere con noi. Le fu servito il tè.
Margareth era una donna allegra, gioviale, aperta e anticonformista. Raccontava con spontaneità i fatti della propria giornata, parlando a ruota libera, senza interruzione. Mi strappò più di un sorriso. Era una persona divertente, una natura solare, in grado di trasmettere il buonumore agli altri.
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Trascorremmo in sua compagnia un pomeriggio godibile e non rimpiansi il tempo sottratto dalla sua visita alle ultime confidenze con Fiona. In fondo, ci eravamo già dette tutto quanto potesse contare.