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                                             Kailani

                                             Kailani

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"I would know him in death,
at the end of the world."





«Riyas aveva una sorella gemella.»

Le mie parole riecheggiarono nella stanza rossa della villa, sbattendo contro le pareti per poi tornare indietro la stessa forza di un pugno allo stomaco.

Levi sollevò il viso dal libro che teneva in una mano, mentre con l'altra mescolava distrattamente il caffè fumante che fuoriusciva dalla tazza. Per un brevissimo istante, i suoi occhi che osservavano sempre tutto in modo passivo, rivelarono un accenno di sorpresa.

Erano giorni che ignorava ogni tipo di interazione con la sottoscritta, ma quando scorsi la sua auto parcheggiata davanti al garage colsi l'occasione.

Il suo stupore venne rimpiazzato, quasi immediatamente, dalla solita espressione stoica. Distolse lo sguardo dalla mia figura, chiuse il libro con un gesto quasi scocciato e prese un sorso dalla bevanda prima di riportare gli occhi inespressivi sul mio viso.

«mmh?»

Feci un passo in avanti, con il cuore che batteva rapidamente. «Riyas» ripetei, questa volta con un tono di voce più chiaro.

«-aveva una sorella gemella.»

Rimase in silenzio per quella che mi parve un'eternità. «Complimenti, ci sei arrivata.»

«É questo che tutti mi tenevano nascosto?»

Mi lanciò un'occhiata perplessa.

«Intendo il segreto di cui nessuno poteva parlare.»

Lo guardai alzarsi, sembrava visibilmente annoiato da quell'intrusione. Posò il libro sopra il tavolo da biliardo e si girò verso di me. «Non sta a noi parlarne.»

Mosse un passo e poi un altro, e capii che le sue intenzioni erano quelle di andarsene. Mi sorpassò per raggiungere la porta.

«Perché stai scappando ora? Non era quello che volevi? Che scoprissi di Rain?» chiesi, alzando la voce, presa da un impeto di rabbia a causa del suo comportamento insolito.

Sbatté la porta facendomi sobbalzare. Quando mi voltai Levi ancora lì, ma questa volta tutto nel suo atteggiamento era cambiato, lo capii dal modo in cui il suo corpo si era improvvisamente irrigidito.

Voltò il viso lentamente, e quando incrociai il suo sguardo avvertii l'impulso di fare un passo indietro, rimangiandomi tutte le parole che volevo lanciargli contro.

«Abbassa la voce» disse a dentro stretti, «non si parla di lei.»

Aprii bocca per replicare, colpita da un profondo senso di colpa. «Mai» disse precedendomi.

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