Capitolo 41

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Il silenzio che segue è soffocante

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Il silenzio che segue è soffocante. I miei amici mi guardano come se fossi impazzito, le loro bocche socchiuse, i loro occhi pieni di incredulità. Non posso fare a meno di sentire il loro shock, ma dentro di me, il desiderio di salvarla è più forte di qualsiasi altra cosa. Non posso perdere Dafne. Non posso.

Trevor, finalmente rompe il silenzio. «Alex, ma cosa stai dicendo? Non puoi... non puoi fare una cosa del genere! È una follia!»

Lo guardo negli occhi, ma non riesco a fermarmi. La paura che ho dentro è più forte di qualsiasi voce che cerca di farmi ragionare. «Non capisci Trevor!Non posso stare a guardare mentre lei sta per morire. Non c'è vita per me senza di lei. Non c'è futuro. Non c'è nulla

William si avvicina, cercando di mettersi tra me e il medico. «Alex, calmati. Sei scosso, capiamo... ma questa non è la soluzione. Cosa stai dicendo? Devi pensarci, davvero.»

Ma la mia voce si fa più forte, più decisa. «Zitti! Non voglio sentire niente di quello che avete da dire. Se un cuore è tutto ciò che serve per salvarla, prendete il mio!»

I loro occhi si riempiono di preoccupazione, ma non mi fermo. Non posso. Non voglio. Il medico, che fino a quel momento aveva osservato in silenzio, fa un passo verso di me, guardandomi con una calma quasi dolorosa.

«Ascoltami...» inizia, la voce ferma, ma con una tristezza che percepisco subito. «Sei sicuro di ciò che stai dicendo? Sei consapevole delle implicazioni di questa decisione?»

Non mi fermo a pensare. «Sì!» rispondo immediatamente, senza esitazione. «Sono sicuro. Non c'è altra opzione. Non posso vivere senza di lei.»

Il medico mi guarda con una tristezza che mi fa stringere il cuore. Poi sospira, come se stesse preparando il terreno per qualcosa di ancora più difficile da sentire.

«Ci sono tantissime procedure da fare...Almeno sai se il tuo cuore possa essere compatibile?» mi dice serio

«Ho-Ho subito un trapianto al cuore anni fa, ma è perfetto, come nuovo davvero» rispondo senza pensare

Il medico mi fissa, cercando di leggere il mio volto, ma io ormai sono concentrato solo su una cosa: Dafne. «Quello che hai già ricevuto in passato... non può essere donato. Non è possibile. Un cuore trapiantato non può essere riutilizzato in un altro trapianto.»

Le sue parole colpiscono come un fulmine, lasciandomi senza respiro. Non riesco a reagire subito, ma la verità si fa strada nella mia mente, lenta, dolorosa. Il mio cuore... quello che porto dentro, quello che mi ha dato una nuova vita, non è qualcosa che posso più offrire.

E non ci avevo nemmeno riflettuto

«No...» mormoro, incapace di crederci. «Non è possibile...»

Il medico annuisce, e la sua voce è carica di una triste realtà che non posso ignorare. «Mi dispiace, non puoi donare il cuore che ti è stato trapiantato. Ora devi rassegnarti e aspettare che venga trovato un cuore compatibile per Dafne al più presto.»

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