Capitolo 33

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Le parole che mi ha appena detto rimbombano nella testa, ma non riesco a farle entrare del tutto, come se fossero troppo pesanti per il mio cuore

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Le parole che mi ha appena detto rimbombano nella testa, ma non riesco a farle entrare del tutto, come se fossero troppo pesanti per il mio cuore. La mente è in frantumi, un groviglio di pensieri che non riesco a decifrare. Non so se sono in shock, se sto sognando o se il mondo intorno a me stia solo sfuggendo di mano.

Ogni respiro è più difficile del precedente, come se l'aria avesse improvvisamente perso la sua leggerezza.

Mi guardo intorno, ma tutto sembra alieno, distante, come se fossi stata trasportata in un altro posto, lontano da ciò che conoscevo. La mia bocca è secca, le mani tremano impercettibilmente.

Non so se devo piangere, urlare o restare in silenzio. Niente mi sembra giusto, nessuna reazione è abbastanza forte per esprimere ciò che sto vivendo dentro.

Rimango ferma, paralizzata. Il tempo sembra essersi fermato. Non so cosa dire, non so cosa fare. Le parole non riescono a uscire, come se la mia voce fosse bloccata in qualche parte di me che non posso raggiungere. Guardandolo, so che lui sta aspettando una risposta, ma ogni tentativo di formulare una frase mi sembra vuoto, incompleto. La realtà sembra aver preso una forma distorta e tutto quello che posso fare è stare lì, immobile, cercando di capire se davvero tutto quello che mi ha detto è reale.

Alex capisce che sono a corto di parole e ritenta a parlare

«Quando quel giorno ho risposto alla chiamata, il mio assistente mi stava avvisando dei suoi spostamenti. Lei da un paio di giorni si raggirava vicino allo chalet, e quella stessa giornata aveva preso un autobus per venire in centro»

«E avevi intenzione di tenermi all'oscuro di tutto?» cerco di mantenere la calma

«Non voglio immischiarti nel mio passato Dafne, ci sei dentro fin troppo» sbuffa sincero

«Ma adesso si tratta anche di me!» sbraito «C'è una psicopatica che va in giro a spaventarti, ti ha anche minacciato in passato, ci ha visto insieme... E avevi intenzione di tenermi all'oscuro?»

Un attimo di silenzio. La sua esitazione vale più di qualsiasi parola

«Avevo paura che ti spaventassi» ammette alla fine

Rido, ma non c'è niente da ridere «Oh, ottima scelta allora. Adesso sono tranquillissima»

«So che ho sbagliato. Avrei dovuto dirtelo, avrei dovuto restare con te. Ma non immaginavo che sarebbe arrivata così vicino.»

Quelle ultime parole mi fanno stringere lo stomaco. L'idea che lei fosse lì, forse a pochi passi da me, mentre io ero ignara di tutto... Un brivido mi corre lungo la schiena.

Ho bisogno di respirare, di schiarirmi le idee. Non voglio farmi prendere dal panico.

Afferro la maniglia e scendo in fretta dall'auto respirando aria fresca.
Alex prontamente fa lo stesso

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