✨COMPLETA✨ in revisione
Anima pura e cuore fragile, Dafne Morris sta per cominciare il primo anno di college, euforica e forse un pó malinconica all'idea di dover lasciare la sua vecchia vita.
Ma proprio i primi giorni la sua vita viene stravolta da...
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Il mio cuore batte così forte da farmi quasi male, ogni colpo sembra scoppiare nel petto come un tuono, mentre la paura mi paralizza.
La mia mente corre a mille, ma la debolezza del mio corpo mi ricorda ogni istante che non sono invincibile.
La malattia, che ho sempre cercato di tenere a bada, ora è lì, pesante come un macigno. E più il tempo passa, più temo che Alex non arrivi in tempo, che non mi troverà mai.
La ragazza continua a puntarmi la lama contro e lentamente in modo psicopatico si dispone alle mie spalle tenendo la lama del coltello vicino alla mia nuca
Cerco di rimanere più immobile possibile sentendo la punta della lama conficcata sulla mia nuca creandomi un leggero dolore
«Sai chi sono?» La lama continua a sfiorarmi la pelle, ogni movimento della donna dietro di me è preciso, calmo, come se stesse godendo della mia paura.
«No» sussurro mentendo guardando dritto di fronte a me, sperando che presto la porta si apra e tutto questo finisca
Il seminterrato è quasi buio, l'aria è pesante, e ogni suono che faccio sembra amplificato, come se anche il minimo movimento potesse scatenare qualcosa di terribile.
«Oh tesoro, vorrei tanto risparmiarti...» Il suo sarcasmo mi colpisce come un pugno nello stomaco, ma cerco di non farlo vedere «Ma quel giorno non hanno avuto pietà di me. Perché dovrei averne adesso per te» ringhia vicino al mio orecchio
Il suo tono è così sicuro che mi fa gelare il sangue nelle vene. Ma c'è una parte di me, una piccola parte, che non vuole arrendersi. Non voglio che questa sia la fine, non voglio che Alex arrivi troppo tardi.
«Mi hanno umiliata» continua mentre la sua rabbia sale «Mi hanno tolto quel briciolo di dignità che avevo. Mi hanno danneggiata cazzo!» urla
Sussulto dal suo improvviso cambio di voce. Le lacrime minacciano di uscire
Mi concentro sulla lama che sfiora la mia pelle, cercando di rallentare il respiro. Non posso lasciarmi distrarre. "Alex sta arrivando" mormoro tra me e me, sperando che quel pensiero mi dia la forza di non cedere.
Il silenzio che ci avvolgeva improvvisamente si frantuma. Dei passi, lenti e decisi, riecheggiano nel buio del seminterrato. Il cuore mi balza in gola, speranza e paura si mescolano in un turbine che mi fa tremare.
Lei dietro di me, che fino a quel momento era rimasta immobile, emette una risata bassa, beffarda «Oh, abbiamo visite» dice con tono sarcastico, come se il fatto che qualcuno stia venendo per salvarmi fosse una bazzecola, come se la mia situazione fosse ancora sotto il suo controllo.
Il rumore dei passi si avvicina, più forte, più concreto, e io non posso fare altro che sperare, pregare che sia lui.Non importa quanto tardi sia, non importa quanto sia lontano, io voglio solo che arrivi.