✨COMPLETA✨ in revisione
Anima pura e cuore fragile, Dafne Morris sta per cominciare il primo anno di college, euforica e forse un pó malinconica all'idea di dover lasciare la sua vecchia vita.
Ma proprio i primi giorni la sua vita viene stravolta da...
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Mi sveglio con il suono ovattato della neve che cade fuori e il calore soffuso del mattino che si insinua tra le coperte. Per un attimo resto immobile, gli occhi ancora socchiusi, il corpo rilassato sotto il piumone. Poi un pensiero si fa strada tra i sogni della notte: ieri sera.
Sorrido piano, stringendo il cuscino, rendendomi conto di essere da sola nel grande letto. Alex probabilmente si sarà giá svegliato.
Ripenso a ieri sera, il ristorante illuminato dalle luci soffuse, il tintinnio dei calici, il suono della sua risata tra la gente. I suoi occhi su di me, più intensi ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano. Era come se nessun altro esistesse, come se il tempo si fosse fermato a quando tutto tra noi era nuovo, eppure con la consapevolezza di chi, dopo mesi, ha imparato a conoscersi di nuovo.
Ripenso alle sue dita che sfioravano le mie sopra il tavolo, a come ha insistito per tenermi la mano mentre uscivamo nel freddo della notte. Alla neve che ci cadeva tra i capelli mentre ridevamo, il mondo intorno ovattato, distante.
E poi tutti i momenti prima di ieri. Le passeggiate senza meta, i discorsi che duravano ore, il modo in cui mi tira a sé all'improvviso solo per sussurrarmi che gli sono mancata. Ogni giorno con lui è stato un pezzo di qualcosa che avevo dimenticato di volere.
Mi giro nel letto, abbracciando il cuscino, e lascio che quella felicità mi riempia, calda e silenziosa come questo natale appena iniziato.
Dopo un po, decido di sistemarmi e scendere di sotto per fare colazione e cercare Alex
Scendendo le scale l'aroma del caffè riempie la cucina mentre fuori la neve continua a scendere lenta, Alex è davanti ai fornelli, a piedi scalzi, e sta trafficando con la moka come se stesse maneggiando un ordigno.
«Ti vedo in difficoltà.» Sorrido, mordendo il bordo del croissant posto sopra il tavolo
Lui sospira teatrale «Buongiorno!» mi sorride dolcemente «C'è un'arte nel fare il caffè perfetto. Ma tu non capiresti, visto che la tua specialità è mangiare croissant senza condividerli.»
Sollevo il piatto e lo avvicino di più a me «Giustamente, tu cucini, io degusto. Abbiamo ruoli ben definiti.»
Alex si gira a braccia incrociate. «Interessante. E se ribaltassimo i ruoli?»
Faccio finta di pensarci su, poi scuoto la testa. «No, no. Equilibrio perfetto, meglio non rischiare il caos.»
Lui avanza verso di me con occhi socchiusi. «Se non mi dai un pezzo di quel croissant entro cinque secondi, potrei dover attuare misure drastiche.»
Rido e faccio per scappare, ma lui mi afferra per la vita, facendomi ridere ancora di più. Alla fine, gli porgo un pezzo minuscolo «Ecco. Ma solo perché è Natale.»
Alex lo prende con fare solenne, poi mi sfiora la guancia con le labbra. «La tua generosità è commovente.»