✨COMPLETA✨ in revisione
Anima pura e cuore fragile, Dafne Morris sta per cominciare il primo anno di college, euforica e forse un pó malinconica all'idea di dover lasciare la sua vecchia vita.
Ma proprio i primi giorni la sua vita viene stravolta da...
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Non riesco a dormire. La stanza d'ospedale è troppo silenziosa, il rumore delle macchine che monitora il mio cuore è l'unica compagnia, ma non è abbastanza per placare la mia ansia.
Mi sento come se qualcosa fosse sempre in sospeso, come se il mio cuore, che ora non funziona come dovrebbe, stesse cercando di mandarmi un messaggio che non so decifrare. Non è una cosa da poco, lo so, ma è come se fossi ancora troppo stordita dalla notizia per accettarla davvero.
Sono passati 4 giorni, 4 giorni da quell'incidente, e 4 giorni da quando ho appreso la notizia. Alex e gli altri sono sempre rimasti qui con me, mia madre preoccupata più che mai, passava tutto il tempo a dormire sulla sedia.
Le ho detto di andarsi a riposare un po in hotel e di darsi una rinfrescata, tanto non mi sarei mossa da qui.
Alex invece non si è mai allontanato dalla mia stanza, anche se c'è ancora astio tra lui e mia madre, lui non aveva intenzione di lasciarmi sola, anche se ero in compagnia.
Gli ho dovuto dire che puzzava, e per davvero, per farlo andare via.
"Sarò qui domani mattina alle 7" mi disse prima di andare via e darmi un dolce bacio.
La luce soffusa che entra dalla finestra rende tutto più surreale. È notte fonda, e io sono sola. Ogni tanto guardo l'orologio sul comodino. Mezzanotte e mezzo.
Le ore sembrano dilatarsi, i secondi si fanno eterni. Resto lì, immobile, gli occhi fissi al soffitto, sperando che il sonno arrivi, ma senza riuscirci. La mia mente è un vortice di pensieri e preoccupazioni.
Mi scorre davanti l'immagine del medico che mi ha detto, con tanta delicatezza, che il mio cuore non è più come dovrebbe essere. Ma come fa un cuore a smettere di funzionare correttamente? Come fa a non battere al ritmo giusto?
E mentre penso a tutto questo, sento un rumore. È lieve, appena percettibile. Come un fruscio, un respiro. Non riesco a capire da dove arrivi, ma il mio corpo reagisce in un istante. Mi siedo sul letto, il cuore accelera, e la stanza sembra rimpicciolirsi, come se le pareti si avvicinassero sempre di più.
Poi la vedo. Una figura scura, appoggiata alla finestra, come se fosse sempre stata lì, come se non fosse mai andata via. Mi fa un po' paura, ma qualcosa mi trattiene, come se quella figura fosse... familiare, in qualche modo.
È una donna, di mezza età, con la carnagione scura. I capelli afro sono raccolti in un morbido chignon, e il suo sguardo è gentile, anche se un po' enigmatico. Non sembra spaventata da me. Anzi, sembra... aspettarmi.
«Non preoccuparti, non ti farò del male» dice, con una voce che è morbida e rassicurante, ma che al contempo ha una forza incredibile.
Non so perché, ma non ho paura. Mi limito a guardarla, cercando di capire se è un sogno, una visione, o qualcosa di... diverso. La donna sorride, e sento una strana calma invadere il mio corpo.