lauren's Pov,
2 settimane dopo
La luce fioca proveniente dal mio abitacolo newyorkese mi colpì brevemente in viso, era un monito forte e chiaro: dovevo alzarmi. Mi maledii mentalmente per il fatto di non aver chiuso le tende la sera prima,eppure ora dovevo pagarne le conseguenze. L'assenza di Normani negli ultimi giorni per cause lavorative si era decisamente fatta sentire,lo percepivo nel disordine del bagno e nel modo in cui la cesta dei panni sporchi era incredibilmente ricolma. "C'è bisogno di una sistemata qui.." sospirai pensando alle condizioni della casa e mi alzai a sedere tra le lenzuola, con il busto retto e con indosso una maglietta nera larga e dei pantaloncini,con calzini lunghi annessi.
Pensai brevemente alla conversazione avuta con la cubana qualche tempo prima,mentre eravamo al McClaren's Pub,e un sorriso mi spuntò sul volto in un modo naturale che avevo dimenticato potesse appartenermi.
FLASHBACK,6 giorni prima
"...io penso che dovrebbe essere considerato crimine in almeno 20 stati il fare sesso mantenendo indosso i calzini!Andiamo,è scomodo a livelli allucinanti e soprattutto antiestetico. A meno che tu non vada a letto con un feticista, lì c'è una giustificazione bella e buona."
Dinah Jane aveva proferito questa frase con il suo tono inequivocabile,a metà tra la serietà e la presa in giro. Pareva essere una caratteristica della polinesiana: lasciare un alone di mistero e confusione attorno alle sentenze proferite,non rendendo mai note per davvero le sue intenzioni. Risi e presi dei nachos dal piatto, intingendoli nella salsa ranch.
"Lauren dorme sempre con i calzini,non ho idea di come faccia,sono anni che provo a farla rinsavire ma credo sia una guerra persa..." disse Normani,con un'espressione arresa dipinta in volto,la tipica espressione che ti riserva un genitore quando non riesce a discipilinarti sullo studio.
Dinah la guardò con adorazione e rise prontamente alla sua frase: quelle due donne insieme erano tritolo allo stato puro,pronte ad esplodere in un qualsiasi momento. Normani pulì con un dito il lato della bocca della bionda e si portò un po' della salsa alle labbra,suscitando un risolino da parte della compagna e un'espressione di disgusto nella sottoscritta. "Dio liberami..." mugugnai nel modo più naturale del mondo,portandomi alle labbra un boccale di birra da trangugiare e guardando altrove.
La porta del pub si spalancò e la cubana entrò,illuminando tutta la sala. Ogni oggetto perse senso e valore in un solo attimo,ogni dettaglio del pub irlandese sembrava essere distante,lontano,privo di storia. La cubana varcò la soglia,con i capelli in disordine e qualche ciocca intrappolata tra le labbra: mi sembrava quasi di riuscirla a vedere,di riuscire a vedere come pochi minuti prima avesse corso per arrivare in orario,fallendo miseramente.Me la figuravo mentre correva goffamente fino all'indirizzo prescelto,con un po' di affanno. Aveva dei jeans che le fasciavano perfettamente le cosce, degli stivaletti e una maglietta in caldo cotone a maniche lunghe bianca,a costine e con i bottoncini. Era perfetta,non vi era alcun altro aggettivo da poter aggiungere, né alcun motivo per poter continuare a negarlo.
La vidi frugare nella sua borsa alla ricerca di qualcosa che sembrava fosse per lei di importanza epocale,mentre il suo sguardo saettava da una parte all'altra del locale. Sembrava che stesse cercando esattamente noi,e quando estrasse il suo lip gloss dalla borsa,vidi esattamente il suo sguardo incatenarsi al mio.
Il sorriso che mi riservò mi fece quasi girare la testa: decisamente perfetta,pensai,intrappolandomi il labbro inferiore tra gli incivisi.
La cubana ancheggiò fino al nostro tavolo in legno e fu solo nel momento in cui prese seduta sulla panca mogano che il mondo attorno ritornò a girare,a muoversi,a vivere. Sorrisi brevemente nel pensare a come quella ragazza avesse il potere di illuminare i luoghi che occupava,con una naturalezza che era a mio avviso disarmante,avvalorata dalla sua inconsapevolezza riguardo tale potere.
Prima o poi glielo avrei detto,forse.
La cubana rivolse un sorriso a tutto il tavolo e si sistemò i capelli su una spalla, lasciando scoperta la pelle caramello all'altezza della clavicola sinistra.
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Fighting For Us
RomanceLauren Jauregui è una affermata pugile statunitense con origini cubane, alla soglia dei suoi 26 anni ha già acquisito numerosi titoli nella categoria pesi medi ed è riuscita a girare il mondo disputando più di 50 match. La passione per la boxe l'ha...
