Avevo deluso Laura. E questo era un dolore non indifferente.
Il modo in cui aveva trascinato Andrew lontano da me,mi aveva fatto bruciare il petto e mi aveva fatto realizzare che se fossi stato al posto di Andrew non avrei mai rischiato di perdere una come Laura. Lei era speciale. E stava rischiando di perdere tutto e tutti pur di stare con colui che riteneva l'amore della sua vita.
Sarebbe stato bello essere amato in quel modo,a me sconosciuto.
Sarebbe stato bello avere accanto una persona come lei,o lei direttamente.
Era speciale per me.
"No,certo amore...amo solo te"pronunciò Andrew sottovoce.
Pensavo che stesse parlando con mia sorella e così mi affacciai alla porta per osservare quanto fosse viscido quel ragazzo.
Rimasi spiazzato quando notai che in realtà Laura non c'era e lui stava parlando al cellulare.
Io continuai ad origliare,così da avere più informazioni che avrei potuto usare contro di lui.
"Si,ti amo..domani che ne dici se ci incontriamo alla fontana del centro per le cinque e mezza"sussurrò in un soffio attaccando il cellulare dopo aver ricevuto la risposta probabilmente positiva visto che lui mostrò un sorriso sornione.
"Ma non ti senti un verme?"dissi ridendo di gusto.
"Ehm..fammici pensare...no!"disse lui sghignazzando.
"Tu non ti senti un coglione? Anzi no,la più cogliona è tua sorella che crede a tutto ciò che dico"continuò ridendo di lei.
Stava ridendo di Laura e io non potevo permetterglielo. Era mia sorella e solo io potevo prenderla in giro.
"Non parlare male di lei!!!"urlai attaccandolo.
"Io ti riduco a brandelli se ne parli ancora in questo modo,ok?"chiesi sbattendo il pugno contro il muro con forza.
Lui non si intimorì minimamente,ma il mio obiettivo era solo quello di difendere Laura.
"Guarda un pò il fratellino la difende...cosa c'è ti stai innamorando?"mi chiese con arroganza.
Non avevo intenzione di rispondere,anche perchè sentivo che in parte fosse vero.
Mi stavo innamorando della mia sorellastra. E non andava bene.
"Non sono cazzi tuoi,devi stare alla larga da lei..altrimenti ti spacco tutti i denti"sbottai.
"Me la scopo e poi finisce lì"mi ridisse.
Questa frase mel'aveva giá detta ed adesso mi dava anche il triplo del fastidio.
"Non la devi toccare,ti è chiaro?"mimai cercando di fargli capire e stringendo la stretta del suo colletto.
"Fidati sará lei a volersi fare toccare da me"
Stavo perdendo la pazienza.
E in quel momento arrivò Laura che ci divise e prese le parti del suo fidanzato.
Andrew aveva un sorriso innocente sul volto. Glielo avrei spaccato quel viso da angelo.
Cercava di convincerla,cercava di convincere tutti. E ci stava riuscendo solo con Laura perchè gli altri stavano credendo a me.
Noi eravamo una famiglia,ed io avevo imparato che in famiglia si diceva sempre la verità su tutto.
Nonostante il mio orribile esempio di genitori,mio padre mi aveva sempre ripetuto che in famiglia si dice la verità in ogni caso.
Perchè le bugie non portano a nulla.
Vanessa stava ascoltando ciò che le stavo raccontando,mi scrutava attentamente col suo sguardo attento. E non mi diede alcuna opinione finchè non conclusi il racconto di ciò che era successo al piano superiore.
Inizialmente si zittii,ma poi mi guardò con un mezzo sorriso.
Come se le fosse venuta un idea in mente,un idea straordinaria.
''Cosa c'è?'' domandai.
''A che ora hai detto che deve incontrare questa tipa?'' disse con sguardo investigativo.
Io tentai di comprendere il motivo per cui ne era interessata.
Non riuscii a capirlo,ma lei sembrava davvero convinta di ciò a cui aveva pensato. Ed in quel momento sembrava un genio del male. Mi guardò con i suoi grandi occhi neri.
Io non avevo ancora capito.
Lei mi continuava a scrutare come se fosse una cosa ovvia ed io mi sentivo stupido.
"Alle cinque e trenta circa,ma perchè?"domandai interrogativo.
"Potremmo portarla lì per schiarirgli un pò le idee"borbottò sicura.
Si era effettivamente una buona idea. Ma se fossi andato anche io,lei se la sarebbe sicuramente presa con me. E alla fine la colpa sarebbe stata la mia,conoscevo bene le ragazze.
"Si,ma io non ci vengo...vai solo tu"proposi.
"Ross,ci andrei ma ho promesso a Riker di accompagnarlo a comprare dei nuovi cerchioni per la sua auto...sai com'è tuo fratello"mi rispose con sguardo sognante.
Lo conosceva molto bene,e lo conoscevo anche io. Se avesse cambiato giorno in cui accompagnarlo lui non le avrebbe più la parola. Era un pò permaloso,era come me solo in versione adulta.
Quindi ero costretto ad andarci io insieme a Laura. E sapevo che una volta che l'avessi portata e lei avesse scoperto la veritá,si sarebbe scagliata su di me senza alcuna ragione.
Anche Laura era abbastanza permalosa ed in quei tre anni avevo compreso che quando si innervosiva metteva il broncio e se sapeva di aver torto abbandonava la conversazione a metá,senza dare alcuna possibilitá di controbattere. Lei era fatta così e stranamente a me piaceva anche con tutti quei difetti.
"Ok,allora ci vado io..."tentennai
"Si,ma se gli dici il reale motivo non ci verrá mai...devi inventarti una scusa,portala un pò in giro con la scusa di fare pace e poi la porti lá"mi ordinò.
Sarei dovuto andare in giro con Laura e cosa più importante avrei dovuto fare pace con lei.
Mi sembrava abbastanza imbestialita,non sapevo se avrebbe accettato. Ma avrei dovuto comunque tentare.
Laura quella sera tornò stranamente da sola. Io la attesi sul divano e quando sentii la porta aprirsi capii immediatamente che si trattava di lei. Aveva un tocco leggero e cordiale. Ed anche se era arrabbiata non avrebbe mai disturbato qualcuno con delle mosse avventate.
Assunsi la posa più disinvolta che potevo ed incominciai a sfogliare un giornale a caso.
Lei mi guardò sul divano e tentò di evitarmi,muovendosi a passo svelto verso le scale.
"Pss"bisbigliai chiamandola.
Lei si voltò.
"Che vuoi?"domandò inferocita proprio nel modo in cui credevo.
Le indicai il posto accanto al mio invitandola a sedersi con me.
Si appoggiò al comodo divano in pelle a qualche metro di distanza,ma io mi avvicinai finchè le nostre gambe non si toccarono.
"Volevo scusarmi per come mi sono comportato"dissi.
Il suo viso iniziò a rilassarsi.
Ma non mi aveva ancora perdonato.
"Non dovevo attaccare Andrew in quel modo,è solo che sono un pò geloso"chiesi curioso.
Lei non sembrò sorpresa. Forse lo aveva capito.
"Quindi per farmi perdonare,domani volevo portarti in giro se non hai nulla da fare"proposi conoscendo giá la risposta.
Avrebbe accettato,altrimenti sarebbe dovuta rimanere a casa da sola,visto che Vanessa non ci sarebbe stata.
"Ok,accetto anche perchè Andrew ha detto che deve recuperare qualche ora di jogging il pomeriggio" disse
E mi sorpresi dell'ingenuitá di Laura. Nessuno si sarebbe fidato. Ma probabilmente lei era così tanto che non amava qualcuno che si era gettata a capofitto in quella storia. "Appunto dov'è Andrew?"chiesi curioso.
"Ha deciso di dormire in albergo perchè qui si sente troppo controllato"
Io sorrisi felice della notizia e le stampai un bacio sulla guancia.
Il suo volto si tinse di rosso.
"Allora domani ci vediamo alle tre"conclusi prima di andarmene.
Vanessa aveva detto di uscire verso le quattro,ma io volevo trascorrere del tempo con lei.
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A life with Marano
RandomRoss Lynch e Laura Marano sono due fratellastri e si ritrovano in poco tempo a dover condividere tutto: pregi,ma soprattutto difetti. Riusciranno ad adattarsi?
