"Allora sei pronta per il nostro appuntamento?"mi chiese Ross dopo pranzo.
Mi aveva leggermente sorpreso quell'invito,ma avevo deciso di dargli l'opportunitá di farsi perdonare. Andrew non c'era,doveva allenarsi per mantenersi in forma.
"Certo,dove andiamo?"chiesi allegra.
Ero entusiasta di trascorrere un pò di tempo con Ross,io gli volevo bene anche se era uno stronzo. E quando trascorrevamo il tempo insieme mi divertivo tanto.
E credo che anche lui si divertisse molto.
Uscimmo di casa giá con l'aspettativa di una giornata divertente. Era un caldo pomeriggio di luglio.
"Penso che dovresti prendere la patente"dissi stufa dopo un ora di camminata.
Ero tutta sudata e lui stava sghignazzando alle mie spalle.
Lo guardai e sorrisi.
"Ma dove mi stai portando? In Alaska?"domandai ironica.
Lui mi guardò divertito.
Sapevo che avevamo camminato poco,ma battibeccare con lui era divertente.
"Sta zitta,abbiamo camminato poco"esclamò annoiato.
"Lo so,ma sono stanca di camminare"affermai sfinita.
Lui non ci fece caso ed avevo deciso che avrei trovato un modo divertente per convincerlo che l'avrei perdonato.
"Se vuoi essere perdonato prendimi in braccio"esclamai ridendo.
"Sogna"mi rispose continuando a camminare indifferente.
"O mi prendi o me ne vado"minacciai.
A quel punto lui mi osservò imbestialito e mi offrì le spalle,io fecii un salto e mi sollevai sulla sua schiena.
"Bravo,il mio cavallo biondo"scherzai.
Lui sembrò non apprezzare la mia simpatia ed infatti si fermò di colpo. "Altre battute così e ti getto a terra,te giuro"disse in un soffio.
"Ok,mio piccolo pony da passeggio"continuai a scherzare.
Lui sbuffava continuamente,ma non si fermava. Anche perchè sapeva che me ne sarei andata.
"Ma quanto mangi? Sei pesante eppure sei una stecca da biliardo"mi disse esausto.
Io ridacchiai e poi mi fermai ad osservare un piccolo stand che vendeva gelati.
"Farò fare una pausa al mio schiavo,mangiamo il gelato"proposi. Lui non perse l'occasione e mi fece tornare con i piedi per terra.
"Ah finalmente"disse rilassato.
"Sei stanco? Io per niente"lo provocai.
"Non parlarmi,ti sto odiando in questo momento"rise.
"Povero il mio piccolo pony da passeggio"stuzzicai nuovamente.
Lui mi mise una mano in faccia coprendomi la bocca e scoppiò a ridere.
"Sta zitta e dimmi che gusto vuoi"mi ordinò.
Osservai i gusti attraverso il vetro,ed osservai ogni singolo gusto fino ad arrivare a quello che attirò la mia attenzione:mista menta e frutti e cioccolata.
I miei gusti preferiti in assoluto.
"Allora cosa prendete?"domandò una cameriera che indossava un cappellino a forma di cono.
Io e Ross appena la vedemmo ci scambiammo un sorriso.
Era davvero orribile quel cappello,ma mi trattenni per non mettermi a ridere in faccia alla signora che era anche molto cortese.
"Allora io prendo mista menta e frutti e stracciatella"mormorò Ross sorprendendomi.
Non sapevo che anche lui amasse quel gusto,in effetti non eravamo mai usciti a prendere un gelato. Non eravamo mai usciti insieme. Ad eccezione delle domeniche in cui andavamo a messa,ma quello non contava come un uscita.
"E tu?"mi chiese la donna mentre preparava il cono del mio fratellastro.
"Mista menta e frutti e cioccolata"dissi convinta.
Anche Ross mi guardò stupito. Avevamo gli stessi gusti.
La ragazza dietro al bancone stracciò lo scontrino e il biondo guardò il prezzo voltandolo verso di me. Non era molto,così iniziai a contare i miei soldi ed appena composi il numero che avrei dovuto dare notai che Ross aveva giá pagato per entrambi.
"Non dovevi offrirmelo"sussurrai.
"Perchè? Tanto siamo fratelli"disse lui.
E quel termine mi fece uno strano effetto. Noi non eravamo fratelli,eravamo fratellastri. Ed era decisamente diverso dal dire che eravamo legati dal sangue. Non ci legava niente. Eravamo figli di due persone diverse.
"Si,ma avrei dovuto pagare la mia parte"mormorai.
Lui si limitò ad ignorarmi. E continuare a camminare finchè non arrivammo ad una panchina dove ci sedemmo a finire il nostro gelato.
"Non sapevo ti piacesse il misto menta e frutta"osservai.
"Adesso lo sai"rispose.
A volte mi dava delle mezze risposte che non mi accontentavano. Sembrava annoiato. Ma allora se era annoiato di stare con me,perchè mi aveva invitato ad uscire?
"È davvero buono,vero?"domandò lui.
Annuii.
"Ricordati di prendermi sulla schiena una volta finito il gelato"borbottai contenta.
Lui osservò l'orologio dubbioso. E sembrava indeciso se fare una cosa o evitarla.
"Si,dai sali"mi incitò dandomi le spalle una volta aver finito di mangiare.
Feci un piccolo salto e lui mi afferrò per le gambe,cominciando a camminare.
"Direi che sei sudato"scherzai.
"Prova tu a portarmi in braccio e vediamo se poi profumi di rosa"disse nervoso.
Gli lanciai un piccolo schiaffo sulla schiena facendogli segno di lasciarmi andare sul pavimento.
Così incominciammo a camminare normalmente.
"Allora per quale ragione mi detesti?"domandai scherzando.
Lui la prese come una domanda seria.
"Ma io non ti detesto,cioè ti detesto...ma alla fine infondo molto infondo ti voglio bene"rispose sorridendo.
"Perchè non volevi che i nostri genitori stessero insieme?"chiesi curiosa.
"Non lo so,sinceramente ho paura che mio padre possa soffrire di nuovo...quando mia madre e mio padre si sono separati,io lo sentivo piangere a volte..era doloroso"spiegò
"Non so se mi capisci"continuò.
E si lo capivo,lo capivo davvero.
Sapevo che almeno su quello eravamo legati.
Anche io avevo la stessa paura.
Mia madre sembrava così debole,e non volevo che qualcuno se ne approfittasse.
"Ti capisco,anche io provo la stessa paura...però loro adesso sono felici"lo sorpresi.
Lui mi guardò.
"Si e devo ammettere che anche io lo sono"affermò con un certo imbarazzo nello sguardo.
Ogni volta che diceva qualcosa di tenero si imbarazzava ed era adorabile. Non era abituato a queste cose con me,perchè noi non facevamo altro che litigare.
Ma ci volevamo bene.
"Anche io"mi ritrovai a dire.
"Sei una brava sorella quando non lanci cuscini o caffè"sogghignò.
"Anche tu sei una brava sorella"scherzai facendolo ridere.
"Lo so,lo so"rispose osservando l'orologio che segnava le 17.20.
"Hai fretta?"domandai preoccupata. "No,no però adesso volevo portarti alla fontana in centro...è così bello a quest'ora"borbottò leggermente malinconico.
Mi afferrò la mano e mi trascinò in fretta e furia come se avessimo potuto perdere uno spettacolo indimenticabile.
Arrivati lì mi sorpresi quando vidi Andrew avvinghiato ad una ragazza.
Le lacrime mi premevano contro gli occhi.
Guardai Ross che osservava il pavimento,come se si sentisse in colpa.
E da lì collegai tutto.
"Tu lo sapevi?"domandai delusa.
Lui fece un cenno.
A quel punto sbottai.
Per Andrew non sarebbe andata a finire bene.
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A life with Marano
SonstigesRoss Lynch e Laura Marano sono due fratellastri e si ritrovano in poco tempo a dover condividere tutto: pregi,ma soprattutto difetti. Riusciranno ad adattarsi?
