«Solo domande per oggi.»
Rammentò la senatrice a Peter, che era seduto su un tavolo.
Dall'altra parte di questo c'era una sedia, vuota.
Entrambi sapevano da chi doveva essere riempita.
«E se...non parla?»
Il giovane uomo guardò la donna.
Aveva personalmente chiesto di essere sempre aggiornato e di poter seguire il caso di lei.
«Per oggi solo parole, non ho altro da aggiungere. Verrà portata qui tra un paio di ore, sai già cosa dire.»
Se ne andò, facendo un rumore piacevole e ripetuto con i tacchi delle scarpe.
«Dov'è Laze?»
Urlò Joycelin, la madre di Sebastian, guardandosi intorno.
Era ora di pranzare, ma la donna non si vedeva dalla mattina, e molti stavano cominciando a preoccuparsi.
«Io non la vedo da ieri sera.»
Esordì Mix, cercando una testa dai capelli biondi.
«Io sinceramente non ci ho fatto caso.»
Parlò Mayers.
«Io da stamattina presto, l'ho vista camminare all'alba, ma non l'ho seguita.»
Gli occhi di Percival penetrarono quelli della donna.
Si chiese perché, ogni volta che guardava quel colore così profondo, le sembrava che il ragazzo le nascondesse qualcosa.
Ma non se ne preoccupava mai, era buono come il pane, era lei che si faceva sempre dei complessi mentali inspiegabili.
«Cosa?!»
Si allarmò di nuovo, parlando con Percy.
«Sì, l'ho vista questa mattina camminare.»
Ripetè lui, abbassando lo sguardo.
«Mamma, mamma!»
Sebastian tirò il vestito della madre, con una voce preoccupata. «Dobbiamo trovarla!» Parlò ancora.
Quasi tutte le persone del popolo erano già in giro a cercarla.
«Forza ragazzi, cerchiamola anche noi.»
Disse scoraggiata Joycelin.
«Io andrò ai confini,» Connor si rivolse ai presenti, «Mayers tu controlla in casa di Laze, Percy tu vai da Chong, Mix, controlla i laghi.»
Tutti annuirono, e Connor cominciò a correre verso la base che da qualche giorno era diventata, oltre invivibile per lui e i suoi amici, trascurata.
Una mano però si poggiò sulla sua spalla, facendolo fermare.
«Connor.»
Si girò: Mayers lo guardava in modo serio e sicuro.
Connor gli rivolse uno sguardo curioso, voleva sapere il motivo per cui il cinese lo aveva fermato.
«Solo...non fare cazzate, okay?»
Il biondo guardò il moro senza spiccicare una parola, i loro occhi, gelidi, si scontravano, ed entrambi non riuscivano a leggere uno nei pensieri dell'altro.
Si guardavano semplicemente, senza aprire né la bocca né il cuore.
Connor si chiese quanto sarebbe durato questo dolore, se avrebbe mai sopportato l'assenza di Broker e se sarebbe mai riuscito a chiudere la questione in un cassetto chiuso a chiave, per non riaprirlo mai più.
Annuì, sincero.
Non sarebbe andato a cercarla, non ancora.
Le dita di Mayers si staccarono lentamente, lasciandolo andare.
Si girò: doveva vedere se Laze era in casa.
Si chiese perché mai, in un momento di lutto così collettivo, se ne sarebbe dovuta andare.
Sarebbe stato un doppio peso, sia per lei che per il popolo.
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Rebels · N.H.
AkcjaFanta-action story Forse era questo che la spingeva ad andare avanti, a combattere. Ciò con cui era stata cresciuta e con cui si sarebbe sfogata, la sua unica riserva infinita: l'odio. Tratto dal capitolo intitolato "War." «Sai cosa, Horan?» Si pieg...
