Dei passi pesanti rimbombarono sul pavimento.
«Hanno preso Broker! Laze, hanno preso Broker!»
Mayers, che forse tra tutti era quello messo meglio e in grado di poter correre, entrò infuriato e preoccupato nel palazzo.
I bambini, spaventati, cominciarono a creare confusione, correndo e urlando le stesse parole del cinese per richiamare le attenzioni degli adulti.
Laze, una donna dai capelli biondi fasciati da una bendana e un vestito piuttosto malcurato, gli andò incontro.
«Cosa? Come hanno fatto?»
Dalla sua voce traspariva preoccupazione, in fondo era stata come una figlia per lei.
«L'hanno minacciata, e lei ha scelto di subire al posto nostro.»
«Calma, calma.» Gesticolò. «Ha risparmiato la vita a quattro persone, è stata una scelta giusta.»
Cercò di autoconvincersi, ma tutto le sembrava andare per il peggio, ora.
Lei, la sua figlia.
Mayers poggiò entrambe le mani sulle spalle della donna, tenendola bloccata, come per calmarla.
Prese un respiro.
«Laze, non aveva scelta.»
Una corsa.
Le porte si spalancarono all'improvviso.
«Mia signora, Broker è stata catturata.»
L'uomo aveva il fiatone.
Lei non se ne curò.
Sorrise.
«Falla portare sulla piattaforma, verrà giustiziata.»
Aveva aspettato da così tanto questo momento, che il giorno in cui sarebbe ascesa al potere lo poteva sentire vicinissimo e quasi toccare.
Intanto Broker era seduta con le mani legate sullo schienale della sedia, Luke osservava tutta la scena affiancato dal collega biondo, mentre la ragazza veniva schernita dagli altri agenti.
«Non mordi più adesso eh!»
Ghignò uno.
«Guarda guarda, la famosa Broker!»
Parlò un altro.
Uno le sputò sul grembo, sporcandole il copri petto.
Lei invece era calma, ed ignorava tutti, tranne loro due.
Non le importava di niente, in quel momento, se non di loro, che le avevano tolto perfino la libertà.
Le avevano tolto tutto.
«Adesso basta!»
Ruggì Niall, facendo fermare tutti gli altri.
Sembravano aver paura di lui, eppure a Broker sembrava così inesperto, sicuro di sé, ma inesperto.
«La senatrice vuole giustiziarla.»
Lei continuava a guardarlo ferocemente, come se volesse ucciderlo con le sue mani, lo sfidava, lo umiliava con gli occhi, continuando a fissarlo intensamente e senza ritegno.
Lo disprezzava.
La sala, se così si poteva chiamare una minuscola e raccapricciante stanza grigia con solo la sedia dove lei era seduta, si sgomberò in pochi secondi, tra risate e prese in giro degli uomini.
«Pensaci tu.»
Niall sbuffò al ragazzo accanto, camminando poi vicino alla sedia dove era seduta la ragazza, in modo altezzoso.
Perché sì, secondo Niall, lei era un essere inferiore.
Lei cominciò a fissare Luke.
Quest'ultimo sembrava leggermente intimorito, forse lo era, ma certamente il ragazzo precedente dimostrava di essere più sicuro.
«Vieni.»
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Rebels · N.H.
AcciónFanta-action story Forse era questo che la spingeva ad andare avanti, a combattere. Ciò con cui era stata cresciuta e con cui si sarebbe sfogata, la sua unica riserva infinita: l'odio. Tratto dal capitolo intitolato "War." «Sai cosa, Horan?» Si pieg...
