Alone and Details

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«Non possiamo farci niente, Mayers!»

«Percy ce la dobbiamo riprendere!»
Grugnì il ragazzo orientale, che stava camminando avanti e indietro per la stanza come un forsennato.

Percival si coprì il volto con le mani. Le mancava. Le mancava terribilmente, ecco qual'era la verità.

Tutti quegli anni si era imposto di non amarla, eppure la loro amicizia lo faceva soffrire comunque.
Odiava soffrire, perché aveva sofferto già abbastanza.
«No, non possiamo.»

La sua voce era insicura, e gli occhi lucidi confermavano che lei era diventato un problema, per lui, ora che era lontana.

E in fondo era vero, non potevano proprio fare niente, in quel momento.
«Perché no?!»
Urlò Mayers, all'orlo dell'esasperazione.

Erano tutti sconvolti.

Mix si chiese perché, quella ragazza, li stravolgeva così tanto sia emotivamente che fisicamente. Tutti ne sentivano la mancanza.

«Ci saranno molte più pattuglie, la città sarà più sorvegliata, e sicuramente non mancheranno più armi in mano agli agenti. E poi, chi ti dice che non sia già morta?!»
Il dolore al centro del petto di Percy si irradiava fino alla punta più estrema delle dita, e traspariva anche dalla voce infastidita.

Connor, che fino a quel momento era stato muto e seduto in disparte, parlò.
«Se la sono portati via viva, se la volevano morta, perché non ucciderla direttamente nei campi?»
Alzò la testa, guardando i due.

Anche lui soffriva tantissimo, forse anche più di Percy, lei era una sorella per lui.

«Ma a cosa servirà mai?»
La voce pura di Mix irradiò la stanza con un nuovo dubbio:

Cosa se ne faceva il governo di Broker?

«Ti hanno portato via i tuoi genitori, quelli come lei. Li hanno uccisi. Ti avevo chiesto una cosa,» gli mise l'indice davanti agli occhi, «di farla soffrire in nome di tutte le persone che rispetti, in nome della tua famiglia, e tu non lo hai fatto.»
Concluse rassegnata la donna.

In fondo non le importava più di tanto, di ciò che non aveva portato a termine Lucas nell'operazione di Broker, ma voleva riportare il ragazzo al suo posto.

E ogni volta che lei gli ricordava il fatto che era orfano, lui ci cascava sempre e ritornava l'uomo gelido di prima.

Così se ne andò.
Passò per la stanza dove Broker era stata operata, non essendo questa stata ancora spostata.

Niall la sorvegliava da fuori il vetro.
Aveva una flebo attaccata al braccio, che le stava reintegrando tutte le cose di cui aveva bisogno.

Broker, che pativa le pene dell'inferno, in quel momento, sentiva lo stomaco contorcersi. Sapeva che aveva perso molto sangue.

Lucas non sembrava poi così cattivo. Era riuscita a intravedere, nei suoi occhi, un briciolo di pietà, mentre la guardava soffrire.

Era già qualcosa a suo favore.

E poi c'era il suo amico, il suo collega, di cui non sapeva nemmeno il nome, che era ancora più misterioso.
L'aveva sfidata, era stato lui a parlarle e lui a portarla dai Supremi, eppure sembrava profondamente intrigante.

Sicuramente era meno disposto a piegarsi alla volontà di questa, mentre Luke sembrava già più malleabile.

Lo stomaco si impuntò paurosamente, facendole alzare il busto dal tavolo freddo in acciaio e facendole rigurgitare tutto ciò che era contenuto in quell'organo in una bacinella che le era stata messa accanto proprio nel caso in cui non si fosse sentita bene, a quanto avevano detto i dottori.

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