Il rumore degli uccelli che cantavano sugli alberi giungeva alle orecchie di Broker per la prima volta dopo due mesi.
Due mesi di lontananza dalla sua famiglia, da tutto ciò che le era caro. Aveva con sé solo Liam e l'aridità della sua anima era tale che probabilmente toccandola si sarebbe crepata, lasciando infiltrare l'indifferenza dentro quelle fessure, arrivando al nocciolo.
Ma per fortuna, 1247 non si era più fatto vedere, non si era cacciata nei guai, ed era vero, le interrogazioni alle quali era sottoposta erano snervanti, ma Liam riusciva sempre in un modo o nell'altro a calmarla.
La neve dominava il paesaggio, e come se non bastasse lei aveva una misera tuta arancione che si stava per bucare. Era già la terza che le avrebbero dovuto cambiare prima del tempo prestabilito.
Guardava in alto, ed era immersa da una schiera di copie uguali a lei nell'abito. L'amico di Lucas, di cui non si ricordava o non sapeva affatto il nome, stava bisbigliando con qualcuno dell'esercito.
Poi si girò tra la folla: i loro sguardi si cercarono, si avvinghiarono, si strinsero, si odiarono.
«Oggi per voi,» ad ogni sua parola una nuvola compatta bianca usciva dalle sue labbra, salendo verso l'alto, fino a confondersi con il cielo del tutto bianco, «inizia l'addestramento.»
«Ci saranno quattro prove fisiche, che vi verranno spiegate con il tempo. Per una settimana ci saranno gli allenamenti costanti per la prova finale che verrà svolta alla fine, nel settimo giorno. Tutto quindi durerà all'incirca un mese.» iniziò a camminare, rivolgendo ai presenti sguardi quasi schifati.
Ma non ne era schifato: lo trovava immensamente stupido, il piano della senatrice.
«La prima prova che dovrete affrontare sarà quella di attacco: come si può intuire, vi allenerete e imparerete nuove mosse, da sfruttare in battaglia. Potenzierete tutti i vostri muscoli, combatterete gli uni contro gli altri, senza pudore, e solo i migliori vinceranno.»
Un mormorio si sollevò dai carcerati: le solite discussioni dopo i soliti annunci.
A Niall suggerirono ancora qualcosa all'orecchio, mentre lui fissava la ragazza bionda.
«Brok, non devi superare nemmeno uno.» Le disse Liam, vedendo che lei ricambiava l'odio con lo sguardo a quell'agente.
«È una questione di orgoglio.» Esordì lei, per poi sparire tra la folla.
Liam sbuffò, constatando quanto Broker fosse testarda. L'unica cosa che lo consolava era il fatto che tra due giorni sarebbe arrivato Marcus, suo figlio.
Rientrò dallo spazio esterno, dirigendosi verso la sua stanza.
Sentì dei passi dietro di sé, si fermò. Sapeva che lo avrebbero cercato, lo avevano visto troppe volte con lei ma non lo avevano mai sfiorato.
E loro sapevano che lui riusciva a muoversi meglio della ragazza lì dentro, essendoci da più tempo.
«Liam Payne, la senatrice richiede la tua presenza. Vorrebbe farti alcune domande.»
Lui chiuse gli occhi, respirando.
Sapeva che non avrebbe visto Marcus.
Lei si sdraiò sul letto. Odiava tutto, tutti. Perché era capitato tutto a lei?
Era stanca di essere forte, voleva piangere, sfogarsi. La sua maschera si stava squagliando lentamente, come un pezzo di carta in una pozzanghera, lasciando intevedere in parte chi era veramente.
I suoi genitori erano un argomento che la faceva uscire dal suo nido.
Si sedette. «Cosa gira sul mio conto?»
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Rebels · N.H.
AcciónFanta-action story Forse era questo che la spingeva ad andare avanti, a combattere. Ciò con cui era stata cresciuta e con cui si sarebbe sfogata, la sua unica riserva infinita: l'odio. Tratto dal capitolo intitolato "War." «Sai cosa, Horan?» Si pieg...
