Come aveva previsto Liam, qualche ora dopo Broker era già sola. Si chiese quando sarebbe tornato, se le aveva chiesto di tenere Marcus. Perché era così informato anche sul tempo?
Era venuta a prenderlo una guardia, dicendogli che la senatrice aveva richiesto la sua presenza, sembrava in tutto e per tutto un normale interrogatorio.
Sentiva nel profondo di sé che lui non le stava mentendo, che non le stava nascondendo niente, eppure non era così. Le diceva la cosa più superficiale: se ci sarebbe stato o meno. La cosa che le dava fastidio era che non le diceva dove fosse o cosa facesse, ma sapeva quanto lo avrebbero trattenuto.
Sì, c'era indubbiamente qualcosa che non quadrava.
Scosse la testa, raggiunse la folla ammassata in un punto. Una guardia stava parlando. «Oggi non ci saranno gli allenamenti, ordini della senatrice.» Diceva, mentre altri due colleghi urlavano ai lati più lontani della raccolta le stesse cose.
«Passerete la giornata come imposta prima del provvedimento.»
Lei non poté fare a meno di chiedersi se fosse dovuto a Liam. Marcus sarebbe arrivato a distanza d'ore, ma non aveva minimamente idea del tempo che trascorreva. Non si ricordava nemmeno da quanto tempo precisamente era lì dentro. Quattro? Cinque mesi?
Non aveva niente da fare, lì.
Vide un uomo in divisa avvicinarsi a lei. «Tu invece sarai l'eccezione.»
«Cosa?» Chiese lei, non capiva perché.
«Ordini della senatrice. Muoviti, se non vuoi finire a correre con una pallottola nella gamba.» Rise di gusto la guardia.
Broker si spazientì. Era tutto così sfocato, tutto così passeggero. Prima Lucas, poi Niall, poi Liam. Si era stufata di essere presa in giro.
Prese la mano dell'uomo, girandogli il polso fino a fargli male. Si mise dietro la figura della guardia portandosi dietro il braccio, tirò un calcio sulla schiena di questo che cadde a terra e gli alzò l'arto. Era stata tanto fulminea che perfino Lucas, che era entrato per dare un'occhiata e per riferirle che oggi avrebbe dovuto fare ciò che le veniva richiesto, si spaventò. Sapeva che fosse brava a combattere, ma non l'aveva mai vista in azione.
«Posso spezzarti le ossa del braccio in tre modi.» Gli riferì lei per spaventare l'uomo che stava soffrendo. «Posso tirare un calcio sul tuo gomito, facendoti uscire l'osso: credimi, fa male riportarlo al suo posto. Posso far arrivare le tue dita a terra, sopra la tua testa, e dato che hai la spalla girata al contrario in questo momento, dovresti soffrire. Oppure posso romperti il braccio nel modo più normale, decidi tu, o con le buone o con le cattive. Non prenderti gioco di me.»
L'uomo urlò quando lei portò il braccio verso la testa, due guardie fortunatamente per lui arrivarono in soccorso, tenendola ferma. Lei si dimenava, lui si stava alzando. Si mise in piedi, la guardò. «Lasciatela andare, deve andare fuori lei.»
Luke le si avvicinò, scortandola fuori. «Broker ascoltami,» sussurrò, «qualsiasi cosa accada, fai ciò che ti viene richiesto. Devi farlo.»
I lineamenti del suo viso si indurirono, buttò prepotentemente l'aria fuori dal naso, allungò il passo.
Lucas rimase indietro, recuperando la altre guardie. Rimase in piedi insieme agli altri mentre le veniva detto di correre. La neve era alta e sembrava stendere un velo pietoso su ciò che si praticava lì, rendeva tutto più puro, più perdonabile.
Partì piuttosto lentamente, odiava tutto ciò che c'era al mondo. Quella neve che le stava congelando i piedi, il fango che si trovava lì sotto. Liam che era stato vago, Lucas perché non lo tirava fuori, Niall, il suo popolo, che non la aiutava.
Una guardia che parlava con un collega rise, mentre lei correva la spinse, facendola cadere a terra. La neve attutì la caduta, ma la zona del ginocchio colpì il terreno ghiacciato, facendole del male. Non disse niente, rimase lì a terra per qualche secondo, guardando le sue mani diventare sempre più rosse per via del freddo, lasciando che il lato destro del suo viso, a contatto con la neve, le facesse bruciare la pelle.
Poi si alzò, puntò lo sguardo sugli occhi di Lucas, che la guardava con un'espressione indecifrabile.
«Forza, corri.» Disse uno delle due guardie, guardando l'altro e ridendo.
Lei riprese a camminare, li odiava. Le sue gambe cominciarono a riscaldarsi, in preda ad una scossa improvvisa. Cominciò a correre sul serio, non provava di nuovo un'emozione simile da troppo tempo.
«Avete sentito che Broker sta tirando fuori il suo essere?» Ghignò una guardia, parlando con altre due, mentre Niall passava di lì. Era il suo giorno libero, ma non sarebbe di certo stato solo nella stanza tutto il giorno.
«Davvero? La Prayer non mi ha detto niente.» Si avvicinò lui.
«Ehm sì, è nel cortile numero cinque del settore alfa.» Sorrise timidamente questo, in fondo aveva davanti un agente di ordine speciale, la storia di Niall aveva fatto il giro degli apprendisti.
«Grazie.» Sussurrò lui, dirigendosi lì. Lucas sarebbe stato felice di vederlo un po' più reattivo.
«Che cosa ti spinge a continuare a stare qui? Perché non hai mai chiesto che tuo figlio fosse almeno nella tua stessa cella?» Chiese Peter, calmo.
Ormai Liam aveva trovato il modo per non farlo arrabbiare, sapeva cosa rispondere.
«Per il semplice fatto che io non verrò mai spostato dal settore alfa, nel restante tempo in cui marcirò qui dentro. Mio figlio passa già una brutta vita nella sua stanza per colpa di voi figli di puttana, se venisse nella mia non resisterebbe due ore. Ecco perché.»
Peter sorrise, guardando l'uomo dagli occhi puntati sui suoi. Vedeva così tanto odio che avrebbe potuto toccarlo con le dita. Si lasciò sfuggire una risata. «Sarà una bella chiacchierata la nostra, Payne.
«Lucas, cosa succede?» Chiese, una volta arrivato lì. La senatrice Prayer sorrideva, guardando in basso. Per la mente di Niall passò il peggio.
«Ciao Niall, come stai?»
Lui guardò in basso, la neve aveva assunto una tonalità di rosa in alcuni punti, Broker aveva passato dal correre al lottare, si stava difendendo dagli stessi uomini che l'avevano schernita prima di farla cadere.
Lucas diede un veloce sguardo alla senatrice, che si era a malapena accorta dell'arrivo dell'irlandese. «È una storia un po' lunga, devi credermi se ti dico che se la caverà.»
La ragazza respirava velocemente, il suo petto si alzava ed abbassava ad un ritmo elevato, mentre guardava la guardia che le stava correndo incontro. Lei saltò, tirandosi più in su grazie al ginocchio di questo.
Mentre era in volo, Niall sorrise.
:(
Questo capitolo fa schifo, piango.
Non mi piace sul serio, non provate a farmi cambiare idea.
Hai capito therapy96 ? Non provare a farmi cambiare idea!
E okay, vado.
I miei spazi autrice sono penosi.
E non provare a farmi cambiare idea anche su questo therapy96!
STAI LEGGENDO
Rebels · N.H.
AçãoFanta-action story Forse era questo che la spingeva ad andare avanti, a combattere. Ciò con cui era stata cresciuta e con cui si sarebbe sfogata, la sua unica riserva infinita: l'odio. Tratto dal capitolo intitolato "War." «Sai cosa, Horan?» Si pieg...
