Verdetto.

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"Harry" feci in un sussurro appena udibile da me stessa, per fortuna visto che Samuel era a pochi passi da me. Nonostante questo peró non riuscivo a staccare gli occhi da quelli di Harry, di un verde così intenso in un espressione davvero preoccupata.
Era preoccupato per me?!
Dio, mi ero davvero messa a piagnucolare il suo nome?! Cosa ne avevo fatto della me stronza e aggressiva?! Dovevo tornare in me!
Riprenditi Bane, ma cosa stai facendo. Ripetevo a me stessa senza però staccare gli occhi dai suoi. Mentre io discordavo amabilemnte con me stessa lui si stava facendo largo tra la folla spingendo la gente che non lo faceva passare.
Capii cosa stava succedendo solo quando il mio sedere iniziò a non toccare più terra. Mi stava prendendo in braccio?! Perché mi stava prendendo in braccio?!
"Lasciami" strillai guardando verso il basso.
"Non credo proprio" disse lui steingendo ancora di piú la presa.
"So benissimo scendere da sola" dissi battendogli i pugni contro il petto ignorando le fitte persistenti al polso.
"Si lo vedo" disse indicando con il mento Samuel che era ancora per terra e ci guardava intontito.
"Sono caduta ok capita vogliamo farne un dramma?! Mettimi giù che voglio continuare a scendere da sola!" Dissi irritata. Ero brava e odiavo che qualcuno insinuasse il contrario.
"Hai il polso slogato, se non rotto e tu pretendi che io ti lasci scendere da sola?! Ma non credo proprio!" Urló di rimando.
"E devi essere proprio tu ad aiutarmi? Guarda quanta gente! " urlai.
"Dio se sei testarda! Sto cercando di darti una mano!" Disse esasperato.
"E io non te l'ho chiesta" ribadii fiera di me.
"Ragazzi aiutate Samuel a scendere ed evitate che uccida qualcun'altro" disse senza guardarmi e sfrecciando verso valle come un treno.
Il vento mi scompigliava i capelli e mi faceva lacrimare gli occhi.
"Stai bene?" Chiese ridacchiando guardando la mia esperessione sconvolta.
"Starei meglio con la tavola sulla neve, mettimi giù so fare da sola!" dissi scocciata incrociando le braccia al petto mascherando il più possibile la fitta che mi era presa al polso.
"Un semplice grazie Harry, senza di te non so come avrei fatto, ti ripagheró in ogni modo che vuoi sarebbe andato bene o stesso" disse maliziosamente guardandomi le labbra.
"Ti piacerebbe" dissi guardando dritto davanti a me per nascondere il rossore alle guance.
Eravamo quasi arrivati, vedevo il bar, il noleggio sci, la scuola sci e l'infermieria.
Scivolò leggero ed elegante fino a davanti l'infermieria ma ancora non si decideva a rimettermi con i piedi per terra. Dio che fastidio.
"Ti decidi a lasciarmi" dissi irritata.
"Ok" fece lui senza problemi e per quanto volessi scendere mi pentii subito delle mie parole.
Aprì le bracia e in un secondo mi ritrovai sommersa in un cumulo di neve. Dovevo decisamente ucciderlo ma in un modo molto doloroso, qualcuno avrebbe dovuto toglierlo dalle mie grinfie se gli voleva davvero bene.
"Ti sei scavato la fossa" dissi nera di rabbia cercando di tirarmi su con una mano sola ma inutilmente visto che la neve era troppo morbita e ogni volta che poggiavo la mano quella sprofondava. Lui se ne fregava, rideva liberamente come un deficiente. Aveva una bella risata peró ma non era questo il momento di pensarci.
" vuoi darmi una mano o prefersci startene li a ridere fino a sta sera?" Dissi irritata.
Lui si slacciò la tavola e allungò le mani per poi riprendermi in braccio.
"Dovevi solo tirarmi su! Posso benissimo camminare da sola" dissi muovendo le gambe per liberarmi da quella presa.
"Lo so ma io voglio tenerti vicino" sussurró al mio orecchio facendomi irrigidire.
'Rimani concentrata Bane' mi dissi.
"Io voglio che tu mi lasci andare invece" dissi con voce tremante.
"Non credo che il tuo cuore voglia la stessa cosa" disse sorridendomi con malizia facendo apparire quelle adorabili fossette.
"Te l'ho gia detto che devi seguire il tuo cuore" disse sempre piú vicino al mio viso. I suoi occhi bruciavano dentro i miei, vi leggevo dentro scherno, malizia e cos'altro? Desiderio? Non l'avrei mai capito questo ragazzo ma nonostante questo non riuscivo a muovermi e il mio cuore aveva iniziato a battere troppo forte per lasciarmi sentire anche un minimo suono che proveniva dal mio cervello. Chiusi gli occhi d'istinto, era davvero così vicino alle mie labbra che quasi si sfioravano.
"So cosa stai facendo" sussurró cosí vicino a me che non colsi subito le sue parole e schiusi le labbra di conseguenza spirando leggermente.
"Vuoi fare la stronza per allontanarmi piccolo Pulcino" sussurró ancora sfiorando il suo naso con il mio. Stavo per svenire ne ero sicura, ansimai debolmente.
"Ma questo non funziona con me" pausa. Oddio perché mi torturava così!?
"Sei così carina quando ti arrabbi, così dolcemente irritante che vorrei chiuderti quella dannata boccaccia e sbatterti addosso al primo muro che incontro." Disse tra i denti così vicino alla mia bocca che riuscivo a sentire il suo alito caldo che mi accarezzava il viso. Sapeva di menta. Il mio cuore mancó un battito, ansimai leggermente piú forte e sgranai gli occhi che fino ad un attimo fa tenevo chiusi.
I suoi occhi erano fissi nei miei carichi di malizia e io avrei voluto scappare o fiondami su di lui ma non mi mossi di un millimetro, non riuscivo a muovermi e non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi, il mondo era completamente sparito.
Non c'erano piú le montagne, la gente, le seggiovie o le strutture, eravamo solo io e lui, i nostri occhi che bruciavano incontrandosi e i nostri corpi a contatto.

"Ehm" tossi qualcuno alle nostre spalle portandoci via da quel momento a dir poco strano e imbarazzante. Louis e Eleonor erano dietro di noi e Harry si affrettó a rimettermi giù così io andai spedita dalla mia migliore amica.
"Chris cosa hai fatto al polso?" Chiese lanciandomi uno sguardo da 'io e te dobbiamo parlare'.
"Sono caduto probabilemente si é slogato, non e niente" dissi sentendo una leggera fitta dove mi stava toccando.
"Non sei un medico quindi andrai in infermeria e ti farai visitare" disse Harry autoritario. Quanto lo odiavo quando insisteva a prendere decisioni per me.
"Non sta a te decidere cosa devo fare! Se vado a farmi visitare é perchè lo voglio io e non perché me lo hai detto tu!" Dissi nervosa.
"Ok miss Acidità" disse alzando le mani e voltarsi per andare ad infilarsi nell'infermeria. Gli andai dietro solo perché dovevo entrare nello stesso posto e mi indirizzai verso l'infermiera seduta dietro un bancone ignorando completamente Harry che si era seduto su una delle poltroncine li vicino.
"Desidera qualcosa" mi chiese cordialmente la ragazza. Era molto carina, bionda, alta e con un sorriso davvero gentile.
"Ehmm si" dissi leggermente in imbarazzo.
"La ragazza qui presente é caduta e si é fatta male al polso, non sa sciare e dopo la prima discesa gia si credeva chissà chi ma ovviamente non lo é." Harry si era piazzato accanto a me e si era inventato una storia a dir poco ridicola! Lo fulminai con lo sguardo ma lui non guardava me ma la signorina che nonostante prima mi stesse molto simpatica ora iniziavo ad odiare.
"Oh mi segua" disse lei arrossendo visibilmente sotto lo sguardo di Harry
"Questa me la paghi" gli sussurrai entrando in una saletta piccola con un lettino ma con mia grande sorpresa lui entrò con me.
"Cosa ti senti?" Chiese la bionda che adesso sembrava troppo sicura di se.
"Mi fa male il polso" borbottai irritata.
"Quale?" Chiese ancora.
Dio quale poteva essere se mi tenevo il sinistro sarà mica quello no?! Mi morsi la lingua per non parlare e le allungai il braccio dolorante.
Mi tastò il braccio un paio di volte per poi costatare che era solo una slogatura e non era niente di grave, dovevo solo tenerlo fasciato per una settimana e sarebbe passato tutto. Harry non aveva mai smesso di fissami indagatorio dall'alto senza perdersi una sola mossa o parola.

Uscimmo da li dentro e vidi tutti fuori che attendevano ansiosi, tranne l'oca bionda di Lavanda che si guardava intorno annoiata.
"Scusami scusami scusami scusami" esclamó Samuel abbracciandomi stretta.
"Tranquillo, non e successo niente." dissi rispondendo all'abbraccio per tranquillizzarlo.
"Ok, non è successo niente allora andiamo?" Starnazzó quella sottospecie di donna mettendosi le mani sui fianchi.
Tutti la guardarono male ma a me la sua presenza infastidiva troppo per poter stare zitta.
"Senti sottospecie di oca con la parrucca, nessuno ti ha chiesto di venire quindi se te ne vuoi andare liberissima di farlo, anzi, se puoi farci questo grandissimo favore così non dovremmo più sentire la tua voce starnazzante" dissi incenerendola con lo sguardo.
"E per la cronaca" dissi facendo una pausa.
" Quando vai sulla tavola il culo lo devi tenere più in basso, sei un oca, non una pecora."
Sorrisi soddisfatta di me stessa guardando l'indignazione comparire nei suoi occhi. Scrutai gli altri che la guardavano ridacchiando sotto i baffi e poi guardai Harry. Non la smetteva di guardarmi con quegli occhi penetranti e il sorriso malizioso che mi fecero ricordare le parole di qualche tempo prima.
'Sei così carina quando ti arrabbi, così dolcemente irritante che vorrei chiuderti quella dannata boccaccia e sbatterti addosso al primo muro che incontro.' A quel ricordo le ginocchia iniziarono a tremare la il ritorno della bionda mi fece distrarre per fortuna.
"Stai attenta a come parli" disse puntandomi contro il dito. Sperava di farmi paura la bimba, che tenerezza.
"Harry andiamocene" strilló continuando a guardarmi negli occhi.
...

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