Erano le otto quando tornai alla stanza accompagnata da Samuel tra risate e battute. La serata stava andando per il meglio fin quando non lo vidi. Era seduto per terra sconsolato prima di voltarsi verso di me, gli occhi gli si illuminarono per poi scurirsi terribilmente all vista di Samuel.
Si prospettavano fuochi e fiamme per il termine della serata
"Sam, é meglio se ora vai." Cercai di liquidarlo più gentilmente possibile, non volevo una scenata facendo si che quelle oche delle ragazze che abitavano in quel piano si facessero gli affari miei.
Mi avrebbe fatto una scenata ero aicura ma questa volta più delle altre non ne aveva il diritto...
"Va bene, chiamami quando vuoi... o lo farò io." Ammiccò dirigendosi verso le scale per poi sparire. Sorrisi verso di Samuel ma la mia espressione mutò radicalmente quando mi voltai verso il riccio in piedi davanti alla mia porta.
"Ti rivedi con quello?" Strillò Harry fumante di rabbia.
Lo ignorai e aprii la porta della stanza, Eleonor era a dormire da Louis e quindi io ero sola, presi Harry per la giacca e lo scaraventai dentro, urlava già troppo per i miei gusti.
"Rispondi cazzo! ti stai rivedendo con quello?" Urlò ancora più forte facendomi salire il nervoso, ora chi si credeva di essere.
"Siamo solo amici Harry che cazzo vuoi?" Urlai sovrastando la sua voce.
"Solo amici? Quello ti vuole potrare a letto e tu mi dici solo amici?" Urlò passeggiando freneticamente per la stanza.
"Si solo amici." Ribatto scocciata, ora era diventato mio padre ovviamente.
"E poi che cazzo fai è tutto il giorno che provo a chiamarti e tu sei sparita, sono venuto qui per sapere se stavi bene e non c era nessuno e poi ti vedo ritornare con quello!" Urlò con disprezzo.
"Ah ora ti preoccupi per me?! Sono sparita per due giorni e non mi hai neanche inviato un messaggio, ovviamente eri troppo occupato con le tue facili Amiche" Ribbattei ironica.
"Ma di cosa parli?" Rispose lui
"Non voglio piú vederti." Sussurrai esasperata, negava l evidenza e io non volwvo più vederlo, ero stufa delle sue bugie, dei suoi cambiamenti, ero stufa di tutto.
"Cosa?" Chiese spalancando gli occhi.
"Hai capito bene Harry non voglio piu vederti esci da questa stanza, dalla mia vita! Devi andare via!" Urlai in un sfogo che non credevo neanche di essere in grado di fare.
" E tutto quello che é successo ieri tra noi non conta nulla per te?!" Balbettò.
"Dai Harry non prendermi in giro, sono una delle tante, una di tutte quelle che ti sei portato a letto, sono stata via due giorni e tu chissà quante te ne sei scopato." Risi amaramente.
"Ma che stai dicendo!" Disse lui come se non sapesse di che stavo parlando.
"Da Harry, non prendiamoci in giro, le ragazze non vedono l ora di raccontare che sono venute a letto con te, pensavi davvero che non lo sarei venuta a sapere?!" Risi triste.
"Ma di cosa parli?!" Strillò lui.
"Esci Harry, non voglio più vederti." Dissi calma.
"Ma, ti prego..." Si avvicinò a me.
"Esci!" Urlai.
Lui si ritiró sconsolato e uscì dalla porta. Nei suoi occhi leggevo la tristezza ma non mi importava, avevo sofferto troppo per lui, non avrei sofferto ancora, poteva avere tutte le ragazze che voleva, la vita non gli sarebbe cambiata di tanto.
Mi sedetti sul letto consapevole di averlo abbandonato per sempre, consapevole del fatto che nulla sarebbe stato uguale d ora in poi, molte cose mi avrebbero ricordato lui, dovevo solo cancellare quei ricordi, non doveva essere così difficile.
Mi sdraiai sul letto e chiusi gli occhi, in un istante tutto mi ripassò davanti agli occhi. Sarebbe stato davvero difficile
I suoi brillanti occhi verdi che stavano per farmi fare un incidente. Le sue braccia forti che mi sorreggevano per non farmi cadere lunga distesa per terra. Lui nel bagno con quella ragazza. Lui che ci prova con me. Lui solo in mutante che scende la scalinata. Il falò. La canzone. La notte. La scoperta che Samuel era suo fratello. Tutti i baci, le carezze. Tutte le volte che ho pianto per lui, per il casino che mi creava in testa. Tutto quel tempo sprecato ad ascoltare e a credere a tutte quelle bugie. La neve. La sua voce che si armonizzava alla mia. I nostri respiri condivisi. Gli avevo donato tutta me stessa e lui mi aveva strappato il cuore per poi frantumarlo tra le dita senza un briciolo di pietá o di dignitá.
Senza che neanche me ne accorgessi avevo iniziato a piangere e delle piccole lacrime solcavano le mie guance, ogniuna di esse era come un pezzo di me che se ne andava via, avrei voluto smettere, dire che era tutto sbagliato, che non dovevo piangere, che dovevo continuare ad essere me stessa, che dovevo andare avanti ma ad ogni parola mi ricordavo che lui non era con me e mi arrabbiavo e piangevo e avrei voluto spaccare tutto ma non riuscivo a muovermi.
Mi ci vollero quattro giorni e infinite scazzate di Eleonor su come ero cretina per il fatto che era lui che si doveva sentire una merda e non io per riprendermi.
Harry mi chiamava in continuazione e mi mandava messaggi che io cancellavo senza neanche leggerli, dopo due giorni bloccai il suo numero, tutto questo mi faceva troppo male.
Uscivo poco dalla mia stanza solo per andare ai corsi o quando Eleonor o Samule mi costringevano. L amicizia con lui stava andando bene, non mi aveva mai messa in imbarazzo con il fatto che stavamo insieme e non ci aveva provato con me quindi tutto filava liscio. Andavamo a prendere un caffé o al bowling o a fare semplici passeggiate nell aria gelida dell inverno.
Harry spesso mi raggiungeva dopo i corsi per cercare di parlarmi ma io lo ignoravo e cambiavo strada, la fertita era ancora troppo fresca per rinuginarci sopra e io non volevo girate il coltello nella piaga per autolesionarmi. Cercavo di mimetizzarmi tra la folle e nei corsi in comune sedevo sempre davanti ed ero la prima ad uscire a passo svelto.
Non so se avrei potuto fare diversamente ma questo era secondo me il metodo più semplice ed indolore per dimenticarlo. Perchè io volevo fare proprio quello. Dimenticarmi di lui e dell enorme fardello che si portava dietro.
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Insegnami Ad Amare
Fanfiction"Christine Bane" dissi tendendogli la mano. "Harry Syles" disse stringendola e con uno strattone mi avvicinó a lui. "Gemella? Per me rimarrai sempre Pulcino" mi sussurró all'orecchio per poi andarsene elegantemente tra la folla. "Tesoro sei fottuta"...
