troppo vicina

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Mi tenne tra le sue braccia stringendomi al petto come se non volesse farmi andare via mai più . Chiusi gli occhi beandomi del suo profumo e ripensando a ciò che avevamo appena fatto. Era stato tutto perfetto e lui era stato dolcissimo, si preoccupava di continuo se stessi bene continuando a baciarmi ed accarezzarmi costantemente senza mai staccare gli occhi dai miei. Avevamo tolto il lenzuolo sporco di sangue per poi riaccoccolarci nel letto. Avevo bisogno di lui, mi dava forza e sicurezza e non sarei riuscita ad andare avanti se lui non fosse stato al mio fianco.

Rimasi per un po a fissare il suo volto così bello, dolce, sexy e allo stesso tempo segnato da cicatrici che nessuno era in grado di vedere, i ricci gli ricadevano morbidi sulla fronte e i suoi occhi brillavano pensierosi mentre scrutava ogni mio movimento.

"Vuoi andare a fare colazione?" Mi chiese dolcemente strofinando il naso sul mio collo.

"No grazie, non ho fame. Penso che andrò in stanza, dovrei studiare un po." Sorrisi divertita dal suo buon umore.

"Devi andare per forza?" Chiese baciandomi il collo ora seducente.

"Si, sono rimasta indietro con lo studio." Affermo tristemente.

Era vero, in tutto questo tempo studiare era stato l ultimo dei miei problemi, ma io dovevo passare degli esami per diventare fisioterapista.

"Mmm" borbottò steingendomi a se.

"Vuoi che ti accompagni?" Chiese dolcemente.

"No grazie, ho la macchina fuori." Affermai baciandogli la guancia.

"Dai ti accompagno almeno alla porta, prendi qualcosa di mio per vestirti." Disse sorridente alzandosi dal letto e infilandosi nel bagno.

Frugai nei suo armadio tirando fuori un paio di boxer, un pantalone della tuta grugio e una maglietta rossa. Mi guardai allo specchio ed ero inguardabile, niente di nuovo.

Harry uscii dal bagno completamente vestito con jeans e maglietta davvero sexy.

"Sei davvero sexy con i miei vestiti." Sussurró al mio orecchio spingendosi contro di me. Arrossii violentemente sorridendo imbarazzata facendolo ridere di gusto.

"Forza andiamo." Disse dandomi una sonora pacca sul sedere.

Arrivati davanti alla porta d ingresso mi poggiò due dita sotto il mento spingendolo verso l alto in modo che lo guardassi negli occhi e premette dolcemente le labbra sulle mie in un casto bacio.

Non c'era nessuno in casa, o almeno non c era nessuno di sveglio così non ci dovemmo preoccupare di sguardi indiscreti.

"Ci vediamo Pulcino." Sussurrò scostandomi leggermente lasciandomi senza fiato.

Entrai in macchina ancora sconvolta da quello che era successo. Dal suo cambiamento, dal suo umore mutevole. Cos eravamo adesso, stavamo insieme, eravamo solo amici, ci stavamo frequentando, quello che era stato non contava niente. Domande su domande mi riempirono la testa, non avevo una sola risposta e avevo paura di ciò che poteva essere.

In poco tempo Harry era diventato così tanto per me e anche se il più delle volte lo passavamo litigando, urlandoci contro o facendoci ingelosire lui significava davvero tanto per me ed era frustrante non riuscire a capire ciò che in realtà lui provava.

In un lampo arrivai al dormitorio dove parcheggiai la macchina e mi incamminai verso la mia stanza.

Stavo camminando lungo il corridoio ancora sovrappensiero quando due figure uscirono da una delle stanze.

Una era bionda e l atra mora, ma entrambe tutte tette e culo e niente cervello.

"Guarda Jasmine, e tornata la sua puttanella del giorno." Sputò la bionda con disprerezzo. Quella voce da galline strozzata non mi era nuova, ma solo quando le sue figure si avvicinarono a me mi accorsi che quella che aveva parlato era Lavanda.

"Cosa vuoi Lavanda?!" Ringhiai irritata da quell'affermazione. Puttanella?! Ma si era vista?

" Non ti alterare Pulcino, qua lo siamo tutte." Rise di gusto rimarcando quel soprannome con cui mi chiamava solo Harry del quale però ancora non avevo capito il senso. Spalancai gli occhi sentendogli dire quelle parole.

"Puoi bussare a tutte le porte che vuoi ma se trovi una bella ragazza, sta sicuro che lui ci si e fatto almeno un giro." Disse sorridendo trionfante scambiandosi sguardi d'intesa con la mora al suo fianco.

"Infatti non capisco come mai abbia scelto te." Chiese ironicamente sgrattandosi il mento come se stesse pensando, cosa che ovviamente non poteva fare visto che non aveva un cervello.

"Visto che sei entrata nel club ora ti puoi confidare con noi." Proseguì vedendomi ancora stupita con gli occhi spalancati.

"Come è stato?" Ringhiò Lavanda verso di me.

"Ovviamente magnifico, Harry ci sa fare con le mani... e con la lungua... e con... altro..." Rise la mora provocando anche la risata dell altra.

"Ieri mi ha fatto godere così tanto." Gemette l Oca Bionda con sguardo sognante facendomi irrigidire.

Ieri? Io cercavo di tornare da lui e invece lui cosa faceva? Stava scopando con quest oca?!

" I-Ieri?" Balbettai sorpresa.

"Si, ieri, sorpresa? Tranquilla è stato prima che tu venissi alla festa." Disse lei con finta aria preoccupata facendo ridere l'amica.

"Oh ha chiamato anche me, due giorni fa." Affermo Jasmine, la mora.

"D-due giorni fa?" Balbettai ancora.

Era successo tutto quando io non c'ero, quando io mi giravo e rigiravo nel letto non riuscendo a dormire pensando a lui, sperando in un messaggio o una telefonata, mentre in realtà era troppo impegnato per poter solo pensare a me.

"Si, Pulcino, che fai non ci credi?" Mi derise Jasmine.

"Se vuoi ho delle foto, a Harry piace quando le scatto, a volte le scatta anche lui, ci si diverte." Ghignó prendendo il cellulare. Ma io non volevo vedere, non volevo sapere altro, mi bastava quello che avevano detto.

Volevo sprofondare, morire, avevo donato tutta me stessa ad una persona del genere, una persona della quale non mi sarei mai potuta fidare, bastava una secondo di distrazione che lui era gra tra le gambe di una altra, o di due addirittuta.

Le superai senza neanche guardarle sentendole ridere, ridevano di me.

"La piccolona pensava di essere speciale." Piagniucolò Lavanda ma io non l ascoltai, me ne entrai in camera ancora sconvolta da ciò che era successo.

Mi sedetti sul letto fissando il vuoto.

Nel cervello continuavano a turbinare le parole di quelle due oche starnazzanti. Era tutto vero, ed io ero solo una stupida che c era cascata, non ero speciale per lui, non ero nessuno, solo una delle tante, troppe. Tutte le sue storie, solo stronzate, solo grandissime stronzate.

Ma la stronzata più grande l'avevo fatta io e non avrei potuto rimediare, nessuno avrebbe potuto rimediare, se solo avessi avuto una macchina del tempo e avessi saputo.

Non riuscivo neanche più a piangere, avevo versato troppe lacrime per lui, un ragazzo che neanche mi rispettava, un ragazzo che mi era entrato sotto la pelle, ma ora come ora mi sarei squoiata pur di farlo allontanare da me.

Non potevo più vederlo, non volevo, non mi meritavo tutte questa sofferenza, non ero mai stata una ragazza eccezionale, ma non mi meritavo di certo un trattamento del genere.

Volevo la mia migliore amica, lei avrebbe saputo cosa fare, lei mi avrebbe consolato o lo avrebbe direttamente ucciso.

-Torna presto per favore, mi manchi... Chris...

Invio.

....


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