Capitolo quindici

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Brooklyn's point of view

È una domenica perfetta per andare in spiaggia, mi ripeto mentre attraverso il cortile, nulla potrebbe andare storto. Intanto canticchio la canzone che stavo ascoltando prima in macchina, il tormentone del momento; in realtà ho una particolare avversione per essa, ma è così orecchiabile.

Castiel sta bardando Shining Tears.

- Ehi, dolcezza - lo saluto, coinvolgendolo in un languido bacio.

- C-ciao, Brook... - replica, avvampando lievemente e studiandomi per un rapido istante.

Non c'è nessuna competizione in questo periodo, perciò nel weekend non dobbiamo allenarci e oggi ho invitato Castiel a venire in spiaggia con me. A cavallo, ovviamente.

- Ti raggiungo subito - asserisco, andando a dare il buongiorno anche a Wamblee. Lui mi annusa i vestiti e tenta di mangiucchiarmi il bordo della maglietta mentre lo sello.

Castiel e Shining Tears ci aspettano in cortile.

- Hai preso tutto? - mi chiede lui. Non vedo l'ora di vederlo in costume... e poi ho visto tutto, o quasi: ci siamo visti in abiti da equitazione, in abiti normali, in pigiama nel cuore della notte...

- Sì - rispondo, montando in sella.

- Okay.

Ci avviamo verso la spiaggia, fianco a fianco.

- Hai dormito bene? - domando, cercando Castiel con lo sguardo. I suoi occhi sono puntati sul collo di Shine.

- Sì.

- Anch'io. Ho sognato che giocavamo ad Alicia... e vincevo.

Scoppia a ridere.

- Te lo puoi solo sognare, Brook! - esclama in tono canzonatorio. Sbuffo, fintamente offeso. Fintamente, perché amo la sua risata e non mi dispiace essere l'oggetto delle sue prese in giro, e perché è solo un gioco: se riesco ad accettare di poter perdere nella realtà, figuriamoci in un gioco.

- Tu sei il mio sogno - dico dolcemente, facendolo avvampare. Ed è vero, ho sempre sognato qualcuno come Castiel, qualcuno che ami i cavalli quanto me...

- C-comunque - esordisce, cambiando discorso - io non so nuotare. E non so se a Shine piaccia l'acqua...

- Allora oggi scopriremo se gradisce o no - replico, sorridendo. Ho l'impressione che stia cercando di darmi ad intendere che non entrerà in acqua e io non voglio obbligarlo, ma neanche arrendermi così facilmente. - Per quanto riguarda il nuotare... avevo intenzione di restare nell'acqua bassa.

Finalmente arriviamo in spiaggia; c'è poca gente in questa zona. Wamblee scalpita per entrare in acqua, lui ama il mare. Gli permetto di avvicinarsi e poi immergere le zampe. Shining Tears lo segue senza alcun tentennamento.

- Ad entrare non ha alcun problema! - osservo.

Ci fermiamo e conduciamo i cavalli fuori dall'acqua, scegliendo un posto dove sistemarci.

- Direi che possiamo toglier loro almeno la sella - commento, dopo aver steso l'asciugamano sulla sabbia. Castiel mi imita.

La brezza mi scompiglia i ricci, ora che sono senza cap, e mi gonfia la maglietta. Meno male che c'è un po' d'aria, il sole è davvero forte.

Mi sfilo la maglietta e i pantaloni, rimanendo in costume. Il mio ragazzo mi guarda e poi deglutisce, lo so perché noto il suo pomo d'Adamo fare su e giù.

- Non ti spogli? - chiedo, ghignando. Distoglie lo sguardo.

- Stavo per farlo... - ribatte, rimuovendo lentamente la t-shirt e i pantaloni. Ammiro il suo corpo magro, la sua pelle più chiara della mia. Ad un'osservazione più attenta si può notare un accenno di muscoli lungo le braccia e gli addominali, nonostante il suo petto sia pressoché piatto.

Il silenzio del ventoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora