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Ci eravamo addormentati ammucchiati sul letto di Nick dopo una serata di casini e cibo che al solo pensiero mi tornava la nausea.
Ero sveglia da un po e la colazione era già pronta, ma svegliarli alle sette era disumano, cosi bevetti solo del tè e mi sedetti in salotto avvolta nella coperta rubata dall'armadio di Nick.
La televisione era spenta, ma io ci vedevo riflessa l'immagine di Alex ieri a casa mia, il suo sorriso, l'essermi svegliata fra le sue braccia come ai vecchi tempi, aver potuto toccarlo ancora una volta, i capelli, gli occhi stupendi, le labbra...
Ricordo bene quando iniziai ad avere paura di quella fine, quel maledetto giorno in cui mi presentò quel Max con sorriso da sfinge e una faccia tosta da schiaffi, ricordo lo sguardo di mio padre quando mi disse di stare calma mentre Max continuava a palpare Alex per farmi ingelosire.
Ricordo la nostra prima litigata a causa di ciò, Max era seduto dietro Alex e se la rideva mentre lui mi dava della paranoica e che era ovvio che prima o poi sarebbe successo, tutti e due ci saremo fidanzati e che l'importante era ricordarci sempre l'uno dell'altro, in qualsiasi momento e cosa importante non rovinare la nostra amicizia. Non ci credetti per niente, perché quando una cosa la sentivo, era perché era inevitabile, soprattutto quando di mezzo c'erano persone come quel disgraziato di Max.
Però con Nick sarebbe stato diverso, ne ero certa, sarebbe andato d'accordo con Alex fin troppo facilmente, non lo avrei mai tradito, era questione di controllo e saper respingere chiunque e se mi reputavo oramai grande, allora sarebbe stato solo un piccolo salto in più da fare.
Ero pronta, lo sapevo e con o senza il consenso di Alex, avevo trovato la persona che mi rendeva felice, lui un po di più, ma non mi importava, perché era un amico e non il mio di fidanzato.
Non so come, ma mi ritrovai il cellulare all'orecchio con la chiamata inoltrata ad Alex, pensai non rispondesse, ma solo due squilli e sentii la sua voce che mi fece scordare tutto quello che mi ero detta poco prima.
«pronto?» ripeté e mi ripresi.
«lascia Max e dimmi del casino in cui ti sei messo» dissi senza rendermene conto, non avevo chiamato per quello, non stavo pensando a quello.
«oh cazzo!...cosa intendi?».
«sai bene di cosa parlo, testa di cazzo».
«cosa? Chi te l'ha detto?!» lo sentii sussultare e pensai se stare al gioco scoprendo finalmente tutto o terminare la chiamata.
«nessuno, ci sono arrivata da sola. Pensavi di nasconderlo per sempre?» improvvisamente ero energica e più che sveglia con il cuore che pulsava mille. Finalmente avrei scoperto la verità. Bastava cosi poco?.
«ti giuro che la cosa ci è sfuggita di mano, tuo padre mi aveva avvertito, ma io non ho voluto ascoltarlo. Doveva finire tutto tempo fa, ma Max mi ha suggerito di continuare e che prima o poi ti saresti arresa all'evidenza quanto me» aveva messo il viva voce e sentivo un brusio continuo e porte che battevano di continuo, feci per parlare ormai oltre lo shock e la rabbia, però lui mi precedette.
«ti prego, non arrabbiarti, l'ho fatto a fin di bene e se ti ho dato impressioni sbagliate, non erano volute, sappilo, cosi come tutti i litigi che hanno provocato.
Sono stato uno stupido e invece di fare ste cazzate fingendomi chi non sono realmente solo per farti ingelosire, avrei semplicemente dovuto dirti che ti amo» aveva iniziato a correre e il fiatone gli impediva di parlare.
«mio padre?» ero rimasta lì, sconvolta. Il cellulare mi scivolò dalla mano e rimasi immobile provando ad assimilare il tutto. Non aspettavo una storia simile, che si fingesse gay, si, ma il casino dietro? Che cazzo gli passava per la testa?.
Rimasi lì per non so quanto finché un cretino non prese a suonare il campanello rischiando di svegliare Nick.
Corsi pronta ad insultare chiunque fosse, aprii rimanendo accecata dalla luce del sole, il tempo di chiudere gli occhi e riaprirli che ero fra le braccia di Alex e le sue labbra erano sulle mie, cercò di baciarmi, ma io lo respinsi così come lo colpii sulla mano per fargli mollare la presa su di me.
«Lily?» ci voltammo tutti e due verso un Nick splendidamente nudo dalla vita in su che si stropicciava gli occhi ancora assonnato.
«che..che succede?» guardò prima me e poi Alex che teneva ancora la mano su di me.
«dovrei parlare con Lily, permetti?» disse Alex tirandomi fuori e chiudendo la porta.
«Alex! Mollami subito! Non dovresti essere qui e non ho voglia di parlare o vederti per un bel po. Tu hai dei cazzi di problemi da risolvere e poi ne riparleremo, ma fino ad allora lasciami perdere e vedi di ficcartelo bene in testa. Hai già combinato abbastanza» tirai la mia mano liberandola dalla sua e lo abbandonai sul marciapiede rientrando in casa.
Nick era ancora fermo allo stesso punto, il petto scolpito che si alzava e abbassava a ritmo. Mi fermai a guardarlo anch'io.
«ti voglio da impazzire» sbuffai per poi correre verso di lui saltandogli in braccio, lui mi tenne bene le gambe intorno alla sua vita e gli alzai il viso verso di me baciandolo con foga, gli morsi la lingua e poi il labbro inferiore scendendo al mento fino lungo il collo dove affondai il viso nell'incavo lasciando una scia di baci che lo fece gemere per avere di più, allora non resistetti e lo morsi intenta a lasciargli un segno il più evidente possibile, tornai alla sua bocca e spinsi prepotentemente la lingua contro la sua coinvolgendolo in una bacio violento pieno di un desiderio che non avevo mai provato verso di lui.
Camminò all'indietro una volta capito che non mi sarei più staccata da lui, cosi con le mie labbra ancora su di lui, riuscì ad arrivare al divano dove si sedette con me in grembo e lo accarezzai sul petto stringendo fra le dita i capezzoli e feci per scendere giù fino a dove spuntava l'elastico dei boxer, ma mi fermò tenendomi la testa leggermente lontana per non essere baciato.
«piccola, no» disse sfiorando le labbra gonfie sorridendo.
«no?» chiesi con gli occhi lucidi per quante emozioni stavo accumulando a poco a poco.
«non voglio che Lily si alzi spaventata e non voglio che ci becchi mentre mi cerca. Vieni» si rialzò con me nuovamente in braccio e salì piano le scale saltando la sua camera, quella di Lily e dei genitori, prese il corridoio a cui non ero mai arrivata ed entrò in un'altra stanza chiudendo la porta a chiave.
Non perse tempo nemmeno a secondi e mi sovrastò riprendendo il bacio, mi liberò dei vestiti velocemente e si spogliò anche lui accarezzandomi dal ventre fino ad arrivare ai miei seni dove strinse i miei capezzoli mandandomi brividi in tutto il corpo, gemetti attirandolo a me e lo baciai con l'assoluto bisogno di sentirlo mio e di nessun altro, infilai le dita fra i suoi capelli e in realtà toccavo quelli di Alex, il profumo che sentivo non era più di Nick, non ero più con Nick, ma con Alex, quel egoista bastardo, quel bastardo bugiardo che non aveva fatto altro che complicarmi la vita per mesi a causa di un capriccio del cazzo in cui aveva coinvolto addirittura mio padre, quel bastardo traditore che si faceva Max sotto i miei occhi fingendo di amare la cosa quando invece ne era disgustato, quel bastardo a causa del quale mi ero ritrovata a scopare nel bagno di Max solo per farlo ingelosire, quello che mi aveva fatta disperare e sentire male a causa delle nostre continue liti e quel bastardo che mi piaceva maledettamente e che non mi sarei mai tolta dalla testa.
Mi sorpresi da sola scoppiando a piangere mentre Nick era sospeso sopra di me in panico per il terrore di avermi fatta male, continuava a chiedermi cosa avessi, ma ero avvolta dai singhiozzi e le lacrime cadevano copiosamente bagnandomi le orecchie, mi coprii gli occhi per la vergogna e continuai a piangere chiedendogli scusa ripetutamente.



Sembra buttata lì a caso come capitolo, ma in realtà l'ho riletta e riletta.
Spero si capiscano le emozioni e i fatti😟

Ps: vi ricordo per il gruppo Whatsapp..scrivetemi in privato se volete essere aggiunti

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