23 - Alex

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L'avevo scampata per quella volta, ma l'arrivo di Luck che poi mi disse che erano solamente due dei rappresentanti della classe accanto mi lasciò piuttosto sconvolto, perché voleva dire che ero in pieno stato delirante quando credevo di stare bene, più che bene.
Alla pausa presi da mangiare la solita barretta di cioccolato e andai ad aspettare Dove nel cortile occupando la nostra panchina preferita.
Attesi davvero poco perché spuntò da dietro mettendo le mani sui miei occhi lasciandomi un bacio.
«ciao, straniero» si sedette accanto a me tutta sorridente.
«qualcosa di bello?».
«solita giornata, tu?».
«potrebbe andare meglio» sbuffai ripensando alla scena di poco prima.
«vuoi parlarne?» posò la mano sulla mia per conforto.
«non proprio, voglio solo tornare a casa e riposarmi. Forse non dormo abbastanza» spiegai come se fosse quello il vero problema.
«vuoi che venga dopo scuola? Magari hai solo bisogno di distrarti un po» propose, ma io rifiutai sapendo già come sarebbe andata a finire.

Grazie al cielo le ore erano volate e allo scatto dell'ultima campanella, tutti se ne andarono di fretta con me che non riuscivo a chiudere quella dannata cartella dalla pienezza.
Per non perdere la pazienza, tenni qualche libro in mano e lasciai la classe pensando già come organizzarmi nel pomeriggio.
«ehi, Alex, lo stalker» mi girai una volta al portone e quel Justin o Jace mi tese la mano col fare da spaccone.
«stalker a chi?» chiesi per prima cosa fissando la mano a mezz'aria.
«se non ricordo male sei tu che ti sei intrufolato in casa mia per spiare Lily» spiegò tendendomi ancora la mano.
«bhe, ricordi male e se non ti spiace stai lon-» non finii la frase che più che vederla, sentii l'arrivo di Lily, scappare sarebbe risultato strano e per nascondermi era troppo tardi, allora presi un profondo respiro assumendo un'espressione più seria possibile.
«ciao, J-Jace» salutò lei sorpresa di vedermi.
«ciao, Lily» la baciò un po troppo vicino alle labbra e mi partì un tremolio alla mano.
«credo che Alex ti stesse aspettando come me. Vieni con noi, amico?» domandò prendendo la cartella di Lily col fare da gentiluomo. Perché io non l'ho mai fatto o non ci ho mai pensato?.
«veramente credo che Alex abbia di meglio da fare con la sua ragazza. Andiamo» mi spiazzò con quella risposta, voleva dire che ci aveva visti, che mi controllava.
«ma io credevo che voi due foste fidanzati, se non è cosi allora per cos'era quella scenata? ancora Jace.
«non è la mia ragazza!» mi sentii in dovere di precisare, ma loro si stavano già allontanando.

Arrivato a casa mangiai e mi buttai subito sui compiti per poter dormire fino a tardi, ma a metà del lavoro Max mi chiamò tutto elettrizzato.
«dobbiamo uscire insieme, dei miei amici vanno fuori città per una festina e hanno invitato me e io ti sto invitando ufficialmente».
«Max, non oggi. Divertiti» riattaccai per non perdere altro tempo e cercai di finire in fretta prima di perdere la voglia.
«padre di Lily al telefono» mia sorella entrò in camera mia spaventandomi.
«ogni tanto potresti anche bussare. E se fossi stato nudo?».
«ti vedo nudo da quando sei nato quindi smettila e rispondi» chiuse la porta dietro di sé.
«ehm, ciao Steve».
«ciao Alex, senti un po, mi servirebbe un piccolo favore ora».
«di che si tratta?».
«so che tu e Lily non vi volete più vedere, ma mi serve una mano qui al garage, devo buttare e spostare un po di cose» mi presi minuti interminabili per pensare se mi conveniva rimettere piede lì dopo aver promesso di non farlo.
«Steve, mi piacerebbe davvero esserti d'aiuto, ma Lily mi ucciderebbe se ci andassi» decisi di rifiutare per il mio bene.
«capisco. Non ti preoccupare» lo sentii sospirare e mi partirono i sensi di colpa, riflettei ancora.
«...ma in fondo me l'hai chiesto tu e non potrei rifiutare» aggiunsi dicendo di aspettare dieci minuti.
Chiusi i libri e prendendo felpa e cellulare, lo raggiunsi.
Erano solo mesi.
Arrivato davanti al portone diventai un ragioniere; se avessi suonato il campanello sicuramente mi avrebbe risposto Lily siccome Steve era di sotto, se avessi urlato il suo nome sicuramente Lily mi avrebbe sentita.
«chiamalo, scemo» mi colpii in fronte e pochi secondi dopo Steve venne ad aprirmi.
«ciao, campione» mi diede una pacca sulla spalla e mi portò in garage dalla parte del vialetto.
«la maggior parte di tutta questa roba sono i vecchi mobili e oggetti di mia figlia che ho dovuto cambiare senza il permesso di buttarli perché ci era ancora affezionata» informò mentre portavamo nel cofano del furgoncino parte delle cose da buttare.
«eh lo so, si affeziona troppo alle cose» mi lasciai sfuggire sovrappensiero.
«...e alle persone, da quanto ne so» aggiunse, ciò risvegliò la mia curiosità.
«alla fine avete fatto pace?» alzò il viso.
«bhe, mi ci è voluto molto dato che il giorno dopo abbiamo ancora litigato perché non era andata a scuola. Non direi proprio che abbiamo fatto pace» constatò grattandosi il mento, sembrava non averci pensato.
«in effetti è già tanto se sosteniamo una conversazione per più di dieci minuti».
«è passato molto e sei suo padre. Se ha litigato anche con te allora com'è andata avanti fin'ora?».
«ha un carattere come il mio. Un po orgogliosa e si è trovata un lavoretto per evitare di chiedermi qualsiasi cosa. Mi ha giurato di andarsene appena finito l'ultimo anno» rise come ne dubitasse fortemente.
«e Jace che ci fa qui?» chiesi ancora promettendomi che sarebbe stata l'ultima domanda.
«ha appreso in malo modo la notizia della partenza di Nick e ho pensato di far venire Jace per distrarla un po. Ormai è una bomba pronta ad esplodere in qualunque momento e lui sa come tirarle su il morale» a causa del troppo parlare camminai all'indietro sbattendo un fianco contro lo spigolo della scrivania, come se non bastasse, a causa della botta mollai la presa sullo lo sportello di un armadio facendolo cadere sul piede.
«santissimo cielo!» dissi fra i denti e Steve mi venne in soccorso quando urlai per la pressione sul piede.
«siediti un attimo» Steve mi mise su una sedia e chiusi gli occhi come per assorbire il dolore.
«che ci fa lui qui?» poi ci girammo di scatto verso Lily furibonda con le mani chiuse a pugno.
La mia fine.

Sono ancora sotto shock perché io questo capitolo pensavo di averlo pubblicato la sera di capodanno...Cioè sono stata mille ore a cercare di capire e invece non avevo fatto nulla🙈.
Scusate la mia ignoranza e nulla, buona lettura❤

Solo Sesso Per DifesaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora