La prima cosa che vide Jimin quando aprì gli occhi era un pupazzo rosa. Per quanto ritenesse da "femminucce" quel colore, si sentiva attratto da quel orsetto di peluches. Lo afferrò e iniziò ad esaminarlo, con quelle poche forse che aveva in corpo data la febbre alta, non riusciva a ricordarsi esattamente dove lo avesse preso.
Solo allora si guardò in torno. Non lo fece prima poiché credeva di trovarsi nella sua stanza. Credeva sbagliato.
Le pareti erano rosa con delle bolle di sapone azzurre con sfumature bianche. I mobili erano di un bel bianco intenso, con disegni floreali rosa antico. Il letto era matrimoniale, impreziosito da un poggia testa abbellito con dozzine di pupazzi, simili a quello nelle mani di Jimin.
Spostò le coperte pesanti, lasciando cadere affianco a se la pezza umida. La porta della stanza era socchiusa, dalla quale si potevano sentire provenire delle voci.
Con non poca fatica, Jimin scese dal letto, dirigendosi fuori da quella stanza misteriosa. Si affacciò al piccolo corridoio che rendeva comunicanti altre stanze con la porta chiusa.
-mamma...? - tentò di chiamarla il piccolino. Era confusa, non sapeva dove si trovava. Quella casa era del tutto sconosciuta ai suoi occhi.
-papà...? - tentò nuovamente, un pò più forte, tranquillizzandosi quando senti dei passi, che associò subito ad uno dei due genitori, venire verso di lui.
