La sveglia suonò presto quella mattina. Forse sarebbe stato meglio posticiparla. Andare a dormire alle tre e svegliarsi alle sette era qualcosa che ti logorava all'interno.
Jimin sbadigliò e si alzò dal letto. Non si preoccupò del fatto che, in cucina, poteva trovarci Yoongi in tutta la sua bellezza. Uscì dalla camera in pigiama, senza curarsi di nulla. Camminò a passo lento, verso la piccola cucina dell'appartamento.
La situazione era peggiore di quella che pensasse.
Erano tutti li, intenti a fare colazione. Si sedette accanto a Hoseok e Seokjin, salutandoli con un leggero genno del capo.
Guardò con disgusto il cibo sul tavolo, non amava particolarmente la colazione. Soprattutto quando faceva così tardi la sera e dormiva pochissime ore.
Guardò con la coda dell'occhio Jungkook e poi Yoongi. Quanto avrebbe dato per trovarsi al posto di Namjoon, seduto tra i primi due.
Chiuse gli occhi e sospirò. Doveva mettersi l'animo in pace. Aveva sette anni di differenza con Yoongi e nove con Jungkook; non aveva alcuna speranza.
E poi non poteva tradire Taehyung. Sospettava che, il maggiore, provasse qualcosa per il venticinquenne. Per questo doveva farsi passare quella cotta.
Cotta che, in realtà, era solo attrazione sessuale verso colui che lo riempiva di dolcetti al mirtillo.
Guardò ancora una volta Yoongi.
Yoongi.
Lo riteneva ancora il suo eroe. Lui era il suo eroe. Si, si erano allontanati negli ultimi anni.
Ma ora si era deciso.
Sarebbero tornati grandi amici, come lo erano quando avevano undici e diciotto anni.
