La sera dopo, tutti e sette, erano seduti attorno al tavolo; intenti a consumare la cena. Nonostante i litigi e i conflitti, stavano tutti più o meno chiacchierando. Era abitudine, per loro, ritrovarsi almeno una sera al mese. Era bello passare una cena tranquilla tra amici senza parlare di lavoro.
Ma questa calma non poteva durare. La porta venne sbattuta, rivelando la figura di un sottomesso del gruppo. Nessuno aveva il permesso di entrare in quella casa; fatta eccezione di alcuni casi. E, probabilmente, questo era uno di quei casi.
-Signor Kim... Gli EXO... Sono qui sotto- il volto sudato del ragazzo, gli occhi che rivelavano la paura che provava, le gambe tremanti, il respiro affannato. Ecco come appariva il membro del gruppo: spaventato. La banda rivale era potente, anche senza un membro importante.
-va a nasconderti tu- parlò Namjoon, riferendosi al sottoposto. Poi si girò verso i suoi compagni. Il volto era contratto. Non aveva paura, semplicemente sperava di non dover mai arrivare a tanto. Fortunatamente si era già preparato per una simile occasione. Ovviamente senza farne parola con nessuno.
-fate in fretta. Prendete delle armi, telefoni, computer portatili. Dovremmo stare via qualche giorno.- detto questo, tutti si affrettarono a prendere qualcosa di essenziale. Nessuno, in quel momento, pensò a del cibo o a dei vestiti. La priorità, in quel momento, era salvarsi la pelle.
Non ci fu nemmeno il tempo di parlarsi, dovevano solo agire. Scesero dalla scala antincendio, per poi raggiungere uno dei garage di loro proprietà. Salirono su un furgoncino che, fatta eccezione per Namjoon, nessuno di loro ne conosceva l'esistenza.
Il leader estrasse le chiavi del veicolo dal portafoglio e le porse a Jin. Avrebbe guidato lui se solo il suo volto non fosse riconoscibile. Sapeva bene che Jin e Jimin erano quelli meno noti del gruppo, quindi sarebbe stato più saggio se a guidare fosse stato uno di loro. Le possibilità di fuggita sarebbero state più alte. Namjoon guardò negli occhi quello che, ormai, temeva essere il suo ex fidanzato.
-devi fare attenzione. Non solo perché hai in mano le nostre vite. Guidando metti a rischio a tua incolumità. Io sarò dietro di te. Solo per questo viaggio metti da parte la rabbia. Non voglio che ti succeda nulla di male; capito? - mai Namjoon fu così serio. Amava da impazzite Seokjin. Mai e poi mai avrebbe voluto metterlo in pericolo se non fosse stato necessario. Gli accarezzo delicatamente la guancia, mentre si perdeva nei suoi occhi. Jin annuí solamente, promettendosi di parlare con entrambi i fidanzati; ovviamente dopo aver raggiunto un posto sicuro.
Partirono.
Taehyung era seduto davanti con Jin. Subito dietro c'erano Namjoon, Hoseok e Jungkook; tutti rigorosamente armati. Al fondo vi erano Jimin e Yoongi, i quali controllavano di non essere seguiti. Nessuno notò le piccole carezze che, il maggiore, riservava alla mano del minore. Jimin stesso non capiva se dovesse sentirsi felice o schifato per tale tocco. Ciò nonostante non ritrasse mai la mano.
Passarono minuti interminabili. Taehyung stava facendo da navigatore a Jin. Erano riusciti ad uscire da Seoul da una strada poco trafficata. Stavano viaggiando abbastanza veloci. Non fecero nemmeno caso alla macchina che li stava venendo in contro nel senso opposto di marcia. I finestrini erano oscurati, forse questo fu il motivo per cui non videro l'arma da fuoco.
Quando si accorsero di tutto era troppo tardi. Il proiettile aveva rotto il parabrezza e aveva colpito il centro del petto di Seokjin. Non vennero sparati altri colpi. Probabilmente, gli aggressori, speravano in un incidente fatale. Dobbiamo ringraziare la prontezza dei riflessi di Taehyung e la velocità di Namjoon e Hoseok nel trascinare il corpo del fidanzato, sanguinante e mezzo cosciente, nei sedili posteriori.
Ei! ❤🔥
Non uccidetemi❤🔥
