Passò una settimana da quel avvenimento. Il piccolo Jimin era rimasto colpito profondamente da quello che era successo il quella casa. Capitava spesso che piangesse durante la notte, costringendo Seokjin a correre da lui e causandogli occhiaie profonde.
Jimin era addirittura arrivato al punto di non riuscire a stare in cucina quando i fornelli era accesi. Piangeva in continuazione e spesso gridava il nome di Yoongi in modo disperato. A quanto pare aveva capito che, il maggiore, "giocasse con il fuoco" e che con lui era al sicuro.
Infatti, il bambino, si sentiva al sicuro quando il diciottenne si trovava nella stessa stanza con lui. Per non parlare di quando lo convinceva a prenderlo in braccio. In quel caso si addormentava in tempo zero.
Yoongi era la sua salvezza a al diretto interessanto non importava più di tanto. Era una scocciatura doverlo guardare il pomeriggio, mentre Namjoon lavorava e Seokjin recuperare le ore di sonno che perdeva durante la notte.
Poi arrivò il giorno che Yoongi aveva la luna storta. Non ne poteva più di guardare cartoni animati con Jimin seduto sulle sue gambe. Decise che era giunto il momento di far passare la paura del fuoco al piccolo.
Spense la tv e fece sedere Jimin accanto a lui. Era rischioso. Jimin poteva correre via e lui si sarebbe beccato una ramanzina da Seokjin. Oppure a Jimin sarebbe passata la paura e lui sarebbe stato salvo.
-cosa fai Yoongi? - gli chiese il piccolo.
-facciamo un gioco- dalla tasca estrasse l'accendino azzurro chiaro, mostrandolo a Jimin.
-sai cos'è, vero? - gli chiese dubbioso. A dire la verità Yoongi credeva che il piccolo fosse estremamente stupido.
-è un accendino- disse ovvio. Yoongi non aspettò altro e lo accese. Sin dal primo secondo si poteva leggere il terrore negli occhi di Jimin. Il maggiore afferrò la mano della minore e la mise sopra quella che teneva l'accendino.
-Yoongi? -
-non devi aver paura. Finché ci sarò io, non vedi temere il fuoco. Ti proteggerò-
