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-siamo arrivati? - chiese per forse la centesima volta Jimin.

-mancano ancora più di tre ore! - rispose Yoongi, fin troppo esasperato.

-siamo arrivati? - chiese il minore, ridqcchiando. Sapeva bene di star portando all'esaurimento nervoso il compagno. Ma forse ci sperava.

Quella stessa notte aveva fatto un sogno molto spinto. Sogno che voleva far rendere realtà. C'è da dire che, Jimin, era ancora vergine, ma la cosa non sembrava pesargli.

-no! - ringhiò il maggiore. Stava stringendo con molta forza il volante, forse troppa. Si stava trattenendo per non trattarlo male, del tutto ignaro dei piani meschini del minore.

-ma io mi annoio! - borbottò il più piccolo, muovendosi irrequieto sul sedile.

Una mano di Yoongi, prima stretta attorno al volante, si spostò su una coscia di Jimin. Prima l'accarezzò, poi la strinse tra le dita. Non se ne accorse subito, ma, in quel preciso momento, il minore divaricò leggermente le gambe.

-se fai il bravo ancora per un pò ci fermiamo da qualche parte a fare colazione- inutile dire che, Jimin, restò deluso da quell'affermazione. Lui non voleva un caffè o della cioccolata calda.

Voleva ben altro di caldo.

Probabilmente era lui quello caldo.

Poi gli venne in mente un lampo di genio.

-Yoongi quanto manca alla prossima stazione di servizio? - chiese con voce tranquilla, come se fosse un bambino innocente.

-um... Abbiamo appena passato un cartello che diceva 10 kilometri. Vuoi fermarti li? - chiese il maggiore, spostando la mano, dalla gamba di Jimin, alla leva delle marce.

-tu guida fino là. Vediamo quanto riesci a resistere- il minore si sganciò la cintura.

-cosa stai facendo? - Yoongi non ricevette risposta vocale. Ma sentire le mani del minore mentre gli slacciava la cintura gli fece capire tutto.

-shh... Concentrati sulla strada. A te ci penso io- detta questa frase, Jimin, fu piacevolmente colpito dal fatto che, Yoongi, si fosse sganciato la cintura subito dopo. Il minore considerò questo gesto come un via libera.

Sbottonò i pantaloni e calò la cerniera, il tutto mentre era accucciato sul suo sedile.

Fece uscire l'arnese di Yoongi dai boxer, ancora non del tutto eretto, e lo prese in bocca. Poteva ben sentire il maggiore sospirare di piacere.

Jimin si divertiva a far passare la lingua lungo tutta la lunghezza di Yoongi. Appurando, leccata dopo leccata, che, il suo nuovo gioccattolo preferito, si faceva sempre più grosso e duro.

A quel punto, Yoongi, non volle più stare al gioco del minore.

Era lui l'attivo in fondo.

Era lui che doveva far supplicare il minore.

Si portò due dita alla bocca e le succhiò; proprio come Jimin stava facendo con la sua cappella.

Schiaffeggiò una natica del compagno, prima di infilare la mano dentro le mutande del minore. Sentì il corpo dell'altro ragazzo fremere, mentre temporeggiava con un dito davanti all'entrata d minore.

-se ti fermi non ti farò venire- queste furono le ultime parole di Yoongi, prima di penetrare Jimin con un dito.

Per sua fortuna, Jimin, non si fermò nemmeno un secondo. Si stava godendo a pieno quella situazione.

Non era la prima volta che il suo buco veniva profanato da delle dita.

Quella era solo la prima volta che, a profanarlo, non erano le stesse dita di Jimin.

Peccato che ci misero poco ad arrivare alla stazione di servizio. Li si dovettero fermare dal fare i loro giochini sporchi.

Appena parcheggiarono la macchina, e si sistemarono entrambi i pantaloni, Yoongi si girò verso Jimin.

-seguimi in bagno-







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Scusate, ma di più non posso fare.

Ci vediamo il prossimo weekend con il continuo🔴🔴🔴🔴

PyromaniacLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora