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I due ragazzi salirono in macchina del maggiore. Si erano coperti con delle giacche di jeans, vista la leggera arietta. Non si erano più detti una sola parola, forse per il momento. Entrambi non sapevano se ritenere quella uscita come una specie di appuntamento.

Sarebbe stato abbastanza strano. La prima cosa era la differenza d'età. La seconda era il fatto che, forse, Yoongi provava qualcosa per il minore. La terza era la confusione nella testa di Jimin. Lui non provava nulla che egli stesso definiva amore, ma sentiva come se appartenesse a Yoongi.

Tutte cose che entrambi temevano di esternare.

-a cosa pensi? - chiese Yoongi, vedendo il più piccolo incantato a guardare il cruscotto della macchina. Era abituato a vedere un Jimin vivace, non ad uno pensieroso.

-a Seokjin- inventò il più piccolo. Non aveva intenzione di dirgli nulla su ciò che gli balenava per la testa. Così decise di ripiegare su un argomento che lo turbava da circa un anno.

-perché proprio a lui? È successo qualcosa? - chiese Yoongi, tenendo gli occhi fissi sulla strada. Aveva deciso di optare per uno dei ristoranti più lontano da casa di Jimin. Forse perché era il più buono. Forse perché voleva più intimità con lui.

-non è vero quello che mi ha detto cinque anni fa... Quando sono venuto a vivere con lui- sussurrò, abbassando la testa. Lo turbava questo argomento, ma non poteva rinviarlo per sempre. Forse avrebbe dovuto parlarne con Seokjin, ma aveva paura della sua reazione. Jimin effettivamente non si ricordava da dove proveniva. Il suo timore era che Seokjin lo avesse sbattuto fuori casa.

-perché lo credi? - Yoongi effettivamente non sapeva bene come rispondere. Non conosceva la possibile reazione di Jimin. Non  voleva nemmeno che scappasse.

-credi che non abbia collegato il mio arrivo in casa e tutti i bambini che Seokjin vende? - il minore prese l'affermazione del maggiore come un modo velato per dargli dell'idiota. Il più grande sospirò. Qualunque sarebbe stata la reazione di Jimin, avrebbe impedito il suo allontanamento.

-è vero. In verità Jin voleva una bambina. Aveva chiesto a Taehyung di cercargli una ragazza tra i nove e gli undici anni da tenere per se. Gli aveva fornito molte richieste. Ricordo che, appena Taehyung gli disse che, in realtà, aveva trovato un maschietto e non una femminuccia, Seokjin gli chiese subito di venirti a vedere. Gli sei piaciuto subito- parlò Yoongi con calma. Doveva usare i modi più delicati e cauti con Jimin, soprattutto con un argomento del genere. Al più piccolo tremavano le mani. Sentiva una strana sensazione, mai provata prima. Sensazione che non sapeva se fosse positiva o negativa.

-ti osservarono per giorni. Abiti a circa due ore di macchina. Jin ogni giorno di faceva 400 kilometri solo per vederti, per poi tornare a casa triste. Sei stato l'unico bambino a suscitare conpassione nel piccolo cuore di Seokjin. Quando ti portò a casa poteva sembrare felice, ma Namjoon si trovava ogni sera nel suo letto, nel disperato tentativo di farlo smettere di piangere. Si sentiva in colpa, ti aveva strappato dalle braccia della tua famiglia e non sapeva se sarebbe stato in grado di farti da genitore- continuò Yoongi. Era tutto vero quello che diceva. Sapeva bene che poteva sembrare assurdo. Ma Jimin aveva cambiato Seokjin in meglio. In verità aveva cambiato lo stesso Yoongi.

-non prendertela con lui. Ti vuole bene, sei come un figlio per lui- concluse il maggiore, parcheggiando la macchina vicino al locale aperto tutta la notte.

-ti sbagli. Non sono come un figlio- disse Jimin, a testa bassa.

-Jimin... Quello che ti ho detto non era per-

-io sono suo figlio- il più piccolo lo interruppe, volendo fargli capire che a lui stava bene così. Alzò lo sguardo, rivelando le guancie rigate dalle lacrime. Le mani di Yoongi furono subito su di esse, asciugandole con i pollici.

-promettimi una cosa Yoongi- disse Jimin, con il labbro tremante.

-tutto quello che vuoi-

-vorrei rivederli. Solo per dirgli che sto bene. Mi avranno cercato in tutti questi anni. Promettimi che mi porterai ad incontrarli... Anche solo per poche ore- gli occhi di Jimin brillavano, la luce dei lampioni si rifletteva in quelle posse piene di lacrime salate.

-promesso. Concentriamoci su questa missione, poi rintracceremo i tuoi genitori e andremo da loro. Insieme-

PyromaniacLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora