CAPITOLO 14 - Troppo tardi

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Mezzogiorno. Sam era sul vialetto di casa. Non aveva il coraggio di entrare, ma lo voleva più d'ogni altra cosa. Pensava a quella delicata creatura a cui aveva sconvolto la vita. Pensava a quanto Lili sarebbe stata felice se lui non avesse dato sfogo alle sue manie egoistiche.

"Chi vorrebbe diventare la moglie di Satana?!", pensava.

Fissava la casa.

Si ricordò della promessa. Lei lo aspettava, dunque doveva entrare.

Si avviò verso la porta d'ingresso. Suonò il campanello. Nessuno aprì. Bussò.

Niente.

Un brivido freddo lo avvolse. Aveva un brutto presentimento.

Si teletrasportò in casa. Esplorò il piano inferiore.

"Lili! Lili!", gridava.

Corse su per le scale. Entrò in camera di lei. Era vuota.

La casa era vuota.

Sam non capiva cosa fosse successo. Sentiva che Lilith era in pericolo.

"Doveva essere in casa...mi aspettava...", si ripeteva.

Si accasciò a terra, con la schiena appoggiata alla parete della camera, e si mise le mani tra i capelli.

I genitori di Lilith sarebbero tornati più tardi.

Samael scese al piano inferiore e si diresse verso il telefono. Si accorse che la presa di corrente era staccata.

Nessun dubbio: Lili era stata rapita.

Riattaccò la presa e compose il numero del cellulare di Joel. L'uomo rispose.

- Sì? Pronto?

- Joel, sono Samael.

- Ah, ragazzo, dimmi tutto.

- Ehm...

Sam esitò. Strinse i pugni e poggiò la fronte sul muro. Una lacrima scorse sul suo viso. Trovò il coraggio di continuare.

- Volevo dirle che quando lei e sua moglie tornerete a casa non ci troverete. Lili ed io tra poco partiremo per Los Angeles... Andiamo di fretta... Mio cugino si sposa e poco fa mi è stato riferito che hanno anticipato le nozze a domani mattina...

Sam avrebbe voluto prendersi a pugni da solo, ma doveva trovare una scusa per l'assenza di Lilith. Non poteva coinvolgere i suoi genitori. Non poteva coinvolgere nessuno.

- Un matrimonio, dici? Auguri, allora! E buon viaggio! Mi passeresti la mia bambina? Voglio salutarla.

- Ehm...ora è sotto la doccia... La saluterò io per lei...

- Va bene, figliuolo! Mi raccomando: divertitevi!

Joel riattaccò.

Sam gettò a terra il telefono. Poi, corse fuori casa.

Non sapeva dove cercarla.

Andava alla cieca.

I sensi di colpa non tardarono a presentarsi.

"Se solo fossi tornato prima...avrei potuto proteggerla...", si diceva, mentre si copriva il viso con le mani. "Se non mi fossi mai intromesso nella sua vita...".

Quel maledetto "se"... Quante volte ci capita, soprattutto nelle occasioni spiacevoli, di voler tornare indietro. Pensiamo: "se non avessi fatto questo", "se non fosse successo"... Il "se" ci divora l'anima e ci assedia la mente. E la cosa più brutta è che non possiamo tornare indietro. Quel che è fatto è fatto. E rimaniamo lì, pensando a quel "se", inutilmente.

Questo è ciò che stava accadendo a Sam.

La sposa del DiavoloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora