"E' arrivato un giorno nuovo, bambolina...".
Alastor non aveva tardato a farsi vedere, per l'ennesima mattina.
- Hai dormito bene?
Lilith non rispose.
Il demone le si avvicinò.
- Ormai manca poco...i giorni corrono...
- Non sai in che guaio ti stai cacciando...
- Come sempre, ti sbagli.
Lilith ebbe un flash. Si ricordò di Suor Ester, la sua maestra di catechismo da bambina. Lei diceva che si può scacciare un demone pregando. Ma attenzione: si doveva pregare con il cuore.
Ma Lilith non era una ragazza molto religiosa...
Cercò di aprire la mente.
Fissava Alastor, il quale non capiva cosa la giovane stesse facendo.
Lili si concentrò come mai aveva fatto. Doveva fare uno sforzo.
Cominciò a pregare.
Il demone scoppiò a ridere.
"Ma cosa credi di fare, scacciarmi con una preghiera?!".
Lilith non si diede per vinta. Continuò a pregare.
Alastor sembrava impassibile.
Ma non lo fu per molto.
La ragazza pregava, alzando sempre di più la voce. Gridava il "Pater Noster".
Il demone iniziò a dare i primi segni di sconforto.
"Funziona!", pensò Lili.
Continuò a pregare.
Alastor cadde a terra. Si tappava le orecchie con le mani, per cercare di non sentire. Era in agonia.
Lilith sfilò le chiavi della stanza dalla sua tasca e si fiondò fuori.
"Grazie, Suor Ester!", gridò, soddisfatta.
Chiuse il demone a chiave dentro la stanzetta e filò via per il corridoio, senza avere la minima idea di dove stesse andando.
Sentiva di non essere sola.
Alastor si sarebbe ripreso velocemente.
Corse senza meta, più in fretta che potesse.
Si trovò davanti alla porta dell'Inferno. La ignorò.
Continuò a correre. Vide una luce in fondo al corridoio.
C'era una porta. Era simile alle uscite di emergenza.
Spinse. Si aprì.
Era fuori. Fuori dallo strano edificio in cui era segregata da giorni.
Si guardò intorno. A circa cento metri c'erano delle case. Si diresse in quella direzione.
A metà strada si fermò. Si voltò indietro.
Quell'edificio in cui era stata prigioniera era una piccola fabbrica.
O meglio, ne aveva l'aspetto.
"Ecco perché non desta sospetti", pensò Lilith.
Ora doveva fare una sola cosa: raggiungere una casa, chiedere aiuto e prendere il primo volo per Saint Louis. Tutto senza farsi trovare da Alastor.
"Probabilmente si starà divertendo a giocare a nascondino con me", si disse la ragazza, tremante.
Arrivò davanti ad una casetta. Suonò il campanello. Trovò strano che il suo rapitore non l'avesse seguita.
STAI LEGGENDO
La sposa del Diavolo
FantasiLui è il Diavolo. Lei è umana. Lui la vuole. Lei gli è promessa.
