Sam stringeva Lili tra le braccia. I due erano a terra. Davanti a loro, Alastor mostrava tutta la sua cattiveria.
Samael guardò Lilith. Si sentiva terribilmente in colpa. Lei era lì a causa sua.
Alastor si accucciò davanti a lui.
- Allora, Lucifero...sei pronto a passarmi il tuo titolo?
Lili guardò Sam, confusa.
- Che vuol dire "passare il titolo"?
Samael abbassò lo sguardo.
- E' questo il motivo per cui siamo qui, il motivo per cui Alastor ti ha rapita... Lui potrà divenire il nuovo Re dell'Inferno solo se io gli passerò volontariamente il mio titolo, in maniera simile ad una cerimonia d'investitura...
- Non puoi farlo, Sam!
- Se non lo farò, ti ucciderà!
Sam le prese le mani, guardandola negli occhi.
"Avrei voluto proteggerti, ma non posso. Sto perdendo i miei poteri, come vedi, perché...", esitò, "sto diventando umano".
Lilith era confusa. "Come è possibile?", chiese.
Samael sospirò. "Perché io...".
Alastor intervenne.
- Perché il nostro "Romeo" si è fatto imbambolare da una stupida umana!
Guardò Samael.
"Ma riesci a vederti?! Sei diventato un debole! Non sei degno di governare gli Inferi! Non hai più forze... Ti ucciderei ora, molto lentamente, davanti alla tua sposina...ma non posso, perché mi servi... E sai una cosa? Voglio divertirmi un altro po' con la tua bambolina... Ti do una settimana di tempo per organizzare la mia gloriosa ascesa al trono. Ci rivedremo nel Forest Park alle tre di pomeriggio. Non provare a fare scherzi perché sarà pieno di gente... Mi passerai volontariamente il tuo titolo, altrimenti farò una strage...e la prima a morire sarà... indovina?".
Alastor prese Lilith per un braccio e sparì con lei, tra le grida di Sam.
L'incubo era appena cominciato.
Samael raccolse i suoi compagni, stremati e in fin di vita, e li riportò a casa di Lilith.
Sentiva il vuoto dentro di sé. Ormai non aveva più forze.
Era davanti al portone di casa. Non riuscì a teletrasportarsi dentro.
Provò a guardare se ci fosse una chiave di riserva sotto lo zerbino.
C'era. Aprì. Sdraiò Amon sul divano e portò Caim e Dagon sul letto di Lilith.
Tornò da Amon e si sedette accanto a lui. L'amico era ridotto molto male. Come un umano sarebbe stato ridotto se fosse stato picchiato a sangue.
Andò in cucina e prese uno strofinaccio. Lo bagnò con dell'acqua calda e lo passò sulle ferite del demone.
Si guardò intorno. Sobbalzò. Joel e Isma?! Si ricordò che dovevano essere a casa da ore. E lui non doveva neanche essere lì. Ma c'era. E i genitori di Lili no.
Preoccupato, si fiondò sul telefono e chiamò Joel. Partì la segreteria telefonica. Allora chiamò Isma. Niente.
Qualcosa non andava. Aveva perso anche loro.
Sapeva che c'era di mezzo Alastor. Non ne aveva le prove, ma ne era sicuro.
Doveva risolvere la situazione.
Si fece coraggio, raccogliendo le poche forze che gli rimanevano in corpo. Lilith era il suo unico punto fermo e si concentrò su di lei.
Non poteva lasciare che Alastor vincesse.
Aveva una settimana di tempo per tornare il Diavolo di una volta, così da poter riacquisire la forza necessaria per sconfiggere il suo nemico. Non poteva lasciargli le redini dell'Inferno.
Ma non aveva idea di come dominare se stesso.
Ora riusciva ad essere solo Sam.
Ma Sam era troppo debole.
Solo Satana possedeva una potenza tale da essere in grado di sopraffare Alastor.
Quella potenza era in lui. Ma non sapeva come tirarla fuori.
E ne aveva paura.
Temeva che Satana non avrebbe provato quello che Sam provava per Lili.
Non voleva essere più quel demone, perché desiderava stare accanto a lei. E il pensiero di poterle fare del male, di poter farla soffrire, lo logorava dentro.
Guardò Amon. Era gravemente ferito. Per lui. Era stato massacrato per aiutare lui. Gli tamponò le ferite sulla fronte. Doveva fare qualcosa per aiutarlo. Non era più Satana, ma una cosa poteva ancora farla.
Posò le mani sul petto di Amon, raccolse le ultime energie che possedeva e le trasferì sull'amico.
Poi, cadde a terra privo di sensi.
Amon riprese conoscenza e trovò Samael stramazzato sul pavimento del salotto.
Gridò, svegliando Caim e Dagon, che corsero giù per le scale, trovando il loro compagno in ginocchio accanto a Sam.
"Signore, Signore! Che le succede?!".
Amon tentava inutilmente di risvegliarlo.
"Oh, si è sacrificato per me! Lucifero! Lucifero! Ci serve dell'acqua, presto!".
Caim corse in cucina e prese un bicchiere d'acqua.
Amon glielo strappò dalle mani e lo gettò in faccia a Samael.
Niente.
A quel punto Dagon iniziò a schiaffeggiarlo.
Assolutamente nulla.
"E' tutto inutile".
Amon si mise le mani sul viso.
"Tranquillo, è solo svenuto", disse Dagon, cercando di calmare il demone.
- Non è più lo stesso, Dagon... Non ce la farà mai...
- La tua affermazione non è del tutto vera, Amon. C'è una cosa che non hai visto. Mentre quell'infame di Alastor ti prendeva a pugni, Lucifero ha aperto il portale sprigionando un'energia immensa! Per un attimo è tornato quello di prima!
- Cosa?! Ma...allora abbiamo una speranza!
- Sì! Ma c'è un piccolo problema... Lui non sa controllare la sua parte demoniaca...
- Scherzi?!
- Purtroppo no...
- Ma che gli ha fatto quella ragazza!? Lo ha trasformato in una mezza calzetta! Lui è il Re degli Inferi! Il demone più forte di tutti! Era imbattibile! E adesso non sa neanche più controllarsi!
Caim si avvicinò ad Amon, mettendogli una mano sulla spalla.
- Calma, amico... Troveremo il modo di insegnare a Lucifero come controllare ed usare la propria forza.
- Ma abbiamo solo una settimana per farlo tornare quello di prima!
- E chi ha detto che deve tornare quello di prima?
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La sposa del Diavolo
FantasyLui è il Diavolo. Lei è umana. Lui la vuole. Lei gli è promessa.
