"Compagni, l'ora è giunta. Unitevi a me in questa marcia verso la libertà! Rivendichiamo ciò che ci spetta di diritto! Facciamo sentire la nostra voce! Perché voi, amici miei, contate più di quanto pensate e vi meritate di meglio! Seguitemi, e vi assicuro che non ve ne pentirete!
Quante volte avremmo voluto dire la nostra opinione, prendere una decisione per conto nostro, seguire la nostra testa. Ma no! Non potevamo...! Ma uso il tempo al passato perché voglio dirvi che ora possiamo! Se mi seguirete, conterete qualcosa!
Non siete stufi di servire Satana?
Non siete stanchi di sottostare ai suoi ordini?
Io vi dico: ribellatevi! Con me!".
Una folla di demoni applaudì Alastor che, seduto sul trono del Diavolo, pronunciava il suo discorso.
"Un giorno questo trono sarà mio, e voi sarete liberi!".
Gli altri demoni lo incitavano ed esultavano, abboccando ad ogni sua parola come pesci all'amo.
"Spodesteremo Satana! Lo abbatteremo per sempre! E finalmente, cari fratelli, ho trovato il suo punto debole! Niente e nessuno potrà fermarci!".
Alcuni demoni, però, stavano in disparte.
Non erano entusiasti del discorso di Alastor e non condividevano le sue idee. Lo conoscevano bene e sapevano che sarebbe stato un re spietato ed egoista.
Essi erano ancora fedeli a Lucifero.
Avrebbero voluto fermare Alastor, ma avevano pochissime possibilità.
- Amon, dobbiamo fermare quel folle!
- Lo so, Caim... Ma come?
- Dobbiamo avvertire Satana il più presto possibile!
- Ma è impossibile uscire da qui! Alastor non ce lo permetterà!
- E chi ha detto che deve saperlo?
- Che hai in mente?
- Scapperemo dall'Inferno.
- È troppo rischioso!
- Lo so, ma non possiamo fare altrimenti...o Lucifero perderà il suo trono.
Mentre Amon e Caim discutevano su come fermare Alastor, qualcosa andò storto: uno dei demoni ribelli li sentì parlare e corse a raccontarlo al suo Signore, ancora seduto sul trono.
- Grande Alastor, grande Alastor! Caim e Amon stanno tramando contro di Voi! Vogliono trovare Satana e raccontargli tutto!
- Davvero, Dagon?
- Sì, mio Signore.
- Non andranno molto lontano...
Alastor iniziò a gridare verso il pubblico.
"Tra di noi ci sono due traditori! Vogliono impedirci di conquistare la nostra libertà! Hanno due possibilità: confessare, o marcire in cella".
Amon e Caim iniziarono a dirigersi pian piano verso l'uscita, sperando di non dare nell'occhio.
"Caim, Amon, dove credete di scappare?! PRENDETELI!".
Alastor puntò il dito verso i due fuggitivi.
Una folla di demoni infuriati si lanciò contro di loro, catturandoli.
Sottocapitolo: L'INFERNO SECONDO SAM
Al centro della città di Gerusalemme si ergeva un modesto edificio grigio, lo stesso in cui Lilith era stata portata da Satana il giorno in cui si conobbero. Ma le dimensioni esterne del luogo non corrispondevano a quelle interne: varcata la soglia principale, si apriva uno spazio immenso, pieno di stanzette, corridoi e porte chiuse. Una di quelle porte immetteva nell'Inferno. Solo un morto poteva varcare quella soglia ed era estremamente necessario che la sua anima fosse macchiata dal peccato.
Varcata la porta infernale, ci si trovava davanti ad un'infinità di scale.
L'Inferno era ordinato in vari piani, ad ognuno dei quali corrispondeva un peccato diverso. Le scale conducevano le anime peccatrici verso il luogo in cui esse dovevano scontare la loro pena e alla fine della scalinata, al piano più basso, c'era la Sala del Trono, dalla quale Satana amministrava e regnava.
Tutto era strutturato in maniera molto professionale. All'entrata di ogni piano c'era un segretario infernale che scortava le anime all'interno del luogo. Inoltre, alcuni piani erano muniti di scale mobili e piantine di riferimento. Una sala d'attesa interminabile ospitava miriadi di anime che aspettavano di essere distribuite nei vari piani.
Più che l'Inferno sembrava un ufficio di collocamento.
Tutto era monotono e apatico.
La Sala del Trono e le segrete infernali avevano un aspetto diverso dal resto dell'Inferno. La prima ospitava il trono di Satana ed era vasta ed elegante. I colori predominanti erano il rosso, il bianco e il giallo oro, che ornavano il trono infernale e le pareti dell'enorme stanza, che spesso ospitava un gran numero di demoni, durante riunioni e comizi. Candele raffinate illuminavano lo spazio immenso e davano un tocco di classe all'insieme.
In un angolo della stanza c'era una piccola porta in legno antico. Essa introduceva alle segrete infernali. Queste ospitavano le celle dove venivano rinchiusi prigionieri e traditori. L'atmosfera era cupa e il grigio dei mattoni che componevano le pareti aggiungeva un tocco di tristezza e mistero.
STAI LEGGENDO
La sposa del Diavolo
FantasyLui è il Diavolo. Lei è umana. Lui la vuole. Lei gli è promessa.
