CAPITOLO 36 - Flashback

2.3K 155 0
                                        

- Cinque....sei....che capelli lisci, bimba mia. Hai i capelli di una principessa.

- Una principessa, mamma?

- Sì tesoro, una principessa. E quando sarai grande un principe ti chiederà in sposa.

- Lo voglio adesso un principe!

- Sei ancora piccolina, Lili... Hai solo sei anni.

Isma sorrise, spazzolando dolcemente i capelli biondi della figlia, seduta sul letto della sua cameretta.

- Mamma...

- Dimmi, cara.

- Perché ogni volta che festeggio il mio compleanno succedono cose brutte?

Isma abbassò lo sguardo, accarezzando la bambina.

- Ma no, tesoro mio...non c'entra nulla il tuo compleanno... Purtroppo le cose brutte accadono sempre. Ma tu sei una bimba forte, non è vero?

- Sono forte!

La piccola Lilith sorrise. Isma annuì.

- E ora fai la nanna, principessa della mamma.

La bambina si sdraiò e poggiò la testa sul cuscino. Isma le rimboccò le coperte. Poi, le diede un bacino sulla fronte.

"Polvere di fata, polvere di stelle, dona alla mia bimba tante cose belle", le sussurrò all'orecchio.

Lili chiuse gli occhi.

Ma non prese sonno.

Sentiva i passi della madre che scendeva al piano inferiore, percorrendo lentamente le scale.

Era scossa.

- Caro...la bambina inizia a fare domande...

- Sapevamo che sarebbe successo...

- Non voglio che accada...

- Prima o poi capirà, tesoro...

- Ma questo la farà soffrire...

- Lo so. Ma è normale che voglia sapere.

- Perché è capitato a noi? Perché dal momento della sua nascita il 6 giugno è diventato terreno di tragedie?

- Tesoro...è inutile chiederselo... L'unica cosa che possiamo fare è proteggere nostra figlia...

Una vocina sottile interruppe il dialogo dei due coniugi. "Perché?".

La piccola Lilith sedeva su un gradino della scala, abbracciando un orsetto di peluche. Aveva sentito tutto.

Isma si chinò di fronte a lei.

- Tesoro, è tardi... Perché non sei a letto?

- Prima dimmi perché, mamma.

- Cara...non lo so...ma tu sei troppo piccola... Non sei ancora pronta per portare questo peso...

- Ma ho sentito te e papà... Ora devo essere pronta per forza...

Isma accarezzò la bambina. Joel la prese in braccio e la riportò a letto.

"Ora dormi e fa sogni belli, cucciola", sussurrò.

La piccolina chiuse gli occhi, ormai abbastanza consapevole di dover affrontare una vita difficile.

Mamma e papà la guardavano prendere sonno, seduti ai piedi del letto.

- - - - - - -

Amon e Dagon combattevano con i loro nemici. Dovevano riuscire ad entrare nei loro corpi.

Dovevano coglierli di sorpresa.

Amon teneva testa ad Isma, mentre Dagon parava i colpi di Joel.

I due amici si ritrovarono schiena a schiena. Ognuno con la sua bella gatta da pelare. Marito e moglie si avvicinavano a passo lento verso le loro prede.

"Amon, che facciamo?", sussurrò Dagon.

- Ho un'idea. Prendi il mio braccio.

- Cosa?

- Prendi il mio braccio! Dobbiamo girare in tondo, così da confondere i nemici. Poi, quando meno se lo aspettano, ci buttiamo su di loro entrando nei loro corpi.

- Funzionerà?

- Nel peggiore dei casi ci uccideranno.

- Bene...!

I due si presero a braccetto e cominciarono a girare...e girare...e girare...

Gli avversari erano confusi e li fissavano, immobili.

All'improvviso Amon e Dagon si separarono e si lanciarono rispettivamente su Isma e Joel, riuscendo miracolosamente ad entrare nei loro corpi e cacciando di conseguenza i demoni che li controllavano.

I "nuovi" coniugi, o meglio, Amon e Dagon "vestiti" da mamma e papà, colpirono i demoni nemici con le loro spade, annientandoli.

Poi abbandonarono i corpi di Isma e Joel, che caddero a terra, privi di sensi.

Corsero verso Lilith. Era a terra, ancora svenuta.

"Sveglia". Amon le dava dei colpetti sul viso.

- Non funziona...

- Lascia fare a me.

Dagon prese la ragazza per le spalle e iniziò a scuoterla, in maniera poco delicata. "Svegliati!", gridava.

Amon era incredulo. "Ma sei matto?! Così è peggio!", urlò.

Lili aprì gli occhi.

Dagon era soddisfatto. "Visto che ha funzionato?", disse ad Amon.

"Mamma, papà...devo essere pronta...", farfugliò la ragazza.

Amon e Dagon si guardarono, confusi.

Lilith sgranò gli occhi. Si guardò intorno.

Si rese conto di aver avuto un flashback della sua infanzia. E più precisamente, del giorno in cui era venuta a conoscenza della sua maledizione.

Si alzò in piedi. Vide i genitori a terra.

Amon la tranquillizzò.

"Non preoccuparti, stanno bene. Ora li riportiamo a casa, sani e salvi. Si sveglieranno tra qualche ora. La possessione li ha sfiniti...", spiegò.

Lilith annuì.

"Dovremmo portare a casa anche te", disse Dagon alla ragazza.

La giovane scosse il capo.

"No, vi prego. Voglio rimanere qui. E poi Alastor mi troverebbe ovunque...il luogo in cui mi trovo non fa differenza... Inoltre, voglio stare accanto a Sam. Io non mi muovo".

I due demoni si guardarono. "E' proprio testarda...", disse Amon.

Dagon fece cenno all'amico di andare.

I due presero Isma e Joel e sparirono.

Furono felici di constatare che i loro poteri erano ormai ritornati.

Lilith si sentì sollevata. I suoi genitori erano sani e salvi.

Ripensò al flashback che aveva avuto.

Capì.

Loro non avevano fatto altro, in tutti quegli anni, che proteggerla e cercare di darle una vita normale.

"Grazie", sussurrò.

La sposa del DiavoloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora