Capitolo 6

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ho scritto questo capitolo ascoltando No Roots di Alice Merton, perciò l'ho messa :)

<Leggete il capitolo tre, in silenzio> disse il Rospo in rosa, ovvero la Umbridge.
Sbuffai ed aprii il libro girando le pagine annoiata.
Stavo facendo finta di leggere, quando sulla pagina comparvero delle scritte, sobbalzai, memorie del primo anno mi riempirono la mente. 
Scossi la testa tentando di scacciare i brutti ricordi e lessi il messaggio.

Ciao Ginny,
Sono Astoria
Ti va di vederci dopo le lezioni in biblioteca per studiare?
(Mex)

Capii che "mex" era la formula dell'incantesimo che aveva usato, così ci provai.

Ciao Astoria,
Per me va bene

<Mex> dissi puntando la bacchetta sulla scritta.
<Via la bacchetta signorina Weasley o vuole una punizione?> 

"Ma muori, stupida rospa"
La giornata passò lentamente, ed io non vedevo l'ora di incontrare la Greengrass.
Appena fui libera mi diressi in biblioteca, correndo tanto che, quando arrivai, avevo il fiatone.

<Hey Weasley ora hai anche l'alito da cavallo?> ghignò Draco Malfoy comparendomi davanti.
<E tu hai sempre quest'aria da morto, Malfoy?> dissi io con un sorrisetto strafottente.
<Non osare mai più insultarmi, lurida traditrice del tuo sangue!> esclamò, allontanandosi con aria fintamente furibonda.
Ridacchiai anche se ero un po' ferita dalle sue parole, ma non lo diedi a vedere.

Astoria era seduta nel tavolo più appartato della biblioteca, il mio preferito, al contrario di Hermione che preferiva studiare davanti a tutti per far vedere quanto fosse diligente e studiosa.
A pensare a lei mi ribolliva il sangue.
"Su Ginny, goditi questo pomeriggio con la Greengrass e non pensare ai tuoi problemi"
<Ciao Weasley, come va?> mi chiese.
<Bene, tu?> le risposi con leggero imbarazzo.
<Tutto ok, tranne per gli altri Slytherin che continuano a farmi degli scherzi poco carini> mi rispose lei sorridendo amareggiata.
<Che tipo di scherzi?> le chiesi
<Mi nascondono i vestiti, mi deridono davanti a tutti appendendomi a testa in giù in sala comune e spargono i miei libri per il dormitorio, con le pagine strappate una ad una> disse lei torturandosi le mani, forse pensando di venir giudicata.
<Beh non possono mica fare così, dovresti dirlo a Piton!> le dissi
<A lui non importa, anzi, sta dalla loro parte> disse lei a capo chino.
Feci il giro del tavolo e l'abbracciai.
<Su cominciamo i compiti> disse lei.

*

Il pranzo fu silenzioso visto che io ed Hermione non ci parlavamo ed Harry e Ron erano agli allenamenti di Quidditch -io sono solo una riserva, sfortunatamente.
<Scusa> disse tutto d'un tratto la riccia.
<Ti sto trascurando in questi giorni ma è per via del tanto studio, dei compiti, dei G.U.F.O. , del mio nuovo libro...> continuò Hermione.
<Si si, ok> dissi io, infastidita dal fatto che comunque preferiva i suoi libri a me.

A quell'ora la sala comune era sempre vuota perciò era tutta per me.
Mi sedetti davanti al fuoco ripensando a tutto: a Malfoy, a Zabini, alla Parkinson, ad Hermione, ad Harry e alla Greengrass.
Quella ragazza che stava tanto male.
Così solare e disponibile con me.
Che veniva trattata così ingiustamente dai suoi compagni di casata.
Mi alzai di scatto, piena di ira verso quei luridi Slytherin che la trattavano male, come si permettevano?!
"Ma non è una mia amica, è solo un'ingiustizia ed io da brava Gryffindor devo aiutarla" mi dissi, perché non potevo essere amica di una serpe.
"Perché no?" mi sussurrò quella che riconobbi essere la mia coscienza.

Scacciai quei pensieri e, colta da un'improvvisa ispirazione, salii le scale che portavano al dormitorio maschile.
Entrai nella camera di Colin Canon e mi guardai intorno: era piena zeppa di fotografie, tutte divise in fascicoli. Ne presi uno a caso e scrissi sul retro: chi sono quelli che ti fanno gli scherzi?
<Mex> dissi e mi sedetti su uno dei letti aspettando una risposta.

Nott, Pansy e i due scimmioni.

Appena letta la risposta mi alzai e cercai un fascicolo su ognuno dei sopracitati.
Un rumore mi fece allarmare, così mi infilai dentro ad un armadio.
Sentii la porta cigolare e qualcuno entrare nella stanza.
<Dovevi proprio sporcarti di pomodoro eh Colin? Adesso ti devi cambiare!> era Canon che si sgridava da solo. Trattenni a stento le risate.
L'anta dell'armadio in cui ero nascosta si aprì, ma Colin non fece nemmeno in tempo a riconoscermi che io lo avevo già schiantato, correndo all'esterno del dormitorio.
Mi fermai ed entrai in un'aula vuota per organizzare la mia piccola vendetta.
Le foto erano animate, perciò sarebbe stato ancora più divertente.
Esamini le foto, scegliendone una per ognuno. Per Nott scelsi una foto di lui quasi interamente nudo tranne che per una parrucca e un naso da clown -il quale però non aveva infilato sul naso.
Di Pansy scelsi una foto che la ritraeva in tutù rosa mentre ballava e cantava una canzone babbana e poi cadeva a terra facendosi male.
Infine, per Tiger e Goyle scelsi una loro foto insieme in cui erano vestiti con due abiti da flamenco femminili -con tutte le balze e perfino i tacchi tipici, mentre si atteggiavano come due ballerine professioniste risultando solamente due gorilla ridicoli.
Ingrandii le tre foto in modo che fossero ben visibili da tutti e poi le feci evanescere, pronta per farle apparire al momento buono.

*

La sala Grande era gremita di gente e per me era giunto il momento di agire.
Feci comparire le tre gigantografie sui muri, tranne quello con il portone. Come ciliegina sulla torta feci apparire delle freccie luminose ad indicarle. Infine siglai le mie iniziali in un bel rosso fiammeggiante: GW!

Tutta la scuola si mise a ridere.
E mentre uscivo trionfante dalla sala una voce mi fermò.
<Carine le foto, Weasley, saresti un'ottima Slytherin> 
 <Grazie Malfoy> dissi, sincera. Poi me ne andai, lasciandolo a capacitarsi del fatto che lo avessi ringraziato.
Stavo per entrare nella sala comune quando Astoria mi si parò davanti, abbracciandomi.
<Grazie Ginny! Ti adoro, come farò a sdebitarmi? Devo riuscire a trovare un modo!> detto ciò se ne andò lasciandomi leggermente confusa, ma soddisfatta.
Oltrepassata la porta della Sala Comune, il corpo della McGranitt occupò il mio intero campo visivo.
Passai la settimana successiva in punizione con Piton a misurare cervelli di rana, ma ne era valsa la pena.

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