Lily Potter
Era stato strano, il dopo. Era rimasta tra le sue braccia per buona parte del pomeriggio, senza farsi domande. Quella stretta calda, accogliente, così inaspettatamente rassicurante, l'aveva portata in una dimensione a lei sconosciuta.
Poi però era arrivato il momento di tornare alla realtà. Aveva sentito un velo d'imbarazzo calare tra loro, quando si era lisciata la gonna sui fianchi e aveva borbottato un saluto, improvvisamente incapace di guardarlo negli occhi. Lui non ne era sembrato particolarmente sorpreso o turbato. L'aveva lasciata andare, senza nemmeno provare a chiederle spiegazioni. Senza parlare.
E adesso, dopo una notte insonne e una serie di scuse rifilate a Christina, si stava chiedendo come comportarsi. Scendere a colazione o aspettare che tutti gli studenti fossero in aula, saccheggiando le cucine?
La sua prima lezione sarebbe iniziata alle undici, mentre sapeva per certo che per lui sarebbe iniziata una due ore di pozioni nel giro di cinque minuti. Certo, per sfortuna avrebbe potuto incontrarlo in corridoio, ma davvero Lumacorno lo avrebbe fatto uscire dieci minuti dopo l'inizio della prima ora?
Fiduciosa, si diresse a passo di marcia verso il ritratto della Signora Grassa, grata che nessuno fosse rimasto in sala comune ad osservare la sua indecisione. Si sarebbe presa qualcosa anche per il pranzo, e avrebbe pensato forse prima di cena a cosa dirgli nel caso lo avesse incontrato.
Cosa avrebbe potuto dire al ragazzo con cui aveva sprecato la sua prima volta, e che dal pomeriggio precedente non aveva dato segni di vita?
Lily si batté una mano sulla fronte, piegando le labbra in una smorfia infastidita. Non aveva sprecato proprio niente, era quello il punto. Indipendentemente da cosa sarebbe successo, aveva fatto esattamente quello che le girava in testa da Natale.
Borbottò un'imprecazione a mezza voce, iniziando a percorrere il corridoio, quando un'improvvisa esclamazione alle sue spalle la fece trasalire.
«Litighi da sola Potter? Bruttissimo segno.»
Cercò di non sorridere, mentre si voltava. Il suo sguardo corse per il corridoio fino ad incontrare la sua figura slanciata pigramente appoggiata alla colonna accanto al ritratto della Signora Grassa, che lo scrutava avida di nuovi pettegolezzi.
«Credevo avessi lezione.» si scoprì a dire, prima di riuscire a fermarsi.
Forse Scorpius lesse una rassicurazione tra quelle parole, perché fece un passo verso di lei con un lieve sorriso sarcastico. «Non sapevo ti interessassero i miei spostamenti.»
«Nemmeno i miei a te.» lo freddò lei, indicando con il mento la borsa con i libri gettata malamente sul pavimento.
Scorpius non le rispose, limitandosi ad avanzare ancora verso di lei, fino a fermarsi a malapena a un passo dalle sue scarpe. «Stai bene?»
La domanda era così inaspettata, ma allo stesso tempo così insolitamente premurosa, che Lily si dovette sforzare di non arrossire. «Non dovrei?»
«Potter.» l'apostrofò lui, con l'aria di chi non sa come proseguire.
«Scorpius.» cantilenò lei, facendogli il verso. «Non ho intenzione di struggermi per te.»
Lo vide corrugare le sopracciglia, perplesso. «E questo cosa significa?»
Lily prese un respiro profondo, come se si stesse immergendo per una lunga nuotata in apnea tra le acque del Lago Nero. «Abbiamo fatto sesso. Non significa che dobbiamo ripeterlo, o nemmeno che mi attaccherò con la magicolla al tuo braccio, se per questo.»
«No?»
«No.» rispose, scandalizzata dal suo tono beffardo.
«Peccato. Mi sarebbe piaciuto fare di nuovo sesso con te.»
Lily si sentì arrossire fino alla punta dei capelli. Sperò che lui non se ne accorgesse, ma la scintilla divertita che gli illuminò lo sguardo la smentì alla velocità della luce. «Non mi prendere in giro.»
Aveva cercato di usare un tono leggero, ma la voce le era uscita tremolante, quasi supplichevole. La realtà era che cercava di fingere che non le importasse, mentre invece Scorpius le stava facendo paura. Il suo potere su di lei le faceva paura.
Prima ancora di trovare il coraggio di guardarlo negli occhi, si sentì spingere contro la parete del corridoio. Incastrata tra la pietra e Scorpius, costretta dalla sua mano sotto al mento a guardarlo negli occhi. Le bastò sfiorarlo per sentire il turbinio di emozioni che incredibilmente stavano agitando anche lui.
Non mi chiedere cosa siamo.
«Non mi chiedere cosa siamo.»
Con il cuore in gola e le mani tremanti lo avvicinò di più a sé, tanto da baciarlo.
«Possiamo definire la nostra relazione come senza nome?»
Lily annuì, ascoltando il ritmo furioso del suo cuore da sopra la stoffa leggera della camicia, la mente invasa dalle risposte che cercava.
Cazzo. La amo. E se per lei non è lo stesso? Perché perdono tempo a rimuginarci sopra? Perché non vedevo l'ora di vederla?
Contro il suo petto, con il viso nascosto dai capelli, Lily sorrise.
My Space:
regalo per CFrancy... è vero che il capitolo era già pronto, ma ci sta proprio bene dire che ne ho postato uno un po' più lungo (e un aggiornamento doppio) per te... ❤️
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Empatia - Missing Moments
FanfictionRaccolta di missing moments dal mondo di Preveggenza e Oltre la Vista. Perché Lily e Scorpius, in fondo, non sono mai riusciti a fare a meno l'uno dell'altra.
