Lily Potter
Aveva tutta la libertà del mondo.
Respirando l'aria frizzante della mattina, con lo zaino sulle spalle e la bacchetta infilata nella cintura dei jeans, Lily si chiese da dove cominciare. Poteva andare ovunque, sia con la smaterializzazione, sia grazie alla montagna di galeoni che suo padre aveva insistito prendesse, per ogni evenienza.
Ma tutte le possibilità che le affollavano la mente, tutti quei luoghi che aveva sognato per anni, ora che erano alla sua portata la atterrivano, invece che entusiasmarla.
Era troppo tardi per rinunciare alla partenza, e lo sapeva bene. Con un respiro profondo si smaterializzò, per ritrovarsi nell'unico posto che riuscì a figurarsi nella mente: Hogsmeade.
Osservando le stradine polverose inondate dai primi raggi del sole, le venne da ridere. Aveva passato gli ultimi sette anni a immaginare il momento in cui non sarebbe più stata confinata tra quelle bislacche costruzioni e, nonostante tutto, era l'unico posto in cui aveva davvero deciso di tornare.
Erano solo le sette e mezza del mattino e nemmeno la Testa di Porco era ancora aperta. Ciononostante, appena si voltò ad ammirare il castello, si accorse di una figura che si avvicinava con discrezione; lentamente, quasi avesse tutto il tempo del mondo.
Lily si incantò ad osservare i movimenti della lunga ed elaborata veste da mago che, ad ogni passo, creava onde sempre nuove che si infrangevano nette contro il paesaggio.
«Buongiorno, professoressa McGranitt.» esclamò, quando la figura si fermò a qualche passo da lei. «Non sapevo mi stesse aspettando.»
«Non credevo nemmeno ci fosse qualcuno da aspettare, in una giornata come questa. Assecondavo semplicemente il felice impulso di una passeggiata mattutina.»
Lily sorrise di fronte all'espressione serena dell'anziana donna. Più passava il tempo, più le sembrava simile a quell'Albus Silente di cui suo padre amava raccontare.
«Cosa la porta qui, signorina Potter? I gufi dei M.A.G.O. arriveranno a giorni, ma credo che con un po' d'impegno lei possa già immaginare come siano andati.»
«Oltre Ogni Previsione.» sogghignò Lily, facendo nascere un sorriso anche sul volto della donna. «Ma in realtà, non sono qui per questo. Anzi, in realtà non so nemmeno perché io sia qui.»
La McGranitt parve comprendere perfettamente quel discorso sconclusionato. «Tema difficile, quello della scelta per il viaggio dei M.A.G.O. Ai miei tempi si andava per lo più in America o nell'Europa dell'Est, ma capisco che per voi giovani le cose possano essere diverse.»
«Il mio viaggio... Credo sia un pochino fuori dagli standard.» si trovò a rispondere, prima di riflettere.
Con la McGranitt era sempre stato così: riusciva a metterla a suo agio come neanche sua nonna Molly era in grado.
«Lei è una strega fuori dagli standard, dopotutto.» le concesse, annuendo.
«Ho paura di scoprire quanto.»
Eccolo lì, il dubbio. La paura che da sempre la paralizzava. Quel pensiero che non le aveva mai permesso di vedere oltre il cammino già tracciato, oltre le tappe prestabilite.
«Se mi sta chiedendo se conosco altri maghi o streghe dotati come lei, la risposta è no, purtroppo. Avrei voluto, le avrebbe forse risparmiato qualche sofferenza. O magari no. Chi lo sa. La mente è uno spazio così vasto e terribile, che raramente scegliamo gli stessi percorsi per coprire le distanze.»
«Credo di aver superato la paura dell'essere incompresa da un pezzo, ma grazie del pensiero.»
Vide la McGranitt stringere le labbra in una linea sottile, concentrata. «Come va con l'Occlumanzia? L'ho vista serena durante l'ultimo anno, ma purtroppo i progressi in quel campo non sono mia specialità. Più di quanto ha appreso a Durmstrang, potevo fare ben poco.»
«Non si deve scusare. Ho imparato a tenere fuori gli altri, all'occorrenza.»
«Quanto fuori?»
Lily ammutolì, improvvisamente svuotata. Completamente, avrebbe voluto rispondere, ma sentiva che la McGranitt già conosceva il suo pensiero.
«Non è facile vivere nel mondo, soprattutto non lo è per coloro che hanno il dono di comprendere appieno gli altri. Ho sentito spesso parlare dell'empatia come una condanna, ma credo che, come tutto, possa essere considerata una grande opportunità.»
«Per infastidire gli altri?»
La professoressa sorrise, calorosamente. «Doni così grandi sono odiati perché temuti. Una strega con il suo potere potrebbe aspirare a una grandezza che nemmeno Voldemort o Grindelwald hanno conosciuto. Capire gli altri può significare anche plagiarli, spezzarli, assoggettarli.»
Lily storse il naso in un'espressione infastidita. «Non mi interessa dominare nulla. Non so già cosa farmene di quello che possiedo.»
«E io la ammiro per questo, e ringrazio che lei sia nata in una famiglia così ricca d'amore da averglielo fatto comprendere. Però sappia che scappare dagli altri non è una soluzione. Una vita senza amore è una condanna peggiore di un potere difficile da gestire.»
«Questo lo capisco, ma non risolve nulla. Non posso vivere a contatto con gli altri, se non riesco a mettermi nemmeno in contatto con me stessa.»
La McGranitt sorrise di nuovo, incoraggiante. «Qual era la sua materia preferita?»
«Erbologia.» rispose Lily, senza nemmeno pensarci troppo su. «Mi rilassa occuparmi delle piante. Sono vive, ma discrete. Forti, ma fragili. In continuo mutamento, ma immobili. Beh, per lo meno quasi tutte.»
La professoressa inclinò la testa di lato, quasi cercasse di collegare le fila di un lungo e laborioso ragionamento. «Il professor Paciock mi ha sempre parlato molto bene di lei. Ha una bellissima serra a Ogmore-by-Sea, che però ultimamente è un po' trascurata. Credo potrebbe aver bisogno di una mano. So che aveva dei progetti, ma con l'acquisto del Paiolo Magico lui e Hannah sono piuttosto indaffarati.»
Lily sorrise, grata. «Credo potrebbe essere davvero una splendida idea.»
Prima che la donna però si congedasse, si trovò a farle un'insolita richiesta. «Potrebbe scrivere ai miei genitori? Sono così preoccupati, e ho idea che non si fidino troppo delle mie rassicurazioni.»
La professoressa annuì, comprensiva. «Si ricordi sempre che ha tutte le abilità per poter riuscire in qualsiasi impresa si metta in testa di perseguire.»
«Arrivederci, professoressa McGranitt. E grazie.»
Non riuscì a sentire la risposta, perché la smaterializzazione la trascinò immediatamente via.
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Empatia - Missing Moments
FanfictionRaccolta di missing moments dal mondo di Preveggenza e Oltre la Vista. Perché Lily e Scorpius, in fondo, non sono mai riusciti a fare a meno l'uno dell'altra.
