Una vita per due

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Sconosciuta

Nelle ultime ore il confortevole tepore che da qualche settimana aveva imparato a riconoscere era stato sconvolto, messo alla prova da qualcosa che non aveva compreso. Quel ritmo costante, che accompagnava le sue ore di veglia da che avesse memoria, era diventato improvvisamente altalenante. Prima aveva iniziato a correre, fin quasi ad assomigliare ad un ronzio incessante, poi si era quasi fermato, senza alcun avviso, per riprendere infine a tuonare furiosamente. Aveva percepito anche dei borbottii sospetti, mentre le pareti intorno a lei sembravano dilatarsi e poi restringersi a velocità allarmante.

Sentiva che era successo qualcosa di molto importante, da qualche parte, lì fuori. Lo aveva capito da quei suoni melodiosi che ogni tanto la colpivano senza preavviso, facendole venire voglia di fare le capriole. Sapeva che almeno uno di quei suoni veniva da molto vicino, da qualche parte poco lontano dal suo bozzolo sicuro. Lo sapeva e basta, forse perché quando lo sentiva le sembrava che nemmeno una parte del suo corpo riuscisse a rimanere ferma. Quella voce, se aveva ben interpretato la melodia dell'altro suono poco prima di quell'improvvisa agitazione, sembrava appartenere a lei stessa. «Abbassa la voce.» aveva sentito riecheggiare in lontananza, concentrandosi al massimo. E il suono era diminuito di intensità, pur continuando a farla sobbalzare.

Anche l'altra voce, le dava sicurezza. Era più bassa, più calda, più pacifica. Si sentiva davvero emozionata quando riusciva a percepirla, forse perché il ritmo si velocizzava sempre un po', pur senza infastidirla. Era una sensazione sconosciuta, ma bellissima.

Si era addormentata cullata dalle voci, e stranamente le aveva ritrovate lì anche quando si era svegliata, molto più tardi. Non era mai successo prima di sentirle insieme così presto ma il silenzio era tale che, se rimaneva molto ferma, poteva sentirle chiaramente.

«Meno male che abbiamo invitato solo le nostre famiglie. Non ne posso più di rispondere a domande assurde come l'hai messa incinta?» 

Di nuovo, il ritmo era diventato velocissimo.

«Sarebbe così brutto?» 

«Beh, sarebbe da idioti. Come tuo fratello. Come ha fatto a farlo succedere? Te ne rendi conto, se qualcosa va storto. O sei semplicemente incosciente.»

Era come se tutto attorno a lei si stesse attorcigliando. Improvvisamente era stata colta da una sensazione strana. Come se tutto stesse per sparire. 

«Che succede, Lily? Sei cupa da giorni. Pensavo fosse l'ansia per il matrimonio, ma sei spenta anche adesso. Hai cambiato idea?» 

«Devo dirti una cosa che non ti piacerà.» 

«Mi vuoi lasciare? Mi hai appena sposato, adesso è un po' più difficile tirarsi indietro.» 

La voce più bassa la faceva sentire al sicuro, anche se era debole. Era lontana, ma così calda e confortevole. Fiduciosa, avrebbe detto.

«No Scorp. Solo che... Mi dispiace. Mi lascerai tu, adesso.»

«Lily smettila. Non ti voglio lasciare. Ne abbiamo parlato. Lo sai che non mi spaventa vivere con te. Sono diverso. Siamo diversi.»

«Con noi

Tremava, la voce acuta. Tremava così tanto che la sentiva a tratti fortissimo, a tratti per niente.

«Noi?»     

«Il nostro è un matrimonio riparatore, Scorp.» 

La voce non si sentiva più. C'era silenzio. Tanto silenzio.

«Non è divertente.» 

«Sono incinta, di dodici settimane.» 

«Ribadisco che non è divertente.»   

«E IO NON STO SCHERZANDO!» 

Era rimbombato tutto, improvvisamente, tanto che si sentiva ancora vibrare. Avrebbe voluto essere più forte, per non farsi sballottare così. La voce più vicina a lei era impazzita, e le stava mettendo paura. Cosa avrebbe risposto la voce più tranquilla? Avrebbe fatto rimbombare tutto anche lei?

 «Mi stai dicendo che sono tre mesi che sai che avremo un bambino?» 

 «Bambina.» 

La voce non si fece più sentire, ma al suo posto un gorgoglio strano le fece fare una capriola.

«Cosa c'è da ridere, Scorp?» 

«Hai previsto che sarà femmina, ma non la mia reazione?» 

Nessuna risposta.

«Perché sono io?» 

Ancora niente.

«Ma lo sai che ti amo.» 

«Ho paura.» 

«Che ti dica quanto sei stata immatura ed egoista a tenerti questa cosa per te?»

«Anche. Ma non sarei mai riuscita a lasciarla andare. E tu poi mi hai chiesto di sposarti...»

«E hai visto bene di incastrarmi.»

«No! Cioé... Scorp, non volevo che me lo chiedessi per la bambina.»

«Lo sapevi da due mesi e mezzo, quando te l'ho chiesto.»

«Non ho scuse.»        

«Per niente. Anche se ti sei tradita.» 

«Cosa stai dicendo?» 

«Non mi hai chiesto la tua pozione contro i dolori, negli ultimi due mesi. Non so perché mi è venuto in mente un paio di giorni fa.»

«E non mi hai detto niente.»

«Non era un'eventualità così terribile.»

«No?»  

«No. Ci penso io a voi due. Solo, potevi dirmelo prima.» 

«Lo so.» 

«E chi lo sente adesso mio padre? Lui e la sua dannata ragione.» 

«Scorp, il problema è un altro.» 

«Cioé?» 

«Chi lo dice adesso a mio padre?» 

Ma, anche se la voce ancora tremava, sapeva che tutto sarebbe andato bene. Tutto sembrava improvvisamente avvolto in una calma euforica e, in quel momento, tutto era perfetto.

*

All the love.
Fra

Empatia - Missing MomentsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora