Lily Potter
Era frustrante. Tutta la sua famiglia era preoccupata che Scorpius tenesse le mani a posto, mentre in realtà lui non l'aveva ancora sfiorata. Certo, la baciava, ma mai con eccessivo trasporto o con l'intento di chiuderla in bagno per dieci minuti di intimità.
Ormai erano dieci giorni che Scorpius viveva con lei a casa Potter, eppure non aveva mai palesato il minimo cenno di cedimento.
«Perché non andiamo al mare?» gli aveva chiesto un martedì mattina, esasperata.
«Come?»
«Sei maggiorenne. Puoi semplicemente portarmi con te.»
«Ma tu no.» aveva risposto pacato, al suo tono stizzito. «Credi davvero che non avremmo mezzo corpo auror alle calcagna se ci provassimo?»
Lily avrebbe anche voluto correre il rischio, ma si trattenne dal sottolinearglielo. Scorpius sembrava così distante che quasi stava cominciando a chiedersi se davvero ci tenesse a lei.
«Fai funzionare questa allora.» gli ordinò improvvisamente, lanciandogli tra le mani una monetina babbana.
«Sarebbe?»
«Una passaporta disattivata per l'Avon.»
Scorpius parve stupito per qualche istante, prima di ricollegare tutti i pezzi. «Avevi detto che era finita in fondo al fiume.»
«Ho mentito.» rispose, alzando le spalle.
«Perché?»
«Così.»
Nemmeno sotto tortura gli avrebbe rivelato che quel giorno, quando lo aveva visto osservarla con quell'espressione ammirata, si era sentita così felice da nascondere la passaporta tra le cose di Albus per poter restare in loro compagnia.
«Lo sai di essere vanitosa oltre ogni limite, vero?» le chiese, intuendo probabilmente parte delle sue motivazioni.
«Zitto e lavora. Quella l'ha fatta mio padre, se la usiamo non è controllata.»
Scorpius scosse la testa divertito, mentre lei si premurò di raccattare dal fondo dell'armadio il costume più imbarazzante che avesse. Glielo aveva regalato Christina lo scorso anno, ma non lo aveva mai indossato. Un po' perché i suoi fratelli l'avrebbero uccisa se l'avessero vista in pubblico con una brasiliana, un po' perché in fondo non si sentiva a suo agio nemmeno lei.
Fece una corsa anche in camera di Albus, dove fu grata di trovare in fondo al cassetto del comodino la scatola delle emergenze che conservava per quando andava a trovare Cassandra.
Poi, con noncuranza, tornò da Scorpius giusto in tempo per lanciargli un costume sulle gambe. «Puoi metterlo, è di Albus.»
Scorpius sospirò, alzandosi dalla poltrona dove era seduto. «Mi spieghi perché quest'improvvisa urgenza di refrigerio?»
«Così.»
Lo vide sorridere, prima di uscire dalla stanza. Tornò cinque minuti dopo, con delle birre babbane tra le mani. «Le hanno lasciate i simpatici amici di tuo fratello. Ho pensato di berle con Derek e Albus, ma se ti va...»
Lily annuì distratta, mentre osservava le lancette dell'orologio. «Ci siamo.»
E in un secondo, furono trascinati via.
Atterrò sul morbido, se per morbido si poteva intendere il corpo asciutto di Scorpius. Quasi pensò di rimanere lì, ma poi si costrinse a scivolare via. Non voleva fare proprio la figura dell'impaziente.
«Tutto bene?»
«Mh-mh.» mugugnò, rimettendosi in piedi e cercando con lo sguardo suo punto preferito. Capì di esserci praticamente già, quando alzando lo sguardo si trovò sotto ad un enorme salice.
Ignorando lo sguardo curioso di Scorpius frugò nella borsa fino a trovare il telo, prima di stenderlo e sdraiarcisi sopra.
«Credevo volessi fare il bagno.» commentò lui, togliendosi la maglietta e sedendosi accanto a lei.
Lily lo osservò per qualche secondo di troppo, prima di alzarsi nuovamente in piedi.
«Hai ragione.» sospirò, sfilandosi a sua volta la maglietta, per poi slacciarsi i pantaloncini.
In verità cominciava a ritenere il suo piano una follia. Era passato più di un mese dall'ultima volta che avevano fatto l'amore, e lui non sembrava provare per lei la stessa attrazione che invece non le consentiva di staccargli gli occhi di dosso.
E se si era stufato? Se avesse deciso di passare quelle settimane con lei solo perché ormai i suoi amici si erano già organizzati, ma stesse solo aspettando settembre per lasciarla con la scusa della partenza? Aveva diciotto anni, ma possibile che avesse tutto quell'autocontrollo? O semplicemente fino ai dieci giorni precedenti si era già ampiamente sfogato?
L'ondata di eccitazione la travolse mentre si sfilava i pantaloncini quando, senza accorgersene, aveva dato le spalle a Scorpius.
«Bel costume.» lo sentì mormorare tra i denti.
«Regalo di Christina.» rispose piatta, mentre le sensazioni che provava si mischiavano con quelle di lui.
Stava per voltarsi e affrontarlo, quando sentì le mani di Scorpius sulle sue gambe, gentili ma ferme. Esercitando solo una piccola pressione, la fece indietreggiare di un passo, verso di lui.
Lily si sentì quasi svenire quando lo sentì risalire sulle ginocchia e poi sulle cosce, prima di arrivare ai fianchi ed invitarla a sedersi accanto a lui.
«Mi metti in difficoltà così, Potter.» le mormorò, prima di baciarla con quel trasporto che sognava da quando aveva messo piede a Godric's Hollow. «Ho dato la parola a tuo padre che non ti avrei toccata mentre sono ospite a casa sua.»
«Ma ora non siamo a casa mia.» gli rispose, scavalcando le sue gambe per mettersi a cavalcioni su di lui.
«Lily.»
Quel sussurro, spezzato da una sua carezza più audace, le fecero perdere la testa. Lily poteva sentire, poteva finalmente vedere quello che Scorpius desiderava in quel momento. E non era di certo correre da un'altra ragazza.
«Ho saccheggiato le scorte di Albus.» mormorò, tornando a baciarlo con urgenza. «Ne ho trovati cinque.»
«Vedremo di farceli bastare.» ribatté lui, slacciandole il costume.
Lily lasciò che i pensieri andassero alla deriva. Forse per questo non diede tanto peso a quel alla faccia delle scuse di James Potter che per un attimo rimbalzò nella mente del suo ragazzo.
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Empatia - Missing Moments
FanfictionRaccolta di missing moments dal mondo di Preveggenza e Oltre la Vista. Perché Lily e Scorpius, in fondo, non sono mai riusciti a fare a meno l'uno dell'altra.
